Credito formativo universitario

(Reindirizzamento da Crediti formativi universitari)

Il credito formativo universitario (in acronimo CFU) è una modalità utilizzata nelle università italiane per misurare il carico di lavoro richiesto allo studente per il conseguimento di un diploma di laurea.

Costituiscono una semplificazione riguardo al riconoscimento di esami sostenuti in altre università italiane o europee (ad esempio nell'ambito del programma Erasmus) e sono trasferibili attraverso il sistema ECTS (European Credit Transfer System).

Cenni storiciModifica

Negli anni Novanta, dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989, si assiste ad una serie di mutamenti geo-politici epocali, in tutto il mondo.

Il dibattito scolastico è ripreso dalla nascente Unione Europea che, pur non avendo poteri decisionali all'interno dei singoli stati, detta una serie di regole orientative, esaltando la politica del merito scolastico e la necessità di una politica comparativa tra i sistemi d'istruzione dei vari paesi membri.

L'istruzione è uno dei temi presentati nei vari incontri istituzionali dell'Unione:

  • Nel Trattato di Maastricht del 1993 viene suggerita una attenzione particolare alla qualità dell'istruzione, seppur senza vincoli particolari;
  • Nello stesso anno il Libro Bianco di Delors introduce il concetto di Long-life Learning, accolto con grande entusiasmo;
  • Nella Dichiarazione di Bologna del 1999 è stato sottoscritto da ventinove ministri un documento che avvia l'armonizzazione dei sistemi universitari dei vari paesi, attraverso la comparazione e lo scambio interculturale tra studenti, docenti ed amministratori, un sistema di cumulo e trasferimento crediti, la suddivisione in due cicli: uno triennale, utile per il mercato del lavoro, e uno biennale;
  • Nel Consiglio di Lisbona del 2000 si fissa alcuni obiettivi decennali per evitare la dispersione e l'inattività scolastica;
  • Parte nel 2004 il progetto e-Learning, che mira alla diffusione delle tecnologie per scopi informativi e comunicativi.

L'università è stata oggetto, nel corso degli anni Novanta e dei primi Duemila, di numerosi cambiamenti: vengono fatti in meno di vent'anni quattro riforme importanti che stravolgeranno l'intero sistema universitario. Nel 1999 viene abolito il vecchio ordinamento ed istituito l'attuale, nasce il cosiddetto percorso "3+2", anche se ci vorranno molti anni prima che il vecchio scompaia del tutto; assieme vengono introdotti i Crediti Formativi Universitari (CFU) per favorire lo spostamento all'interno del sistema, acquisibili anche mediante attività lavorative o professionali. Le modalità di acquisizione sono state poi modificate da alcuni decreti ministeriali emanati il 16 marzo 2007 durante il governo Prodi II.

Un nuovo sistema che il mondo accademico apprezza sempre meno, portando con sé un ulteriore abbandono di studi. Valutare in CFU il peso delle singole discipline porterà ad esiti bizzarri: in alcune sedi si è giunti a indicare quante pagine di testo corrispondono a un CFU, ed è aumentato in modo vertiginoso il numero degli esami, anche per pochi crediti.

Via via che il nuovo sistema si consolidava, il mondo accademico mostrava di apprezzarlo sempre meno.

La legge 30 dicembre 2010, n. 240, nell'ambito della riforma Gelmini, ha posto poi un tetto massimo alla riconoscibilità di crediti derivanti da esperienze extra accademiche.

TipologieModifica

Credito formativo universitarioModifica

Ad ogni esame universitario è associato un certo numero di CFU; un singolo CFU è pari a 25 ore di impegno dello studente.[1] Ciascun anno accademico consta di 60 crediti formativi. Per conseguire la laurea triennale occorrono 180 CFU; per la laurea magistrale 120 (mentre l'anteriormente denominata "laurea specialistica" constava di 300 crediti formativi compresi quelli riconosciuti all'accesso e quelli recuperati relativi a eventuali debiti formativi). I diplomi di laurea magistrale a ciclo unico come ad esempio Medicina e Chirurgia o Giurisprudenza invece ne richiedono rispettivamente 360 e 300.

Delle 25 ore una quota variabile (in relazione alle tabelle di classe dei corsi di laurea e a quanto deliberato dagli organi collegiali competenti per i singoli corsi di studio), ma mai inferiore al 50% (salvo casi particolari rappresentati da attività a elevato contenuto sperimentale o pratico: vedi ad esempio tirocini e laboratori), è riservata allo studio individuale. La restante quota è rappresentata da lezioni frontali, esercitazioni in aula, seminari, cioè quanto materialmente erogato dall'università (alcuni atenei ricomprendono nel monte-crediti anche un tempo, convenzionalmente fissato, dedicato alle prove di valutazione intermedie e/o finali).

I crediti formativi possono essere acquisiti non solo sostenendo gli esami, ma anche con esperienze professionali e/o lavorativo; ogni dipartimento universitario può determinare il riconoscimento dei crediti ottenuti tramite attività lavorativa, stage o altro. In ogni caso non possono essere conseguiti più di 12 crediti derivanti da tali attività.[2]

Credito formativo accademicoModifica

Le istituzioni AFAM possiedono dei crediti formativi assimilabili ai CFU denominati CFA (crediti formativi accademici), regolamentati dal DPR 8 luglio 2005, n.212.[3]

«1. Al credito formativo accademico, di seguito denominato credito, corrispondono 25 ore di impegno per studente; con decreto ministeriale possono essere determinate variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole scuole, entro il limite del 20 per cento.

2. La quantità media di impegno di apprendimento, svolto in un anno da uno studente a tempo pieno, è convenzionalmente fissata in 60 crediti.

3. I decreti ministeriali determinano, altresì, per ciascuna scuola, la frazione dell'impegno orario complessivo che deve essere riservata allo studio personale, alle attività di laboratorio o ad altre attività formative di tipo individuale. Gli stessi decreti assegnano, di norma, rispetto all'impegno complessivo di ciascun credito, alle lezioni teoriche il 30 per cento, alle attività teorico-pratiche il 50 per cento ed alle attività di laboratorio il 100 per cento.

4. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell'esame o di altra forma di verifica del profitto prevista dal regolamento didattico, fermo restando che la valutazione del profitto è effettuata con le modalità di cui all'articolo 10, comma 4, lettera d).

5. Il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente, ai fini della prosecuzione degli studi in altro corso della stessa istituzione o in altre istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale o università o della formazione tecnica superiore di cui all'articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, compete alla istituzione che accoglie lo studente, con procedure e criteri predeterminati stabiliti nel rispettivo regolamento didattico.

6. Nei regolamenti didattici possono essere previste forme di verifica periodica dei crediti acquisiti, al fine di valutare l'attualità dei correlati contenuti conoscitivi e il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati, diversificati per studenti impegnati a tempo pieno negli studi o contestualmente impegnati in attività lavorative.

7. Le istituzioni possono riconoscere come crediti, secondo criteri predeterminati nel regolamento didattico, le conoscenze e abilità professionali maturate nella specifica disciplina.

8. In prima applicazione del presente regolamento, con decreto del Ministro, sentito il CNAM, sono individuate le corrispondenze tra i crediti acquisiti nel previgente ordinamento e i crediti previsti nei nuovi corsi.»

(D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212)

NoteModifica

  1. ^ Art. 5 D.M 22 ottobre 2004, n. 270; Art. 6 D.M. 19 febbraio 2009 per le professioni sanitarie in Italia.
  2. ^ Art. 14 legge 30 dicembre 2010, n. 240.
  3. ^ Decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212 URL consultato il 28/11/2010

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN152674255 · LCCN (ENn2008084584 · GND (DE4998062-2 · WorldCat Identities (ENlccn-n2008084584