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Cimadera
frazione
Cimadera – Stemma
Cimadera – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLugano
ComuneLugano-coat of arms.svg Lugano
Territorio
Coordinate46°04′44″N 9°02′48″E / 46.078889°N 9.046667°E46.078889; 9.046667 (Cimadera)Coordinate: 46°04′44″N 9°02′48″E / 46.078889°N 9.046667°E46.078889; 9.046667 (Cimadera)
Altitudine1 100 m s.l.m.
Superficie5,2 km²
Abitanti127 (2015)
Densità24,42 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6951
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Cimadera
Cimadera

Cimadera, con la frazione di Treciò, (in dialetto ticinese Sciümadéra[senza fonte]) è una frazione di 127 abitanti[senza fonte] del comune svizzero di Lugano, nel Canton Ticino (distretto di Lugano). Fa parte del quartiere di Val Colla, si trova a circa 19 km dal centro di Lugano, raggiungibile dalla strada cantonale che da Lugano porta verso la Valcolla, passando da Sonvico.

Geografia fisicaModifica

StoriaModifica

 
Il territorio del comune di Cimadera prima degli accorpamenti comunali del 2013

Già comune autonomo istituito nel 1878 per scorporo dal comune di Sonvico[1] e che si estendeva per 5,25 km²[2], nel 2013 è stato accorpato al comune di Lugano assieme agli altri comuni soppressi di Bogno, Certara e Valcolla. La fusione è stata decisa con votazione popolare del 20 novembre 2011 ed è divenuta effettiva dal 14 aprile 2013[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

 

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.

NoteModifica

  1. ^ a b c Antonio Gili, Cimadera, in Dizionario storico della Svizzera, 17 gennaio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  2. ^ Val Colla – Il quartiere in numeri, su sito istituzionale del comune di Lugano, 27 luglio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.

BibliografiaModifica

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 297.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 383.

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Collegamenti esterniModifica

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