Apri il menu principale

Chiesa di San Sebastiano (Venezia)

edificio religioso di Venezia
Chiesa di San Sebastiano
San Sebastiano (Venice) Facade.jpg
Facciata della chiesa di San Sebastiano
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVenezia-Stemma.pngVenezia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSebastiano
Patriarcato Venezia
Consacrazione1562
ArchitettoAntonio Abbondi
Stile architettonicoRinascimentale
Inizio costruzione1506
Completamento1548

Coordinate: 45°25′55.16″N 12°19′12.18″E / 45.43199°N 12.32005°E45.43199; 12.32005

La chiesa di San Sebastiano è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro, in campo San Sebastian.

Indice

StoriaModifica

Sul sito dove sorge attualmente la chiesa in precedenza si trovava un ospizio fondato dai frati della Congregazione di San Girolamo attorno al 1393. Tre anni più tardi accanto all'ospizio venne fondato anche l'oratorio di "Santa Maria piena di grazia e giustizia" che nel 1455 fu ampliato e nel 1468 trasformato in una chiesa dedicata a San Sebastiano martire.

La chiesa attuale venne iniziata nel 1506 su progetto di Antonio Abbondi, detto lo Scarpagnino, fu terminata nel 1548 e infine consacrata nel 1562. Il progetto è sobrio ed essenziale, sia per rispetto alle esigenze spirituali dei committenti, la cui regola monastica prevedeva uno stile di vita severo e modesto, sia per le ridotte risorse finanziarie messe a disposizione. Il nuovo edificio, rispetto al precedente, ebbe un differente orientamento: la facciata fu rivolta verso il rio, in asse con il ponte e fu ricavato un piccolo sagrato di forma triangolare.

DescrizioneModifica

EsternoModifica

La chiesa prospetta su fondamenta San Sebastian con una facciata in sobrio stile rinascimentale bipartita orizzontalmente da un alto cornicione e coronata da un timpano triangolare sormontato dalle statue di tre santi, con Sebastiano al centro. Sopra il portale, inquadrato fra due monofore ad arco, vi è il rosone circolare. Dietro l'abside semicircolare, lungo il perimetro di campo San Sebastian, vi è il campanile a pianta quadrangolare, culminante con un torrino ottagonale poggiante sopra la cella campanaria.

InternoModifica

La chiesa presenta un importante ciclo pittorico di Paolo Veronese, che decorò il soffitto della sacrestia, la navata centrale, il fregio, la parte orientale del coro, l'altare maggiore, le porte dei pannelli dell'organo e il presbiterio. Spiccano tra questi i tre dipinti Scene della vita di Ester. L'artista stesso è sepolto nella chiesa, vicino all'organo. Anche il fratello Benedetto è sepolto nella chiesa [1].

La pala d'altare è dedicata al santo (protettore contro la peste), ed è il centro visivo a cui fa capo il ciclo cristologico e mariano delle pitture del Veronese stesso.

Dipinti del Veronese nella chiesa di San Sebastiano
         
Assunzione della Vergine Trionfo di Mardocheo Il ripudio di Vashti Il martirio di san Sebastiano Gli arcieri pronti a colpire san Sebastiano
         
Annunciazione
(1558)
Martirio di san Sebastiano
(c. 1565)
Il martirio di san Sebastiano
(1558)
Il martirio dei santi Marco e Marcellino
(c. 1565)
San Sebastiano rimprovera Diocleziano
(1558)
       
Incoronazione di Ester Presentazione al Tempio
(1560)
Miracolo della piscina di Bethesda
(pannelli dell'organo)
Organo con pannelli
           
Incoronazione della Vergine San Matteo San Marco San Luca San Giovanni evangelista Soffitto con lacunari del Veronese

OrganoModifica

Nella chiesa si trova un organo storico del 1763 costruito dall'organaro Nicolò Moscatelli e restaurato nell'Ottocento da Angelo Agostini. Esso è a tastiera unica di 56 tasti con pedaliera a leggio di 17 pedale con prima ottava corta e costantemente unita alla tastiera a cui se ne aggiunge un altro che è quello del registro Tamburo.

NoteModifica

  1. ^ Luoghi storici d'Italia, pubblicazione a cura della rivista Storia Illustrata, pag. 1117, Arnoldo Mondadori Editore, 1972

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • L'organo, su sovenice.com (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2013).
Controllo di autoritàVIAF (EN122435361 · LCCN (ENnr95004652