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Chiesa di San Carlo Borromeo (Vienna)

edificio religioso di Vienna
Chiesa di San Carlo Borromeo
Karlskirche
Karlskirche Vienna June 2006 476.jpg
Facciata della chiesa
StatoAustria Austria
LandViennese
LocalitàVienna
ReligioneCattolica di rito romano
TitolareSan Carlo Borromeo
Arcidiocesi Vienna
ArchitettoJohann Bernhard Fischer von Erlach (terminata dal figlio Joseph Emanuel)
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXVIII secolo
CompletamentoXVIII secolo
Sito websito ufficiale

Coordinate: 48°11′53.69″N 16°22′17.12″E / 48.198247°N 16.371422°E48.198247; 16.371422

Intradosso della cupola

La chiesa di San Carlo Borromeo (in tedesco: Karlskirche) è una chiesa cattolica situata a Vienna, nella parte sud della Karlsplatz. Essa è collocata ai margini del primo distretto, 200 metri fuori dalla Ringstrasse.

È una delle più eminenti chiese barocche d'oltralpe e vanta una imponente cupola dalla forma ellittica. Restaurata sul finire degli anni ottanta del Novecento, è nota grazie alla sua cupola e alle sue due colonne poste ai lati, decorate con bassorilievi, come pure grazie al suo ruolo di contrappeso architettonico del Musikverein e dell'Università viennese di tecnologia.

StoriaModifica

La chiesa venne fatta costruire per volere dell'imperatore Carlo VI, a seguito dell'epidemia di peste che colpì la città. L'imperatore, infatti, decise che appena la città fosse scampata al flagello, avrebbe fatto costruire una chiesa dedicata a San Carlo Borromeo, protettore dei malati di peste. Nel 1714 venne indetto un concorso per il progetto della chiesa, che venne vinto da Johann Bernhard Fischer von Erlach che la realizzò in stile barocco, con forme eclettiche (che per alcuni aspetti guardano anche al Neoclassicismo) e sontuose. La sua costruzione durò 25 anni, Erlach non vide ultimato il suo progetto, che fu portato a termine dal figlio. La costruzione iniziò nel 1716 sotto la supervisione di Anton Erhard Martinelli.

DescrizioneModifica

ArchitetturaModifica

Lo scalone d'ingresso è affiancato da due angeli, rappresentati il Vecchio ed il Nuovo Testamento mentre la facciata si ispira alla chiesa di Sant'Agnese in Agone di Roma. Il decoro del frontone rappresenta le sofferenze della cittadinanza viennese durante l'epidemia di peste. Le due colonne ritorte, ispirate alla Colonna Traiana di Roma e realizzate da Lorenzo Mattielli, sono decorate con rilievi raffiguranti la vita del santo.

La vasta cupola ed il porticato d'ingresso sono ispirati all'arte classica greca e romana. Anche gli interni furono riccamente decorati, con affreschi e sculture. L'altare maggiore è decorato con rilievi in stucco, opera di Alberto Camesina, raffiguranti l'Ascensione di San Carlo Borromeo. La cupola è affrescata ad opera di Johann Michael Rottmayr e vi è raffigurata l'Apoteosi di San Carlo Borromeo.

Organo a canneModifica

L'organo a canne della chiesa è stato costruito nel 1989 da Gerhard Hradetzky. A trasmissione meccanica, ha due tastiere e pedaliera e la seguente disposizione fonica:

Prima tastiera - Hauptwerk
Bordun 16′'
Principal 8′
Coppel 8′
Hohlflöt: 8′
Quintatön 8′
Gamb-Viol 8′
Oktav 4′
Spitzflöte 4′
Flöte 4′
Quint 2.2/3'
Oktav 2′
Mixtur Maior II-III 3'
Mixtur Minor II-III 2'
Seconda tastiera - Oberwerk
Coppel 8′
Gamba 8′
Flöte 4′
Gedeckt 4′
Oktav 2′
Mixtur III
Physharmonica 8'
Pedal
Principal Baß 16′
Sub Baß 16′
Oktav Baß 8′
Gedeckt Baß 8′
Violon Baß 8′
Cello 8′
Quint Baß 5.1/3'
Oktav Baß 4′
Cornett Baß IV 4'
Posaun Baß 16′
Posaun Baß 8′

BibliografiaModifica

  • L. Popelka, Studien zur Wiener Karlskirche, in Alte und Neue Kunst, IV, 1955.
  • Max Pfister, Baumeister aus Graubünden. Wegbereiter des Barock, Chur 1993.
  • Max Pfister, Die Graubünder Baumeister im Umfeld ihrer Region und Zeit, in Michael Kühlenthal (a cura di), Graubündner Baumeister und Stukkateure, München 1997.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale, su karlskirche.at.  
  • Alberto Camesina, su art-platform.com. URL consultato il 20 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2002).
Controllo di autoritàVIAF (EN1874150688323412660003 · LCCN (ENno2017125567 · GND (DE4376368-6 · WorldCat Identities (ENno2017-125567