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Corchiano

comune italiano
Corchiano
comune
Corchiano – Stemma
Corchiano – Veduta
Corchiano visto dalla forra
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaStemma ufficiale provincia di viterbo.png Viterbo
Amministrazione
Sindacodott. Paolo Parretti (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate42°20′45″N 12°21′23″E / 42.345833°N 12.356389°E42.345833; 12.356389 (Corchiano)Coordinate: 42°20′45″N 12°21′23″E / 42.345833°N 12.356389°E42.345833; 12.356389 (Corchiano)
Altitudine196 m s.l.m.
Superficie33,03 km²
Abitanti3 738[1] (01-01-2019)
Densità113,17 ab./km²
Comuni confinantiCivita Castellana, Fabrica di Roma, Gallese, Vignanello
Altre informazioni
Cod. postale01030
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056023
Cod. catastaleC988
TargaVT
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 769 GG[2]
Nome abitanticorchianesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corchiano
Corchiano
Corchiano – Mappa
Posizione del comune di Corchiano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Corchiano è un comune italiano di 3 738 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio; precisamente nella Tuscia viterbese; dista dal capoluogo circa 38 km e 56 km da Roma.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il paese è situato a sud dei Monti Cimini, nelle vicinanze del Lago di Vico. Confina con i comuni di Fabrica di Roma, Civita Castellana, Vignanello e Gallese. L'antico borgo affaccia sulla forra del Rio Fratta, oggi divenuto monumento naturale.

ClimaModifica

Classificazione climatica: zona D, 1769 GR/G

StoriaModifica

 
Forre di Corchiano, il ponte romano sul Rio Fratta.

Antica città falisca, Corchiano, fu dominio dei Farnese. Il borgo conserva l'impianto medievale, con vicoli tortuosi e suggestive piazzette. miniatura

Dal Medio Evo ai giorni nostriModifica

Fino al medioevo il comprensorio dell'Agro Falisco visse un periodo di tranquillità, ma quando i Barbari scesero verso Roma saccheggiando e devastando, Falerii, nonostante le sue 50 torri e le possenti mura perimetrali, era troppo vulnerabile, per cui gli abitanti abbandonarono la città e si rifugiarono sui precedenti dirupi.

La vecchia Fescennium venne quindi riabitata intorno all' anno 1000, furono costruiti numerosi castelli ed il paese prese il nome di Hortiano, sotto la guida del capitano Ranieri di Farolfo. Altre famiglie si avvicendarono alla guida del paese tra cui i Di Vico, gli Orsini che vi rimasero fino al 1472. Nel 1534 entrò a far parte del Ducato di Castro per volontà di Paolo III Farnese, che donò tale ducato al figlio Pier Luigi Farnese. Fu questo il periodo più prospero per l'architettura corchianese.

Come in ogni loro feudo i Farnese costruirono una nuova rocca che andò morendo nei secoli successivi alla distruzione di Castro nel 1649 e, definitivamente abbattuta nel 1979, di cui rimangono alcuni monconi. Successivamente Corchiano passò alla Chiesa e ad altre signorie, venne occupata dalle truppe francesi nel 1798 per ritornare sotto la Camera Apostolica fino all'unità d'Italia, nel 1870.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

ChieseModifica

Chiesa di Sant'AntonioModifica

La chiesa è stata costruita in stile romanico con materiale tufaceo, presenta sul portale una scritta in un bel latino decadente: Egidio Ranaldi e Domenico Celli fondarono nel 1478 la chiesa in onore di S.Antonio. Entrando, la chiesa si presenta di semplice aspetto con tetto a capriata. Anticamente, l’edificio era una piccola cappella dedicata al Santo datata 1422, poi, aumentando l’affluenza dei fedeli, venne ampliata com’e’ allo stato attuale ed il portale si trovava per l’appunto all’altezza dell’arcata a chiusura della cappella. Davanti all’abside, una macchina di S.Antonio di recente costruzione come pure l’altare. Sulla sinistra si trova un affresco troppo rovinato, per cui non si conosce chi rappresenti, mentre ai lati, posti al termine delle navate, due affreschi; in quello a sinistra, S.Antonio e S.Atanasio nell’atto di narrare la vita di S.Antonio Abate, mentre a destra un affresco raffigurante il Santo. Al centro della navata di sinistra, si trova un dipinto ad olio datato 1634, Nel quadro viene rappresentato il Cristo crocifisso, ai lati del quale, due angeli,mentre in basso, partendo da sinistra, notiamo un apostolo, seguito da Maria Maddalena, in ginocchio la Madonna pregante, S. Giovanni e S.Antonio Abate.

Chiesa di San BiagioModifica

La chiesa principale di Corchiano risale alla seconda metà del Quattrocento e conserva al suo interno un pregevole ciclo di affreschi votivi eseguiti intorno al 1468 da Lorenzo da Viterbo e dai suoi allievi. Tra gli altri affreschi anche un San Biagio in trono, patrono del paese, e due santi vescovi attribuiti ad Antonio da Viterbo. L’esterno della chiesa si presenta in forme semplici, con facciata di forma quasi quadrata e occhio centrale e un piccolo portale sul fianco destro.

Chiesa di Sant’ EgidioModifica

La chiesa risale al XVI° secolo. Visibilmente rimaneggiata nel XVI°secolo, deve avere certamente un origine più’ antica, testimoniata tra l’altro dal loculo della facciata e dalle sei finestrelle con l’arco a tutto sesto visibili sui lati. Il portale della facciata, in peperino, con stipiti modanati, riporta un iscrizione centrale “EX ELEMOSINIS” 1510, inquadrata da due grifi in posizione araldica. La monofora a tutto sesto, i cui stipiti sono arricchiti da motivi decorativi, porta sull’archivolto l’iscrizione: ”Beati cui adivverbu Dei ecus” cioe’ beati coloro che vengono nel nome di Dio. Un recente restauro ha messo in evidenza la struttura muraria, che presenta blocchi di tufo tagliati in maniera irregolare e rincalzi in laterizio. All’ interno la chiesa si presenta ad una sola navata, con soffitto a capriata. Le pareti, l’abside ed il presbiterio, sono ornati da affreschi attribuiti ai fratelli Alessandro e Bartolomeo Torresani. Nell’abside una crocifissione con ai lati; Santa Maria Maddalena e S.Giovanni apostolo sulla sinistra, sulla destra altri apostoli, ai piedi della croce, la Madonna piangente. Al di sotto di questo affresco, si trovano tre dipinti: al centro, olio su tela, l’immagine di S.Biagio ed ai lati due affreschi, a sinistra S.Biagio ed a destra S.Valentino. Alla destra dell’abside, una tela dipinta ad olio raffigurante l’immagine di S.Sebastiano martire. A meta’ navata, racchiusi da due nicchie, due meravigliosi affreschi attribuiti anch’essi ai Torresani. Sulla sinistra, le figure di S.Macario e S.Antonio abate, nell’atto di pregare per allontanare le tempeste ed i fulmini, a destra, l’affresco rappresentante S.Marco Evangelista. Questi affreschi, venne poi dimostrato , vennero murati, durante una lunga pestilenza ,e cosi’ rimasti fino al loro rinvenimento da parte di Don Domenico Amselmi

Chiesa della Madonna delle GrazieModifica

Lungo la provinciale che porta al vicino borgo di Gallese sorge la chiesa della Madonna delle Grazie, interamente in pietra grezza. All’ interno spicca per maestosità e pregio l'altare centrale in stile barocco. Sopra l’altare un affresco raffigura l’effigie della Madonna delle Grazie, tanto cara alla comunità di Corchiano circondata da S.Biagio, a sinistra e S.Valentino a destra, protettori di Corchiano. L’attuale aspetto della chiesa si deve al restauro voluto da Don Domenico Anselmi nel 1987, che fece anche realizzare il sagrato prospiciente la chiesa e la facciata con pietre a vista.

Chiesa Santa Maria del RosarioModifica

La Chiesa è risalente alla prima metà del Quattrocento è situata nella parte vecchia del paese, presenta esternamente, a livello architettonico e decorativo, un campanile a vela e due portali in peperino, di questi, il primo, centrale, riporta la data del 1423,

mentre il secondo, laterale e più piccolo, viene realizzato nei primi anni del Novecento, sebbene la cornice provenga dall'antica chiesa romanica di San Valentino, demolita dopo l'Unità d'Italia. Ristrutturata nella prima metà del secolo XX, la parrocchiale è divisa in tre navate e custodisce nella parete absidale una pregevole immagine della Vergine Maria con il Bambino che reca la corona del rosario ai santi Domenico di Guzman e Caterina da Siena. L'opera, un olio su tela del 1745, è del pittore Marco Caprinozzi di Civita Castellana. Benché il ciclo pittorico sia stato in gran parte ricoperto da contro pareti erette durante i lavori di ristrutturazione, nella contro facciata si scorgono tre pannelli votivi, riferibili alla fine del Quattrocento. Interessanti sono le raffigurazioni di San Rocco e di un Giovane santo, ben descritte nei tratti e nelle vesti rinascimentali. Inoltre, lo stile, di chiara derivazione umbro viterbese, si ritrova nell'immagine di Sant'Antonio, nonostante il tratto più marcato e i lineamenti più popolareschi.

Chiesa della Madonna del SoccorsoModifica

Sulla strada per Vignanello, troviamo una chiesa rinascimentale attribuita a Giuliano da Sangallo risalente al XV° secolo: la “Madonna del Soccorso”, chiesa riconosciuta e dichiarata nel 1902 monumento nazionale. La chiesa, presenta in facciata una scalinata, sulla sommità della quale insistono due pilastri compositi e due colonne di peperino ornati da stemmi rosette ed altri elementi decorativi. Tale facciata e’ simile, quasi fosse una copia, a quella della Basilica della Madonna della Quercia a Viterbo. Dei tre portali della facciata, quello centrale presenta una ricca decorazione ad intagli e rilievi sugli stipiti, sormontati da capitelli corinzi, angeli e candelabri a rilievo. L’interno con il soffitto a capriate, e’ scandito da tre navate, spartite in sei campate da pilastri cilindrici privi di rastremazione, coronati da bei capitelli compositi di peperino. Nel 1682, sotto il governo dei Farnese, un cittadino di Corchiano, certo Lorenzo Costantini, dopo aver a lungo viaggiato, era rimasto attratto dallo stile barocco di molte cattedrali europee e volle, a suo giudizio, abbellire due chiese di stile austero romanico; la chiesa della Madonna delle Grazie e la chiesa della Madonna del Soccorso, ecco il motivo per il quale in queste due chiese troviamo un altare in stile barocco, per cui l’altare maggiore di questa ultima, si presenta in questo stile, con un impianto monumentale sull’ architrave, decorato in stucco, con la scritta: Colui che qui transita, si inginocchi per onorare non tanto l’effigie, quanto ciò che essa rappresenti, cioè’ la Vergine Maria. Il corpo di Lorenzo Costantini, fu dopo la sua morte, sepolto in questa chiesa, il busto del medesimo, scolpito da un eccellente artista, fu da ignoti trafugato dopo la I°guerra mondiale. La struttura sovrastante l’altare, fu edificata nel 1600, data riportata alla sinistra, in basso e attualmente, la Madonna del Soccorso viene venerata con un immagine realizzata in uno splendido mosaico; Quest’opera ha sostituito un dipinto della Madonna su una tegola la quale venne trafugata da uno sconosciuto nel 1930 circa. Fanno da cornice altre decorazioni a stucco ed affreschi di carattere mariano. Ai lati dell’impianto, quattro statue all’ interno di quattro nicchie, di cui le due in basso raffigurano S.Egidio a destra e S.Francesco a sinistra. Vicino all’ abside, al di sotto del pavimento, esiste un ossario di 24 mq, dove venivano sepolti i padri agostiniani, mentre all’ entrata della chiesa, esisteva una fossa comune, normale usanza dell’epoca. Nella navata sinistra, si presentano tre cappelle affrescate dai fratelli Torresani. Le prime due con affreschi di Santi ai lati della Madonna, mentre la terza, quella che si trova all’ inizio della navata, narra la storia della chiesa del soccorso. La storia della chiesa del Soccorso viene raffigurata nei quattro affreschi ai lati della cappella, tale storia narra di una coppia di sposi che sogno’ contemporaneamente la Madonna che indicava loro il posto ove far erigere una chiesa in suo onore, alla destra della via Amerina, prima del ponte sul rio Fratta cosi’ che Lei avrebbe protetto i numerosi viandanti che di li passavano. Nello stesso giorno in cui la coppia di sposi ebbe questa premonizione, il Papa Sisto IV fece lo stesso sogno. In seguito, passando per la via Amerina, durante una visita al Cardinale Estouteville, riconobbe il luogo indicato dalla Madonna. Il Papa riferì al Cardinale il sogno, che il prelato, con grande sorpresa del Pontefice, già’ conosceva, era il sogno che gli era stato riferito in precedenza dagli sposi. Sul pianoro del rio Fratta, fu cosi’ dato il via alla costruzione di una splendida chiesa a tre navate, in onore della Madonna del Soccorso, con l’annesso complesso conventuale, originariamente dei padri agostiniani, attualmente destinato ad abitazione privata. L’ultimo affresco, datato 1581, rappresenta il Papa che celebrando la messa, consacra la chiesa. Nella navata destra, altre due cappelle, la prima, realizzata da Lorenzo Costantini, rappresenta la Madonna, San Francesco e S.Lorenzo martire, datata 1661. Mente nella seconda sono raffigurati, oltre alla Madonna, S.Antonio a destra e S.Francesco a sinistra con la croce; in alto il Signore. Sempre nella navata destra, si apre la nota Cappella del Paradiso, a forma di tabernacolo, adorna di affreschi attribuiti agli Zuccari o forse ai Torresani, in parte deteriorati, rappresentano i tre misteri, Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, del Rosario. Nella volta a vela, gli affreschi sono andati, per la maggior parte, persi, si nota altresì un immagine del Mose’ con le tavole. In fondo alla navata destra, sopra un antico capitello, e’ stato posto un magnifico tabernacolo. Fa da sfondo, sulla parete, un’altrettanto magnifico cenacolo intarsiato in legno di ciliegio.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

EconomiaModifica

Una parte dell'economia del paese è retta dall'agricoltura e, in particolare, dalla coltivazione della nocciola romana.

CulturaModifica

EventiModifica

Tra la prima e seconda domenica di agosto si svolgono numerose manifestazioni tra le quali il Fescennino D'Oro.

Presepe viventeModifica

L’aspetto che caratterizza il Presepe vivente di Corchiano è la sua teatralità. Organizzato dall'Associazione Pro-Loco Corchiano, dalla sua nascita, (1969) fino ad oggi l'evento ha mantenuto immutato il suo sistema di svolgimento. Il Presepe vivente di Corchiano è un vero e proprio spettacolo teatrale all'aperto focalizzato sul tema della Sacra Natività, di cui vengono ripercorsi i momenti più salienti. Lo spettacolo è arricchito da numerosi effetti di scena e dalla colonna sonora che accompagna tutto lo svolgimento dello spettacolo curata dal premio oscar Nicola Piovani e narrata dalla voce di Gigi Proietti.

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

Corchiano è servita da due stazioni ferroviarie:

StradeModifica

Corchiano tramite la Strada Provinciale 28 San Luca è collegata a Vignanello, tramite la strada provinciale 29 Cenciano è collegata a Civita Castellana, tramite la strada provinciale 71 Corchianese, è collegata a Fabrica di Roma, e tramite la strada provinciale 153 Delle Pastine, è collegata a Gallese.

AmministrazioneModifica

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Corchiano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 1997 Bengasi Battisti Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2002 Bengasi Battisti Centro Sinistra - Liste civiche Sindaco
2002 2006 Francesco Ceccarelli Centro Sinistra - Liste Civiche Sindaco
2006 2011 Bengasi Battisti Lista insieme Sindaco
2011 2016 Bengasi Battisti Insieme per Corchinao - Lista civica Sindaco
2016 in carica Paolo Parretti Vivere Corchiano - Lista civica Sindaco

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica

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