Chiesa di Santa Maria Assunta (Loreo)

edificio religioso di Loreo
Chiesa Parrocchiale Arcipretale di Santa Maria Assunta
Santa Maria Assunta (2) (Loreo).jpg
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàLoreo
Religionecattolica di rito romano
TitolareAssunzione di Maria
Diocesi Chioggia
Consacrazione1675
ArchitettoBaldassare Longhena (facciata)
Inizio costruzioneXV secolo
CompletamentoXVIII secolo

Coordinate: 45°03′45.44″N 12°11′22.92″E / 45.062622°N 12.1897°E45.062622; 12.1897

La parrocchia di Santa Maria Assunta, indicato anche come Santuario della Beata Vergine della Carità e semplicemente come chiesa dell'Assunta, è un edificio religioso situato in Piazza del Longhena a Loreo, in provincia di Rovigo. Secondo la chiesa cattolica è considerata chiesa arcipretale, ovvero a capo di una particolare parrocchia detta arcipretura.

L'edificio originale, sorto nel XV secolo, venne in seguito rimaneggiato prima nel XVII secolo, innalzando una facciata barocca progettata da Baldassare Longhena, ed infine nel XVIII secolo assumendo l'aspetto che appare al giorno d'oggi.[1]

L'interno è impreziosito da opere pittoriche di scuola veneta, tra cui Antonio Vassilacchi (XVI secolo), Pietro Damini e Andrea Vicentino (XVII secolo) e Antonio Marinetti (XVIII secolo).

StoriaModifica

L'esistenza di una chiesa dedicata all'assunzione di Maria in cielo sul territorio loredano è documentata già dal 1094. Dell'edificio non si conosce che qualche dettaglio e che nel corso dei secoli venne semidistrutta ed in parte ricostruita.[2]

La comunità religiosa di Loreo nella prima parte del XVII secolo interpellò la Diocesi di Chioggia chiedendo il permesso di avviare la costruzione di un nuovo edificio più consono allo svolgimento delle funzioni. Attorno al 1658 il vescovo Francesco Grassi, allora responsabile della diocesi di Chioggia, ritenendola oramai troppo cadente ed angusta concesse il permesso per l'abbattimento del vecchio edificio.[2]

Il nuovo edificio venne innalzato nella seconda parte del secolo e consacrato nel 1675, assumendo prima il titolo di chiesa parrocchiale e poi quello di duomo. Nel 1739 al suo interno venne traslata l'immagine della Madonna della Carità alla quale erano attribuiti miracoli dal 1736, assumendo da quel momento anche il titolo di santuario.[2]

ArchitetturaModifica

L'edificio sorge affacciato a Piazza Longhena ed è interamente visibile, solo lievemente addossato da edifici attigui. Alla sinistra è collocato il campanile opera di Tranquillino Carrisi.

La facciata è opera di Baldassare Longhena Il maggior architetto del Seicento veneziano.

OpereModifica

 
L'altare maggiore, in stile barocco, opera di Antonio Tarsia.

Tra le varie opere pittoriche visionabili all'interno dell'edificio, risultano collocate alle pareti laterali del presbiterio due dipinti, Un miracolo della Beata Vergine, olio su tela opera del pittore Pietro Damini (1592-1629) e L'adorazione dei pastori, anch'esso olio su tela, opera del pittore Antonio Vassilacchi detto L'Aliense (1556-1629).

Da ricordare sono l'altare maggiore, in stile barocco, opera di Antonio Tarsia, impreziosito da due statue rappresentanti san Pietro e san Paolo opera di Giuseppe Torretti, già maestro di Antonio Canova, il coro ligneo e la cantoria dove è posto un organo a canne realizzato dall'organaro Gaetano Callido.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 1997.

PubblicazioniModifica

  • Luciano Scarpante, Da Loreo a Rosolina, in Ventaglio 90, n. 48, gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2014).

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