Ministero dell'istruzione

dicastero del Governo Italiano
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Ministero dell'istruzione
Trastevere - Min PI 1190629.JPG
Il palazzo dal 1927 sede del Ministero a Roma, in viale Trastevere.
StatoItalia Italia (1861-1946)
Italia Italia (1946-2001; 2006-2008; dal 2020)
TipoMinistero
Istituito1861
daGoverno Cavour
MinistroLucia Azzolina
ViceministroAnna Ascani
SedePalazzo del Ministero della pubblica istruzione, Roma
IndirizzoViale di Trastevere, 76/a
Sito webwww.miur.gov.it

Il Ministero dell'istruzione è un dicastero del Governo italiano preposto all'amministrazione del sistema scolastico nazionale. Fino al 2008 denominato Ministero della Pubblica Istruzione, in ottemperanza alla Riforma Bassanini è confluito nei governi succedutisi dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2020 nel Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), per poi tornare operativo dapprima nel Governo Prodi II (2006) e successivamente nel Governo Conte II (2020).

Per pubblica istruzione nell'amministrazione pubblica italiana si intende la funzione dell'istruzione e in parte dell'educazione della gioventù del Paese, con speciale riferimento alla scuola. In questo senso, con poche eccezioni nella storia della Repubblica Italiana, e già prima nel Regno, si è avuta una continuativa amministrazione delle strutture preposte, riunite appunto presso il Ministero della Repubblica Italiana della Pubblica Istruzione.

Il ministero si occupa, peraltro, di verificare che il diritto-dovere all'istruzione dei cittadini, nonché l'obbligo scolare, fossero rispettati anche quando l'insegnamento fosse impartito presso una scuola privata, una scuola pareggiata o paritaria oppure una scuola confessionale.

StoriaModifica

Esistente già dal 1861 col Governo Cavour, fu soppresso il 12 settembre 1929 dal governo Mussolini, che lo sostituì col Ministero dell'Educazione Nazionale. La denominazione venne mantenuta fino al 29 maggio 1944 dal Governo Badoglio II, che riportò il dicastero alla denominazione originaria, quale Ministero della Pubblica Istruzione. Esso rimase immutato anche dopo che il 14 dicembre 1974, ad opera del Governo Moro IV, fu creato il Ministero per i beni culturali ed ambientali[1], che raccolse alcune delle competenze e funzioni prima spettanti al Ministero della pubblica istruzione, nonché ad altri dicasteri; il primo titolare della nuova struttura ministeriale fu Giovanni Spadolini.

Per scorporo del Ministero della Pubblica Istruzione, nacque anche, nel 1988, il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Il dicastero della Pubblica Istruzione fu poi sciolto, assieme al Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, in ottemperanza alla Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, attuata dal Governo Berlusconi II e Berlusconi III perché le sue strutture confluissero dapprima nel Ministero della Pubblica Istruzione, Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica, dal Governo Prodi I e successivamente nel Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (noto con l'acronimo MIUR) (governi Berlusconi II e Berlusconi III).

Il Ministero della Pubblica Istruzione è stato, quindi, ricostituito (assieme al Ministero dell'Università e della Ricerca) il 17 maggio 2006 dal Governo Prodi II, per scorporo dal MIUR; il 7 maggio 2008, il governo Berlusconi IV ha reincorporato i due dicasteri nel MIUR, in attuazione della legge finanziaria 2008, nº 244/2007, che ritornava alla configurazione originaria della Riforma Bassanini.

Il 28 dicembre 2019 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia lo scorporo del MIUR con la nomina di Lucia Azzolina ministro, e la ricostituzione del Ministero della pubblica istruzione nel Governo Conte II a partire dal 2020, cambiando nome in Ministero dell'istruzione.[2]

OrganizzazioneModifica

Il Ministero era composto, nel 2007, da:

  • Uffici per la diretta collaborazione del Ministro
  • Dipartimento per l'Istruzione
    • D.G. Affari internazionali
    • D.G. Istruzione post-secondaria
    • D.G. Ordinamenti scolastici
    • D.G. Personale della scuola
    • D.G. Studente
  • Dipartimento per la programmazione
    • D.G. Comunicazione
    • D.G. Politica finanziaria e bilancio
    • D.G. Risorse umane
    • D.G. Sistemi informativi
    • D.G. Studi e programmazione

Scuola primaria e secondaria di primo e secondo gradoModifica

Da questo dicastero dipendevano le strutture di formazione e insegnamento di ogni ordine e grado, fra le quali:

Gli istituti universitari non dipendevano da questo dicastero in quanto sottoposti all'amministrazione del Ministero dell'Università e della Ricerca.

Italiani all'esteroModifica

Per l'istruzione degli italiani all'estero, con particolare riferimento ai figli di personale italiano in servizio stabile ovvero prolungato presso una missione, ambasciata, rappresentanza consolare o ufficio di rappresentanza, sono anche organizzate delle sedi di scuola estera.

Figure professionaliModifica

Il ministero annoverava fra i suoi dipendenti alcune figure peculiari: il Provveditore agli studi, funzionario ministeriale a capo del Provveditorato; il capo d'istituto, che sino al 2000 con l'istituzione della figura del dirigente scolastico a seguito dell'emanazione della legge sull'Autonomia scolastica, apparteneva ai ruoli di Preside, preposto a dirigere scuole secondarie di primo o secondo grado, oppure di Direttore didattico, posto al vertice delle scuole primarie.

Inoltre il ministero disponeva del personale amministrativo, del corpo docente, del personale di servizio alle strutture e di una quota di personale sanitario.

Elenco dei ministri dell'IstruzioneModifica

Gli elenchi comprendono il nominativo dei ministri dell'Istruzione dal 1946, col Governo De Gasperi II, sino al suo accorpamento nel 2014. Non sono ricompresi i nomi dei Ministri dell'Università, che ressero il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica dal 1988, anno della sua istituzione da parte del Governo De Mita.

NoteModifica

  1. ^ Decreto legge n. 657, 14 dicembre 1974, convertito, con modificazioni, dalla legge n.5 del 29 gennaio 1975.
  2. ^ Ministra Lucia Azzolina, su Miur - Ministero dell'istruzione - Ministero dell'università e della ricerca. URL consultato il 13 gennaio 2020.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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