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La Piramide del Cocoricò, sulle colline di Riccione.

Il Cocoricò di Riccione è stata una delle discoteche più famose d'Italia gestita dalla società Piramide S.r.l.[1].

Si trova sulle colline di Riccione, tra la città e l'uscita dell'Autostrada A14. Tempio della musica techno italiana fin dagli anni novanta, si è guadagnata una fama crescente col passare del tempo, tanto da essere definito "una monumentale Mecca della musica dance"[2]. Nella classifica "Top 100 clubs" stilata da DJ Magazine nel 2015 si collocava al primo posto tra le discoteche italiane e al 16º posto tra le discoteche di tutto il mondo.[3]

Indice

StoriaModifica

 
Chris Liebing al Cocoricò nel gennaio 2015

Aperto nel 1989, fino alla fine degli anni novanta una caratteristica del locale è stata quella di cambiare l'allestimento delle cinque sale principali due volte l'anno, spesso anticipando mode e tendenze. Il direttore artistico, Loris Riccardi, è stato l'ideatore dei temi delle scenografie e creatore di gran parte del locale fino al 2006.

La sala principale era la Piramide, una struttura in vetro a forma piramidale. Titilla era la seconda sala per importanza ed era specializzata nella musica house.

Nel 1994 viene aggiunta una nuova sala, Morphine, dedicata alla musica elettronica e ambient.

Nel 1999 nasce la sala all'aperto Ciao Sex, dedicata al pubblico gay.

Fino al 2003, il locale ha proposto prevalentemente musica techno o trance. In seguito, con il cambio dei DJ, si è passati a un genere più vicino all'hard-trance e al minimal-techno fino all'anno successivo, che ha visto l'affermazione della musica house.

Nel 2004 nasce la sala Strix, ambiente trasgressivo situato nel bagno delle donne.

Nell'agosto 2015 viene chiuso per 120 giorni dopo la morte di un ragazzo sedicenne di Città di Castello, Lamberto Lucaccioni, per assunzione di sostanze stupefacenti. A seguito di questo fatto la discoteca, alla sua riapertura, ha deciso di porre severe misure di selezione, tra cui il divieto di accesso al locale nei confronti dei minorenni. Di conseguenza, il Cocoricò, subì una grave crisi (pochi clienti con 1000/1200 biglietti in meno a notte e 200.000€ di perdite), ma nel giro di qualche mese la discoteca si riprese economicamente.[senza fonte]

Nel 2017 il regista Ambrogio Crespi, in occasione dei 30 anni di anniversario dalla sua apertura, armato di ben 5 telecamere, microfoni ed un drone, si cimenta in un documentario che attraverso le testimonianze dirette dei frequentatori, ricostruisce la storia di questo locale: Trent’anni sotto la Piramide, racconta attraverso immagini di archivio la nascita di quella che è stata definita per antonomasia la Mecca della Techno e dell’House music in Italia[4][5].

Dopo anni di eccessi durante gli anni 90, il Cocorico’ di Riccione ed i suoi profeti del suono, non esitavano ad attrarre folle di giovani, che uniti dalla passione per la musica trova in questi luoghi un clima affine a quello della Disco Music dei gloriosi anni 70[6].

Il documentario di Crespi destinato alla presentazione durante festivals successivi, è stato realizzato a cavallo di due mesi di riprese, dove il regista e la sua troupe si sono destreggiati, passando all’interno all’esterno della Piramide, per condividere assieme ai giovani balli, linguaggi e storie leggendarie di dj e personaggi, in una colonna sonora generale fatta di sonorità, luci ed interviste[7].

ChiusuraModifica

Negli ultimi anni, vari contenziosi con il fisco e vicissitudini giudiziarie avevano portato a uno stato di crisi della società di gestione. Il 4 giugno 2019, il tribunale ordinario aveva giudicato inammissibile la richiesta di concordato preventivo depositata dai vertici della società che gestiva la "piramide" di proprietà di Fabrizio De Meis. Con la seconda sentenza dell'11 giugno, il tribunale fallimentare ha rigettato il concordato preventivo, sancendo così il fallimento della società e la chiusura della discoteca.[8][9]

NoteModifica

  1. ^ Overdose per due ragazzi al Cocoricò, ma il Comune gli appalta le feste - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 31 agosto 2012. URL consultato il 28 novembre 2018.
  2. ^ Poll Clubs 2013: Cocorico | DJMag
  3. ^ La "bibbia" delle discoteche: il Cocoricò è il miglior club in Italia, Repubblica.it. URL consultato il 15 agosto 2015.
  4. ^ Il Cocoricò di Riccione, il club che ha fatto (e fa ancora) la night life della Riviera, in Cosmopolitan, 29 giugno 2018. URL consultato il 28 novembre 2018.
  5. ^ Un film-documentario firmato Ambrogio Crespi per raccontare il Cocoricò, in Libero 24x7. URL consultato il 28 novembre 2018.
  6. ^ Trentanni di Cocoricò, la sua storia diventa un docufilm. Primo ciak sabato 29 luglio | altarimini.it, su www.altarimini.it. URL consultato il 28 novembre 2018.
  7. ^ Cocoricò, trent’anni di vita in un documentario, in LaStampa.it. URL consultato il 28 novembre 2018.
  8. ^ Tommaso Torri, Il Cocoricò non riaprirà: fallita la società che gestiva la discoteca, in www.riminitoday.it, 13 giugno 2019. URL consultato il 13 giugno 2019.
  9. ^ Enea Conti, Cocoricò fallito, addio al tempio della movida e simbolo di Riccione, in Corriere della Sera, 13 giugno 2019. URL consultato il 13 giugno 2019.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica