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Cripta del Peccato Originale
StatoItalia Italia
RegioneBasilicata Basilicata
LocalitàMatera
Religionecattolica
Arcidiocesi Matera-Irsina
Sito webwww.criptadelpeccatooriginale.it

Coordinate: 40°37′05.77″N 16°33′25.34″E / 40.618269°N 16.557039°E40.618269; 16.557039

La cripta del Peccato Originale è una chiesa rupestre di Matera: per il suo ciclo di affreschi è definita la Cappella Sistina del rupestre[1].

Indice

Storia e descrizioneModifica

L'origine della chiesa, scavata nella roccia lungo la parete della Gravina di Picciano a Matera[2], è collocata nel periodo compreso tra il VIII e il IX secolo[3]: probabilmente il cenobio apparteneva all'ordine benedettino, come testimoniato da alcuni elementi che caratterizzano il ciclo di affreschi presenti al suo interno[1]. Successivamente abbandonata, la chiesa viene menzionata su degli appunti di Domenico Ridola, chiamata come grotta dei Cento Santi, e dal racconto di un pastore, che l'aveva utilizzata come ricovero per se stesso e i propri animali[2]: venne ritrovata il 1º maggio 1963 dai soci del circolo La Scaletta[4] e sottoposta a lavori di restauro[1].

Dato il lungo periodo dell'abbandono è difficile definire la struttura originaria: si presenta come un unico ambiente sulle cui pareti sinistra e di fondo è dipinto un ciclo di affreschi, opera di un unico artistica, chiamato Pittore dei Fiori di Matera, forse un benedettino[5]. La pittura è di chiaro stampo longobardo, con pochi riferimenti all'arte bizantina, dovuti all'arrivo in Italia nel periodo di papi orientali[5], e alla pittura romana, come la linea di disegno semplice, ricchi abiti e volti espressivi[4]. Sulla parete sinistra, in tre nicchie, sono affrescate rispettivamente tre tetrarchie: quelle degli Apostoli, ossia i santi Pietro, Andrea e Giovanni[6], delle Vergini Regine, ossia la Madonna con Bambino o Basilissa e altri due soggetti femminili[7], e degli Arcangeli, ossia Michele, Gabriele e Raffaele[6]. Sulla parete di fondo sono dipinte scene del Antico Testamento relative alla Genesi, in particolare della Creazione e del Peccato Originale, a cui la chiesa deve la denominazione[4]. Completano il ciclo pitture di fiori, mentre di altri affreschi risulta difficile l'interpretazione a causa del cattivo stato di conservazione[2]; tutte le rappresentazioni sono descritte da un'epigrafe in latino[5].

NoteModifica

  1. ^ a b c La cripta del Peccato Originale, su criptadelpeccatooriginale.it. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  2. ^ a b c Cripta del Peccato Originale - Capolavoro di arte pittorica rupestre, su visitmatera.it. URL consultato il 16 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2017).
  3. ^ Noviello, p. 58.
  4. ^ a b c Noviello, p. 60.
  5. ^ a b c Noviello, p. 61.
  6. ^ a b Noviello, p. 202.
  7. ^ Noviello, p. 59.

BibliografiaModifica

  • Franco Noviello, Storiografia dell'Arte Pittorica Popolare in Lucania e nella Basilicata: Cultura figurativa popolare, Venosa, Osanna Edizioni, 2014, ISBN 978-88-816-7441-1.

Collegamenti esterniModifica

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