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Regale Abbazia di Santa Maria dell'Alto
Church of Madonna dell'Alto - Mazara.jpg
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàMazara del Vallo-Stemma.png Mazara del Vallo
Religionecattolica
TitolareMaria
Diocesi Mazara del Vallo
Stile architettonicoarabo-normanno
Inizio costruzione1072[1]
Completamento1103[2]

Coordinate: 37°39′06.06″N 12°36′46.79″E / 37.651683°N 12.612997°E37.651683; 12.612997

Indice

StoriaModifica

La Regale Abbazia di Santa Maria dell'Alto , chiamata popolarmente Madonna dell'Alto, è una chiesa bizantino-normanna fondata dal Conte Ruggero I d'Altavilla e dalla prima moglie Eremburga di Evreux nel 1072 a Mazara del Vallo, prima chiesa dedicata alla Madre di Dio nel territorio riconquistato. Erroneamente scambiata con una Abbazia dello stesso nome, fondata dalla figlia del Granconte Ruggero a Sciacca sul Monte delle giummare, da cui quella Abbazia prende il soprannome, anche la nostra Abbazia è stata soprannominata "delle giummare" equivoco antico che si mantenuto fino al presente. L'Abbazia fu dapprima tenuta dai monaci di rito greco ed è citata con in titolo di S. Maria de Mazara in un diploma di re Ruggero II, datato 1145, con il quale il re la rende dipendente dall'Archimandritato del SS.mo Salvatore di Messina. Aggregata nel 1444 viene unita da Papa Eugenio IV insieme all'Abbazia di S. Maria di Gangi Vecchio , partecipa alla riforma di S. Giustina di Padova, ora Congregazione Cassinense . Passata poi al regime di commenda ebbe tra gli abati commendatari di una Abbazia rimasta benedettina solo di nome, tra gli altri, il Card. Giovanni Salviati e, ultimo Abate, il famoso intellettuale Ottavio Pacato . Dal 1567 al 1811 fu Commenda dei cavalieri della Religione di San Giovanni di Gerusalemme (ora Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta). Questo periodo è stato magistralmente studiato da documenti di archivio e ci attesta della grande ricchezza di possedimenti terrieri, di immobili, tra i quali il Palazzo che porta ancora il nome "dei Cavalieri di Malta" sito a Mazara sul porto e ora sede del Comune di Mazara del Vallo, di beni preziosi. Fu Commenda Magistrale dei Gran Maestri e Principi Emmanuel De Rohan-Polduc dal 1794 al 1797, e di Ferdinand von Bolheim zu Hompesch dal 1797 al 1805. La chiesa subì diverse modificazioni e distruzioni nei secoli, ma conserva tuttora molte delle caratteristiche originarie come la facciata, che presenta un protiro sulla cui parete sinistra si aprono due archi a sesto acuto, e il portale del XIV secolo. All'interno della chiesa, sono ancora presenti in due nicchie laterali "coerenti col rito bizantino" , la prothesis sul lato a nord e il diaconicon sul lato a sud, con due affreschi originari bizantini (dei quali uno gravemente mutilo) raffiguranti San Basilio e San Giovanni Crisostomo. Nel 1876 si registrava la presenza nel sito di una urna romana , usata come lavabo e ora custodita nella Cattedrale di Mazara del Vallo, di un capitello in stile corinzio liscio scavato per essere utilizzato come acquasantiera e di una colonnina che lo sosteneva , ora custoditi nel Museo Diocesano. Nella grande nicchia centrale è collocata la statua marmorea della Madonna col Bambin Gesù, firmata "Iacobi Castegniola manu" (per gli studiosi Giacomo da Cassignola ). "I beni della commenda delle Giummare, confiscati nel 1811 come gli altri beni dell’Ordine in Sicilia, furono amministrati dalla Direzione del Pubblico Demanio. Dal carteggio ufficiale del 1822, concernente l’indagine sulla situazione dei beni gerosolimitani nel Regno, si apprende che la commenda fu aggregata alla Commenda della Magione e assegnata al principe Leopoldo di Borbone." Dovrebbe risalire a questo periodo probabilmente la requisizione dell'Archivio storico e dei gioielli del Tesoro . Rimangono al presente un incensiere con la sua navetta e un ostensorio, tutti in argento e con gli stemmi delle famiglie Burgio e Riggio, con croce di Malta. Nel 1873 fu ceduta alla Diocesi di Mazara del Vallo con l'impegno di tenere la Chiesa aperta al culto .Dichiarata "dal punto di vista storico-artistico di importante interesse" nel 1931 dal Ministero della Pubblica Istruzione, Dichiarata "da punto di vista storico artistico di importante interesse" dal Ministero della Pubblica Isruzione nel 1931 , fu dotata di personalità giuridica con decreto reale del 28 marzo 1938. . Solennità dell'Abbazia è l'Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo il 15 agosto, preceduta da una storica Quindicina. È aperta al culto ogni giorno.

"Insignis Hierosolymitani ordinis commenda regalis abbatia" dalla Relatio Status Mazarensis Ecclesiae Sacrae Congregationi Concilii exibenda del  vescovo Emanuele Custo (1816-1829) in Nicastro Gaetano, La Diocesi di Mazara nelle Relazioni "ad Limina" dei suoi vescovi (1800-1910), Istituto per la Storia della Chiesa Mazarase, Trapani, Corrao, 1992, p. 80
Tumbarello Francesco, Sopra un monumento medievale dello stile archi-acuto sicolo, in Nuove Effemeridi Siciliane, Serie 3, Vol. IV, Palermo, Tipografia del Giornale di Sicilia, 1876,  pp. 169-182
"Abbatia S. Mariae de Alto,  sive de  Juniariis, alias Jumaris, seu Jummariis, aut Immariis, si non in maris, Ord. S. Basilii, Dioec. Mazariensis in Sicilia, vocabatur S, Mariae de Mazara, non S. Andreae (ut seipsum correxit Rocchus Pirrus)  in diplomate Rogerii Regis dato anno 1145. in quo Rex illam subiicit Archimandritae S. Salvatoris Messanensis,  de ea Pax Jordanus in suo Abbatiarum Catalogo, unita fuit Abbatiae S. Mariae de Gangiis per Eugenium IV. Summ. Pontif. Anno Pontific. 14. Sal. 1444. ut refert Codex Taxarum Cam. Apost. Verbo Messanen. ab ann. Denique 1568. facta est Commenda Religionis Equitum S. Johannis Hierosolymitani,  ut refert Rocchus Pirrus lib. 4. de Abbatiis, notitia 24."in Lubin Agostino, Abbatiarum Italiae brevis notitia, Romae, Komarek, 1693, p. 9
Pirri Rocco,  Sicilia Sacra, Tomus II, Notizia VI, Panormi, Coppulae,1733, pp. 869-870
Ibidem e anche Lubin A, cit, p. 9
Ibidem e anche Lubin A, cit, p. 9
Ibidem e anche Lubin A, cit, p. 9
Placenti Orazio, L'ultimo Abate. Fra Ottavio Bagatti dei Servi di Maria, Mazara del Vallo, Quaderni della Regale Abbazia, 1, 2017
Papa S. Pio V, Motu proprio Regimini Universalis Eccesiae licet meritis del 19 dicembre 1567, in Pauli Sebastiano, Codice diplomatico del sacro militare ordine Gerosolimitano oggi di Malta, raccolto da varj documenti di quell'archivio, per servire alla storia dello stesso ordine..., , Vol II, Lucca, Marescandoli,1737, pp.  230-231 e anche Pirri Rocco, cit. p. 870 e  Lubin A, cit, p. 9
Anche se ancora nella Relatio ad Limina del 1822 il vescovo Emanuele Custo fa un riferimento  "de Melitense commenda Mazarie existente" in  Nicastro Gaetano, La Diocesi di Mazara nelle Relazioni "ad Limina" dei suoi vescovi (1800-1910), Istituto per la Storia della Chiesa Mazarase, Trapani, Corrao, 1992, p. 92
"Fuerunt olim Patres Basiliani, ex quorum bonis fuit erecta commenda Religionis Hierosolimitanae, per B. Pium V pontificem maximum eo tempore quo sua in patria de Bosco prope Alexandriam de Palia Lombardiae templum cum celebri ac magnifico Fratrum Ordinis Predicatorum coenobio adiuncto sub titulo S.ae Crucis ecitare, dotareque statuisset, cui, inter alia, Commendam S.i Joannis Hierosolimitani de Orba cum consensu totius Hierosolimitanae Religionis, praesertim nationis Italiae assignavit, in cuius commendae commutationem bona huius coenobii sub titulo S.ae Mariae de Jummarijs aequitibus melitensibus concessit",  dalla Relatio Status del vescovo Giuseppe Stella del 1746, in Nicastro Gaetano, La Diocesi di Mazara nelle Relazioni "ad Limina" dei suoi vescovi (1695-1791), Istituto per la Storia della Chiesa Mazarase, Trapani, Corrao, 1989, p. 169
Neglia Maria, Commenda S. Maria dell’Alto  delle Giummare, in  Luciano Buono - Giacomo Pace Gravina (curr) La Sicilia dei Cavalieri. Le istituzioni dell’Ordine di Malta in età moderna (1530-1826), Roma, Fondazione Melitense “Donna Maria Marullo di Condojanni", 2003, pp. 175-180
L’atto costitutivo di tale commenda fu rogato a Napoli il 12 marzo 1794  vedi in: D’Auria Alfredo, ’L'Ordine di Malta nel Mezzogiorno d’Italia (1734-1915), Taranto 2002, pp. 36-42
De Simone Leo, Santa Maria dlle Giummare – Madonna dell'Alto, Mazar del Vallo, Lbreria Editrice Il Colombre, 2007, p. 22
De Simone L., cit.
Tumbarello F., cit
Tumbarello F., cit
Tumbarello F., cit
Iscrizione ai piedi della statua della Madonna col Bambino« "FR. IO. GEROG. VERCELLIS. SAC. R. IEROSOL. MILES. PRIMVS. COMEND. IACOBI. CASTEGNIOLA. MANV. SAL. AN. M. D. LXXII.", vedi Loffredo Fernando,  Sugli esordi di Giacomo da Cassignola, e sull’oscuro Giacomo Pernio, da Villa Giulia indietro fino al cantiere di San Pietro , in SPLENDOR MARMORIS I colori del marmo, tra Roma e l’Europa, da Paolo III a Napoleone III a cura di Grégoire Extermann  e Ariane Varela Braga, De Luca Editori d’Arte, senza indicazione di data,  pp. 51-68
  Neglia M., cit. p. 177
Neglia M., cit., p. 175: "Tra gli oggetti e gli arredi della chiesa inventariati nel 1784 si riscontrano: due corone d’argento, una grande per la Madonna e una piccola per il Bambino; un “fasciatore” di corallo rosso, a 18 fili, con sua campanella d’argento, per il Bambino; due corone d’ambra con scocchetta verde per il Bambino e la Vergine; una corona d’ambra e di vetro bianco; una collana di corallo rosso; un anello con pietra rossa e sua scocca; una piccola cintura con pietra verde; un santino d’argento con sua scocca; un orecchino del Bambino con pietra rossa, un crocifisso di pitturasopra la croce vecchia; due corone di legno dorato. Inoltre, classificati come regali alla Vergine: una scoccad’oro, con sua crocetta con pietra, e un paio di orecchini con rubini; due crocette d’argento, per sfilata, con sua scocca fiammetta; un velo nuovo, con sua asta, con la figura della Vergine."
Documento conservato nell'Archivio storico della Diocesi di Mazara del Vallo, Cartella Madonna dell'Alto.
Documento conservato nell'Archivio storico della Diocesi di Mazara del Vallo, Cartella Madonna dell'Alto.
Registrazione presso la Corte dei Conti del 20 maggio 1938, Registro n. 397, f. n. 121

NoteModifica

  1. ^ Mazara.org - Madonna dell'Alto, su mazara.org. URL consultato il 16 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2014).
  2. ^ Salvalarte Sicilia - Val di Mazara - Le chiese arabo-normanne [collegamento interrotto], su salvalartesicilia.it. URL consultato il 16 dicembre 2011.

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