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Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi
Santa Margherita de' Cerchi.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Firenze
Stile architettonicoromanico

Coordinate: 43°46′16.51″N 11°15′26.31″E / 43.771253°N 11.257308°E43.771253; 11.257308

La chiesa di Santa Margherita dei Cerchi è un luogo di culto cattolico del centro storico di Firenze.

StoriaModifica

Dedicata a Santa Margherita d'Antiochia, la denominazione fa riferimento anche alla famiglia Cerchi, che dal 1353 detenne il patronato della piccola chiesa, prima insieme ai Donati e agli Adimari, poi dal Seicento in maniera esclusiva. Ricordato sin dal 1032, l'edificio è stato rimaneggiato a più riprese nei secoli successivi. È sede capitolare del Terzordine Mercedario Fiorentino. A lato del presbiterio è posta una lapide a ricordo del fondatore, Enrico Michelassi.

DescrizioneModifica

La facciata della chiesa di Santa Margherita dei Cerchi è a capanna, con paramento murario in blocchi di pietra squadrati. Al centro, si apre il portale, con lunetta a tutto sesto, sormontato da una tettoia a doppio spiovente. In alto, vi sono due rosoni circolari strombati, uno posto in asse con il portale, l'altro alla sua sinistra.

L'interno della chiesa è a navata terminante con l'abside quadrangolare coperta da volta a botte ribassata affrescata, al centro della quale si trova l'altare maggiore in pietra, con mensa sorretta, sulla parte anteriore, da colonnine. Alle spalle di esso, si trova la pala Madonna in trono con le sante Lucia, Margherita, Agnese e Caterina d'Alessandria di Lorenzo di Bicci (fine XIV-inizio XV secolo). Sull'altare di destra si trova una pregevole predella di Domenico di Michelino con le Storie di Santa Margherita d'Antiochia.

Chiesa di Dante?Modifica

 
La (falsa) lapide della tomba di Beatrice Portinari

Santa Margherita è considerata anche la "chiesa di Dante", che tradizionalmente qui sposò Gemma Donati (secondo altre fonti il matrimonio avvenne nella vicina San Martino) e poté conoscervi l'amata Beatrice Portinari, la cui famiglia aveva qui le proprie sepolture.

Un quadro di una pittrice inglese dell'Ottocento in stile preraffaellita ricorda questo incontro, collocato appena alla destra dopo l'entrata. Altri dipinti otto-novecenteschi ricordano Dante e la sua musa. Qui venne sicuramente sepolto Folco Portinari, padre di Beatrice, e la balia Monna Tessa, la cui lastra tombale si trova oggi nel chiostro delle Ossa dell'arcispedale di Santa Maria Nuova, istituzione fondata, secondo la tradizione, dall'ispirazione che la nutrice diede a Folco.

È invece inverosimile l'ipotesi che qui sia sepolta la stessa Beatrice, perché essendo maritata Bardi il suo sepolcro dovrebbe trovarsi nella tomba della famiglia del marito, situata nel chiostro Grande di Santa Croce[1].

Nonostante ciò, nell'immaginario collettivo, la piccola chiesa resta la destinazione degli appassionati di Dante e degli ammiratori dell'angelica Beatrice, a cui sono spesso rivolti dei messaggi personali, raccolti in un cestino vicino alla sua "tomba".

La Venerabile Compagnia dei QuochiModifica

In questa chiesa ha sede la Venerabile Compagnia dei Quochi dedicata a san Pasquale Baylon, patrono universale dei cuochi dove, davanti all'altar maggiore è tuttora visibile lo storico sepolcro della compagnia. A san Pasquale è attribuita l'invenzione del corroborante "zabaione".

NoteModifica

  1. ^ Corriere Fiorentino, 4 marzo 2008, Beatrice l'ultimo segreto. La musa di Dante sarebbe sepolta nel chiostro di Santa Croce.

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Collegamenti esterniModifica

BibliografiaModifica