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Un gruppo di Daiacchi

I Daiacchi, o Daiachi (Dayak in lingua originale) sono una popolazione abitante essenzialmente la regione del Sarawak nel Borneo. Questo popolo ha origini paleoindonesiane e parla lingue di origini asiatiche e oceaniane. Hanno una religione animistica, vivono sovente in gruppi di palafitte e sono dediti alla caccia e all'agricoltura, praticate con attrezzi rudimentali. Un tempo i Dayak erano feroci guerrieri e conservavano la testa dei nemici uccisi quale prova di forza (da qui il soprannome "tagliatori di teste". Vivono in grandi case costruite su palafitte.

Durante il regno di Raja Pengiran Indera Mahkota furono duramente saccheggiati e depredati, a tal punto che "li aveva derubati fino alla pentola dell'acqua". Impiegati come schiavi nelle miniere di antimonio, finirono per unirsi alla ribellione di Datu Patinggi Ali del 1835-41.

La loro posizione sociale cambiò molto nella storia successiva. Lord James Brooke, Rajah di Sarawak e governatore di Labuan, massimo rappresentante della Gran Bretagna in Borneo, fu il primo ad incorporarli nell'esercito vista la loro abilità e conoscenza del territorio. Molti Daiacchi andarono a costituire il gruppo scelto dei Ranger di Sarawak dal 1862. La loro integrazione nel regno fu ottima e rapida, ma non mancarono le rivolte, come il fallito colpo di stato del 1852, e i contrasti con la minoranza cinese.

BibliografiaModifica

  • Guido Bonarelli,Trenta mesi a Bornéo, «Bollettino della Società Geografica Italiana», fasc. 5, 1909
  • L'enciclopedia, La biblioteca di Repubblica, 2003

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