Conte Marcellino

storico bizantino

Conte Marcellino, o Marcellino Illirico (in latino: Marcellinus Comes; ... – ...; fl. 526-534), è stato uno storico bizantino del VI secolo.

BiografiaModifica

Marcellino era illirico di nascita, ma visse sempre a Costantinopoli. Al tempo dell'imperatore romano d'oriente Giustino I era segretario del nipote ed erede al trono designato, Giustiniano I. Quando quest'ultimo salì al potere nel 527 Marcellino ottenne alti incarichi alla corte imperiale. Non si conosce altro della sua vita, morì probabilmente nel 534.

ChroniconModifica

L'unico suo lavoro giunto è il Chronicon ("Cronache"), una prosecuzione della Cronaca di Eusebio di Cesarea.

L'opera, che copre il periodo dal 379 al 534 ed è scritta in lingua latina, si occupa principalmente di fatti avvenuti nell'Impero romano d'Oriente. Tra pochi eventi riguardanti la parte occidentale dell'impero Romano vi è però la prima citazione della sua fine, che ha contribuito a considerare il 476 appunto come data convenzionale di inizio del medioevo:

(LA)

«Odoacer rex Gothorum Romam optinuit. Orestem Odoacer ilico trucidavit. Augustulum filium Orestis Odoacer in Lucullano Campaniae castello eum poena damnavit.
Hesperium Romanae gentis imperium, quod septemgentesimo nono Urbis conditae anno primus Augustorum Octavianus Augustus tenere coepit, cum hoc Augustulo periit, anno decessorum regni imperatorum quingentesimo vigesimo secundo, Gothorum debiue regibus Romam tenentibus.»

(IT)

«Odoacre, re dei Goti, si impadronì di Roma ed assassinò subito Oreste. il figlio di questi, Romolo Augusto, fu esiliato nel Castel Lucullano in Campania.
L'impero romano d'Occidente, che il primo Augusto, Ottaviano, aveva assunto nell'anno 709 della fondazione di Roma, perì con questo Augustolo cinquecentoventidue anni dopo che i suoi predecessori avevano iniziato a regnare, e da allora i re Goti furono padroni di Roma.»

(Chronicon, xi.91)

EdizioniModifica

  • (LAIT) La cronaca dei due imperi. Il Chronicon di Marcellino Comes (A.D. 379-534 & Auctarium), Introduzione, traduzione e note a cura di Antonio Palo, Santa Maria di Castellabate, Centro culturale studi storici "Il Saggio", 2021.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

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