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Christian Poncelet

Christian Poncelet (Blaise, 24 marzo 1928) è un politico francese.

Dal 2 ottobre 1998 al 1º ottobre 2008, Chistian Poncelet è stato presidente del Senato, il quarto dalla fondazione della Quinta Repubblica francese nel 1958.

BiografiaModifica

Impiegato postale addetto ai servizi telefonici, sindacalista. Membro dell'UNR-UDT (fusione dell'Unione per la Nuova Repubblica con l'Unione Democratica del Lavoro) divenuta nel 1967 Unione dei Democratici per la Repubblica (UDR), è un esponente nel gollismo di sinistra. Nei Vosgi, suo dipartimento di origine, ha avuto come principale antagonista all'interno del suo stesso partito Philippe Séguin, esponente del gollismo sociale. È spesso citato dalla stampa come un politico che gode del sostegno della massoneria[1]. Al punto che lui stesso è stato indicato da un autorevole settimanale come massone[2].

Deputato all'Assemblea Nazionale dal 1962 fino alle sue dimissioni nel 1972 per l'incompatibilità del mandato elettivo con le funzioni di governo. Segretario di Stato dal 6 luglio 1972 al 26 settembre 1977 nei governi di Pierre Messmer, Jacques Chirac e Raymond Barre.

Dal 1977 è ininterrottamente senatore dei Vosgi, essendo stato rieletto alle elezioni del 1986, 1995 e 2004. Il suo mandato è giunto a scadenza il 1º ottobre 2014. Avendo totalizzato 46 anni di mandato nelle due assemblee, al momento di lasciare il Senato Poncelet risultava il parlamentare con la maggiore anzianità di servizio. Dal 1979 al 1980 è anche deputato al Parlamento europeo.

Aderisce nel 1978 al Raggruppamento per la Repubblica (RPR) e nel 2002 all'Unione per un Movimento Popolare (UMP).

Dal 1986 al 1998 è presidente dell'importante commissione Finanze e bilancio del Senato.

Presidente del SenatoModifica

Il 2 ottobre con 189 voti su 283 votanti è eletto al terzo turno presidente del Senato (il presidente del gruppo senatoriale socialista Claude Estier ha 93 voti). Succede al centrista René Monory, candidato alla propria successione e ritiratosi dopo il primo turno giacché superato da Poncelet per sedici voti. Rieletto a capo dell'Alta assemblea nel 2001, per un mandato di tre anni, e nel 2004, in quest'ultima occasione per un mandato di quattro anni in virtù di una proroga di dodici mesi della durata del mandato dei senatori in carica. Dopo le elezioni del 24 settembre 2008 per il rinnovo di una metà dei membri dell'alta assemblea, non presenta la sua candidatura alla presidenza del Senato. Personaggio consensuale[3], in ottimi rapporti con il socialista Jean-Pierre Bel, presidente dal 2011 al 2014[4], è uno dei senatori più autorevoli e in quanto ex presidente del Senato occupa il rango protocollare immediatamente successivo a quello dei membri del Consiglio di presidenza.

Mandati localiModifica

Dal 1976 è ininterrottamente presidente del consiglio generale dei Vosgi, caso eccezionale di longevità politica. Dal 1977 al 1992 è anche consigliere regionale della Lorena. Dal 1982 al 2001 è sindaco di Remiremont, cui è consigliere municipale dal 1965.

Membro dell'InstitutModifica

Dal 2003 è membro dell'Accademia di scienze morali e politiche, una delle cinque accademie dell'Institut de France.

CuriositàModifica

A 22 anni, Christian Poncelet è stato campione di boxe[5].

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ « Christian Poncelet, 70 ans, président du Sénat, excessif en rien, rend toujours service. Comme pour la tenue du Congrès, aujourd'hui. La politique en robe de chambre », 18 gennaio 1998
  2. ^ « Le nouveaux francs-maçons », Le Point, 24 gennaio 1999, su lepoint.fr. URL consultato il 31 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2012).
  3. ^ « La patience récompensée d'un sénateur modèle, habile à négocier », di Jean-Louis Saux, Le Monde, 3 ottobre 1995.
  4. ^ Robert Colonna d'Istria e Yvan Stefanovitch : Le Sénat, enquête sur les superprivilégiés de la République, édition du Rocher 2008, pag. 68.
  5. ^ « L'UMP s'inquiète de la guerre de succession engagée au Sénat », Patrick Roger, Le Monde, 13 ottobre 2005.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN71566830 · ISNI (EN0000 0001 2281 7079 · LCCN (ENnr2001039513 · GND (DE134144511 · BNF (FRcb13611127c (data) · WorldCat Identities (ENnr2001-039513