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Chiesa di Santa Maria dei Vergini
EsternoMariaVergini2.jpg
Facciata di Giuseppe Astarita (1745)
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svg Napoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXIV secolo

Coordinate: 40°51′25.61″N 14°15′16.56″E / 40.857114°N 14.2546°E40.857114; 14.2546

Interno
Fonte battesimale del 1600

La chiesa di Santa Maria dei Vergini è una delle chiese monumentali di Napoli.

Indice

StoriaModifica

Il tempio ed il suo convento vennero eretti sul sito dove, nel 1326, gli abitanti di Porta San Gennaro avevano fatto costruire una piccola cappella ed il relativo ospedale intitolati a Santa Maria del Borgo dei Vergini. Il complesso, nel 1334, venne poi ceduto ai frati Crociferi di San Cleto. Successivamente, questa struttura passò ai Padri della Missione sotto il cardinale Caracciolo.

Nel XVIII secolo vennero realizzati numerosi interventi di restauro; il primo ordine dell'interno risale agli interventi settecenteschi (una delle uniche parti rimaste dell'edificio settecentesco), mentre la facciata fu innalzata su progetto del noto Giuseppe Astarita, che realizzò un disegno di paraste e colonne determinando un effetto di chiaroscuro con lo stucco che affianca la parte centrale in piperno.

Nella seconda guerra mondiale, durante un pesante bombardamento aereo su Napoli, il tempio venne quasi interamente distrutto: rimasero illese solo alcune strutture, mentre le fiamme semidistrussero il resto. Gli arredi sacri andarono distrutti ed inoltre il tempio subì anche massicci rastrellamenti.

Negli anni cinquanta del XX secolo la struttura è stata ricostruita nelle sue forme attuali, facendo riferimento alla primitiva architettura. Il principale tesoro scampato dalla demolizione bellica è il fonte battesimale del 1600, dove, nel 1696, fu battezzato Sant'Alfonso Maria de' Liguori, come testimoniato dai registri ancora conservati.

Negli anni sessanta del Novecento la chiesa fu al centro di rilevanti scoperte artistiche, specie nel corso dei lavori del 1963, quando emersero frammenti di affreschi del XVI secolo ed i resti della zona absidale e della navata dell'originario tempio trecentesco.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

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