Apri il menu principale

Chiesa di Sant'Elena (Verona)

edificio religioso di Verona
Chiesa di Sant'Elena
già Chiesa dei Santi Giorgio e Zeno
Duomo (Verona) - Sant'Elena (Verona) - Facade.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVerona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Verona
Consacrazione1140
Stile architettonicocarolingio, romanico, rinascimentale, barocco
Inizio costruzioneIX secolo
CompletamentoXIV secolo

Coordinate: 45°26′50.9″N 10°59′48.5″E / 45.447472°N 10.996806°E45.447472; 10.996806

La chiesa di Sant'Elena (già chiesa dei Santi Giorgio e Zeno) è un edificio di culto cattolico situato nel centro storico di Verona, adiacente alla cattedrale.

StoriaModifica

La chiesa di Sant'Elena occupa l'area su cui sorse nel IV secolo ad opera del vescovo Zeno il primo luogo di culto cristiano di Verona. Dopo che fu riconosciuta la dipendenza del capitolo dei canonici della cattedrale non dal vescovo di Verona, ma dal patriarca di Aquileia, il capitolo decise di costruire sul luogo dell'antica basilica una chiesa col nome titolo dei santi Giorgio e Zeno per svolgervi le liturgie capitolari. La chiesa fu consacrata tra l'842 e l'847 dal patriarca di Aquileia Andrea.

Seriamente danneggiata dal terremoto del 3 gennaio 1117, venne rapidamente ricostruita e consacrata dal patriarca Pellegrino nel 1140. Il 7 gennaio 1320 Dante Alighieri tenne nella chiesa di Sant'Elena la celebre orazione latina Quaestio de aqua et terra al fine di conseguire la cattedra nel rinomato Studio veronese. L'incarico dell'insegnamento fu però affidato ad un tale Artemisio, costringendo il Divin Poeta a peregrinare fino alla morte, che giungerà l'anno successivo a Ravenna. Ancora oggi è affissa all'interno dell'edificio sacro una targa in memoria della prolusione di Dante. Nel XV secolo la chiesa fu dotata di un nuovo coro ligneo e fu costruito il portico e, nel secolo successivo, furono eretti i due altari laterali, poi ricostruiti nel Settecento.

Tra il 1960 e il 1970, la chiesa di Sant'Elena è stata interessata dalle indagini archeologiche che hanno riportato alla luce l'area presbiterale dell'antica basilica del IV secolo.

DescrizioneModifica

 
Pianta del Duomo (in basso) con la Ecclesia S. Georgij a Domo, vulgo S. Helenae in alto al n. 25, in un disegno del XVIII secolo.

La chiesa di Sant'Elena si trova alla sinistra dell'edificio della cattedrale, e affaccia sopra un piccolo cortile con il caratteristico porticato a quattro arcate a tutto sesto sorrette da esili colonne in marmo con capitelli corinzi. Nella parte superiore della facciata, si può notare l'originale paramento murario romanico, caratterizzato da un alternarsi di fasce in mattoncini rossi e marmo.

L'interno della chiesa è a navata unica coperta con soffitto a capriate lignee. A metà della navata, entro due nicchie ad arco contrapposte, si trovano i due altari laterali, costruiti nel Cinquecento e rinnovati nel Settecento. Quello di destra, dedicato alla santa Croce, accoglie una pala di Pietro Antonio Rotari raffigurante La Madonna col Bambino fra i Santi Elena, Caterina e Giovanni Nepomuceno (1735); quello di sinistra, invece, dedicato a san Francesco di Sales, accoglie una pala di Giovanni Pietro Salvaterra con Il Redentore e i Santi Francesco di Sales e Filippo Neri. Sulla parete destra della navata si trova il trittico in pietra con La Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista ed Evangelista, un tempo sopra l'altare maggiore della chiesa.

Il presbiterio presenta, lungo le due pareti laterali, gli stalli lignei intagliati del coro, risalenti al XV secolo; al centro dell'area è stata creata una vasta apertura nel pavimento per consentire la vista del pavimento e delle fondazioni dell'antica basilica del IV secolo. Nell'abside quadrangolare, vi è l'altare maggiore barocco.

 
Madonna in trono con Bambino e i Santi Stefano, Zeno, Giorgio ed Elena di Felice Brusasorzi (1573‑79).

OrganoModifica

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne della chiesa, costruito nel 1964 da Libero Rino Pinchi e restaurato nel 2007 da Diego Bonato. A trasmissione elettrica (sistema multiplo), ha un'unica tastiera di 61 note ed una pedaliera concavo-radiale di 30. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesimaseconda 1'
Bordone 16'
Bordone 8'
Flauto 4'
Nazardo 2.2/3'
Terza 1.3/5'
Flautino 2'
Cornetto combinato Soprani
Voce umana 8'
Tremolo
Pedale
Subbasso 16'
Unioni e accoppiamenti
Unione I 8' P
Unione I 4' I

BibliografiaModifica

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli (a cura di), La cattedrale di Verona nelle sue vicende edilizie dal secolo IV al secolo XVI, Verona, Arsenale, 1987, ISBN non esistente.
  • Notiziario della Banca Popolare di Verona, nº 2, 1991.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica