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Madonna con bambino di Sandro Botticelli

Il termine colore a tempera indica colori coprenti all'acqua formati da pigmenti con sostanze leganti quali uovo, caseina, colle animali o gomme vegetali.

I colori a tempera veri e propri sono raramente reperibili in commercio perché deperiscono facilmente e possono essere resi durevoli solo con aggiunta di conservanti. Ciò vale in maggior modo per la tempera alla caseina. Per questo motivo i pittori usano di norma prepararsi da soli i colori a tempera mescolando i pigmenti con un'emulsione.

La denominazione di colore a tempera deriva dal verbo stemperare, cioè mescolare o diluire. La tempera più utilizzata in passato era quella all'uovo. I colori a guazzo, che trovarono vasto impiego fino al XX secolo, possono essere considerati delle tempere ma se ne distinguono per la loro composizione (pigmenti con un bianco inerte e gomma arabica o colla) che li rende più spessi e coprenti. I colori a tempera in tubo in commercio sono in realtà di frequente colori a guazzo.

In Europa, fino al termine del XV secolo, i colori più utilizzati che ritroviamo su diversi supporti (sculture lignee, tavola, tela o muro a secco) sono tempere.

BibliografiaModifica

  • Max Dörner, Malmaterial und seine Vervendung im Bilde, 18. Auflage, Stuttgart, F. Enke Verlag, 1994, ISBN 3-432-81048-2.
  • Kurt Wehlte, Werkstoffe und Techniken der Malerei, Ravensburg, Otto Maier Verlag, 1977, ISBN 9783473483501. Pag. 366

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