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Chiesa di San Gregorio Magno
Chiesa di san Gregorio - Gromo.jpg
Chiesa di san Gregorio
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàGromo-Stemma.png Gromo
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Bergamo
Inizio costruzioneXIV secolo

Coordinate: 45°58′08.24″N 9°55′37.39″E / 45.968956°N 9.927053°E45.968956; 9.927053

La chiesa di San Gregorio Magno è un luogo di culto cattolico, si trova sull'antica piazza Dante nel centro storico del paese di Gromo in alta Val Seriana, è di proprietà del comune e intitolata a san Gregorio Magno.

Indice

La storiaModifica

La chiesa è documentata presente sulla piazza, anticamente chiamata piazza del mercato perché luogo di commercio delle armi[1], già in un estimo del XV secolo; la costruzione risale al 1335, sicuramente era un oratorio privato della famiglia Buccelleni allora proprietaria del castello. Sul retro della chiesa, su di una pietra risulta impressa la datazione parzialmente rovinata.
È proprio in questa chiesa che nel 1392 viene redatto il documento che definirà i confini del comune di Gromo.
Venne rinominata in un lascito testamentario di Zamboni Strazeri fu Moreschino olim Pecino di Lizzola di due lire imperiali, e nel 1446 un legato di pasum unam plodariarum ad plodariam in Vigna a suo favore[2].
Venne utilizzata dalla comunità a partire dal 1550 come luogo far parlamento, e completamente ristrutturata verso la fine dell''800[3]. La chiesa è oggi proprietà del comune[4].

 
Particoalre Madonna con bambino-Opera di Enea Salmeggia-chiesa di San Gregorio Magno (Gromo)

ArchitetturaModifica

L'entrata principale della chiesa è rivolta a ovest, con presbiterio ad est, come era d'uso fin dalle chiese paleocristiane. Si accede attraverso il portale cinquecentesco in pietra di Sarnico.

 
castello Buccelleni e chiesa di san Gregorio


L'interno si presenta a pianta rettangolare ad una sola navata, suddivisa in tre campate da due ordini di lesene, con il soffitto a botte e una decorazione ottocentesca su entrambe le pareti di scarso valore. Il presbiterio è una rientranza più stretta rispetto alla navata, accessibile da uno scalino in pietra, con un l'altare ligneo di semplice fattura. In una ancona lignea seicentesca, con due colonne corinzie laterali che sorreggono un timpano spezzato con al centro la Colomba dello Spirito Santo, stile barocco alpino, vi è posta la Pala della Sacra conversazione di Enea Salmeggia detto il Talpino[5].

 
Decori sulla campata a nord

La tela è di particolare interesse anche come documentazione storica, viene infatti raffigurato il paese nel 1625, come si presentava prima della Rovina del Goglio del 1º novembre 1666 che distrusse buona parte del paesaggio che vi è dipinto.

Vergine con Bambino e santiModifica

Nel documento datato 29 aprile 1621, risulta che Don Francesco Scuri, pagò al pittore Enea Salmeza talpino Pittore di Bergamo, 5 zecchini come buon conto e caparra per un quadro che doveva essere eseguito per la chiesa di San Gregorio per un totale che doveva essere di 62,10 lire. Successivamente Donato Ginami altre 139.10 lire, e il saldo nel febbraio 1626 di altre 70 lire che erano il contributo della comunità di Gromo.

 
Chiesa di san Gregorio Magno (Gromo) -interno

I pagamenti confermano quanto scritto e firmato in calce alla tela:

ÆNEAS SALMETIA B/GOM._°_SIS .F. MDCXXV cioè ÆNEAS Salmetia Bergomensis fecit 1625.

La pala, olio su tela, dalle misure di 160x220 cm., raffigura una Sacra conversazione, la Madonna con Bambino tra i santi Gregorio Magno e Carlo Borromeo, riprendendone una del 1603 ora Milano nel Pinacoteca del Castello Sforzesco. La pittura raffigura, nella parte bassa della tela, il paese di Gromo così come era nei primi anni del XVII secolo[6], e risulta un documento importante, essendo stato questo in parte distrutto dalla frana del 1666; il livello superiore raffigura i santi, sulla parte destra del quadro San Gregorio Magno con alle spalle un chierico che regge la ferula simbolo papale, forse ritratto di un Ginami, sulla parte sinistra San Carlo Borromeo di atto di genuflettersi, al livello superiore la Madonna con il Bambino tra le braccia, al livello superiore due angeli nella luce di Dio, chiaro esempio di raffigurazione della Controriforma.
Ma il quadro può essere letto anche in senso antiorario, partendo da San Carlo Borromeo che porgendo le mani chiede intercessione e protezione alla Madonna per il paese ai suoi piedi, la Madonna, guardandolo, gli indica in bambino come suo intercessore, mentre questi, incurante di loro, porge il Vangelo a Gregorio Papa indicandogli la sola guida da seguire[7].

NoteModifica

  1. ^ MAP Museo delle armi bianche e delle pergamene, Ufficio turistico. URL consultato il 24 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2016).
  2. ^ Pasinelli 1, p. 58.
  3. ^ Chiesa di San Gregorio Magno[collegamento interrotto], Val Seriana. URL consultato il 23 giugno 2016.
  4. ^ Chiesa di San Gregorio, Ufficio Turistico. URL consultato il 24 giugno 2016.
  5. ^ Chiesa di San Gregorio, R.it.
  6. ^ Chiesa di San Gregorio[collegamento interrotto], Cose da fare. URL consultato il 24 giugno 2016.
  7. ^ Gabriele Medolago, la Rovina del Goglio, Comune di Gromo e Valgoglio, 2015.

BibliografiaModifica

  • Gabriele Medolago, La Rovina del Goglio, Comune di Gromo e Valgoglio, 2015.
  • Comune di Gromo, Gromo, Comune di Gromo, 1972.
  • Bortolo Pasinelli, Gromo nel XV secolo, Bergamo, Corponove, 2011.

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