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Decorazioni alla bandiera dell'Esercito Italiano

La bandiera di guerra dell'Esercito Italiano è stata concessa, con decreto del presidente della Repubblica, il 6 marzo 1996. È custodita nella sede dello Stato maggiore dell'Esercito italiano.

Indice

Decorazioni concesse alla bandiera dell'Esercito ItalianoModifica

La bandiera di guerra dell'Esercito Italiano è decorata delle seguenti onorificenze (aggiornamento al dicembre 2018):

  •     4   croci di Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
  •     1   medaglia d'oro al valor militare
  •     3   medaglie d'oro al valor civile
  •     2   medaglie d'oro al merito civile
  •     1   medaglia d'argento al merito civile
  •     1   medaglia d'oro al merito della sanità pubblica

MotivazioniModifica

  Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«L'Esercito italiano con proprie unità dava vita alla componente terrestre delle operazioni in Albania contribuendo in modo determinante alla costituzione della Forza Multinazionale di protezione per la Missione "Alba", la prima affidata dall'ONU al Comando Italiano. Nel delicato periodo che ha preceduto l'Operazione, interveniva con elevata capacità operativa per garantire la sicurezza dell'attività di evacuazione di personale dal territorio albanese ed a premessa dello spiegamento della Forza Multinazionale. Le Unità nazionali esprimevano, in tale circostanza, qualità collettive ed individuali di altissima operatività, incondizionata dedizione, spiccato senso del dovere, fermo coraggio, grande sensibilità umana e permettevano in un contesto di grande insicurezza caratterizzato da forti tensioni socio-politiche, da inadeguata capacità di controllo degli organi governativi albanesi e da forte presenza sul territorio di bande armate irregolari, il raggiungimento degli obiettivi di supporto alle Autorità nazionali, entro i termini temporali prefissati, consentendo inoltre il libero svolgimento di elezioni democratiche. I risultati raggiunti, determinanti per la ripresa sociale, politica ed economica dell'Albania, accrescevano il prestigio e la considerazione dell'Esercito italiano meritando l'incondizionata stima delle massime Organizzazioni Internazionali, dei Paesi partecipanti e della Nazione, nonché la riconoscenza della popolazione albanese. Albania, 3 marzo - 12 agosto 1997»
— Roma, 20 maggio 1997[1]
  Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«Erede delle tradizioni risorgimentali del popolo italiano, baluardo di antiche tradizioni e nobili virtù, ha consentito, attraverso il compimento di gesta eroiche, la realizzazione degli ideali di libertà e di unità del popolo italiano. In ogni tempo e su ogni fronte ha operato, con dedizione e senso del dovere, là dove la sua presenza era ritenuta necessaria dalle patrie istituzioni, offrendo, con impareggiabile valore, un altissimo tributo di vite umane. Nell'ambito di organismi internazionali ha, in numerose occasioni, partecipato ad operazioni fuori area, ponendo ulteriormente in evidenza altissime capacità operative, profonde doti di coraggiosa abnegazione ed altissimo senso di solidarietà umana. Zone varie, 1861-1996»
— Roma, 29 gennaio 1999[1]
  Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«Erede di nobili ed antiche virtù, con spiccato senso del dovere, assoluto spirito di sacrificio ed indiscusso coraggio, ha testimoniato con la propria diuturna opera le migliori qualità della Nazione italiana. Fedele al giuramento prestato, l'Esercito italiano ha dispiegato, con motivato orgoglio, le Bandiere delle proprie unità sui martoriati quartieri di Beirut come sui territori africani della Somalia e del Mozambico, portando stabilità e pace alle genti locali. I suoi uomini, sempre animati da sentimenti di grande solidarietà, hanno contribuito a portare ordine, sicurezza e speranza alle provate popolazioni dell'Iraq settentrionale, della Bosnia, dell'Albania e del Kosovo così come a Timor Est ed in Afghanistan, illustrando sempre il nome della Nazione con l'esemplare comportamento, l'eccezionale perizia e l'indiscussa capacità militare. L'eccezionale professionalità dimostrata nella pianificazione e nella condotta di operazioni complesse, spesso attuate con breve preavviso ed in condizioni ambientali difficili, il successo ottenuto in ogni lido e testimoniato sui libri di scuola, ha suscitato ovunque ammirazione e rispetto universali per l'efficienza, la determinazione e lo spirito di sacrificio dei reparti, chiamati ad onorare, anche con un oneroso tributo di vite umane, gli impegni assunti dalla Repubblica Italiana. Compagine di uomini dalle peculiari virtù militari che ha contribuito, in maniera determinante, ad elevare ancor più il vessillo italiano nel mondo. Libano, Somalia, Mozambico, Iraq settentrionale, Balcani, Timor Est, Afghanistan, 1982-2002»
— Roma, 28 maggio 2003[2]
  Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«Fedele alle sue antiche virtù di coraggio e di sacrificio, l'Esercito Italiano, nell'arco di circa un decennio, continuava ad essere impiegato per il mantenimento della pace, per la stabilizzazione e ricostruzione di aree di crisi e per la salvaguardia della libertà, nell'ambito di coalizioni costituite sotto l'egida delle principali organizzazioni internazionali. Nei teatri operativi dell'Iraq, dell'Afghanistan, del Sudan e del Libano, gli uomini e le donne della forza armata, senza risparmio di energie, con diuturna tenacia ed audace risolutezza, hanno testimoniato le loro peculiari virtù militari, dando prova di mirabile valore e di esemplare spirito di abnegazione fino all'estremo sacrificio. I sinceri sentimenti di solidarietà e di rispetto verso le popolazioni locali ed i brillanti risultati conseguiti hanno meritato in ogni circostanza l'incondizionata ammirazione e riconoscenza della patria ed hanno contribuito significativamente al prestigio dell'Italia, in linea con le più nobili tradizioni dell'Esercito. Iraq, Afghanistan, Sudan, Libano, 2003-2011»
— Roma, 26 aprile 2012[3]
  Medaglia d'oro al valor militare
«Nel corso di oltre dieci anni di continuativa presenza in Afghanistan, assolveva i gravosi compiti richiesti dal Paese e dalle Nazioni Unite, compiendo innumerevoli atti di valore e di coraggio e opponendosi, con eccezionale ardimento e altissima abnegazione, a violente azioni ostili e subdole minacce. Affrontando scientemente numerosissime operazioni militari riusciva, con grave e manifesto rischio della vita dei suoi Soldati, a contribuire in maniera decisiva al processo di stabilizzazione e, con esso, alla stessa sicurezza internazionale. Le eroiche gesta compiute, con indomito sprezzo del pericolo e impareggiabile spirito di sacrificio dai militari dell'Esercito, suggellate dall'elevatissimo tributo di caduti e feriti sul campo, riscuotevano unanimi sentimenti di ammirazione e gratitudine da parte della popolazione locale, suscitando l'incondizionata riconoscenza dell'intera Comunità Internazionale. Afghanistan, 2001 - 2014»
— Roma, 23 aprile 2015[4]
  Medaglia d'oro al valor civile
«Nel corso di oltre un secolo, in occasione di gravissime calamità naturali e di ogni situazione critica o di emergenza, si prodigava in modo continuativo e al limite dell'umana fatica, con tutte le risorse umane e materiali disponibili, in soccorso delle popolazioni in difficoltà, manifestando alte virtù civiche e militari, coraggioso altruismo, spiccata abnegazione. La complessità delle tecniche utilizzate negli interventi e la prontezza operativa dimostrate anche in circostanze di maggiore rischio, sono ampia testimonianza delle elevate capacità professionali, dello spirito di sacrificio, dell'incondizionato impegno e dell'encomiabile slancio di solidarietà di cui l'Esercito ha intessuto la storia d'Italia, meritando la fiducia e la stima delle Istituzioni, delle popolazioni e dei singoli cittadini. Territorio nazionale, 1861 - 1996»
— Roma, 30 ottobre 1996[3]
  Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione di violento e disastroso sisma che provocava numerose vittime e ingentissimi danni al patrimonio civile, sociale e artistico, l'Esercito Italiano, con consapevole slancio e puntuale fermezza, dispiegava i suoi uomini e le sue strutture operative in encomiabile competizione con gli altri soccorritori e, nonostante non si fosse placata l'imprevedibile furia degli elementi, operava con infaticabile tenacia e perseverante fermezza per trarre in salvo vite umane. Per alleviare i disagi della popolazione, metteva in campo eccezionale capacità logistica e organizzativa, allestendo tendopoli, centri di accoglienza, posti di pronto soccorso sanitario, riattivando vie di comunicazione, collaborando con gli Organi tecnici per l'accertamento dei danni. L'Esercito Italiano ha dimostrato nella circostanza profondo senso del dovere, eccezionale abnegazione, elevatissima professionalità, suscitando, ancora una volta, l'ammirazione e la gratitudine della Nazione tutta. Sisma delle Marche e dell'Umbria, settembre 1997 - maggio 1998»
— Roma, 4 marzo 1999[3]
  Medaglia d'oro al valor civile
«Con generoso slancio ed esemplare spirito di sacrificio, in occasione del violento sisma che sconvolgeva l'Italia centrale, l'Esercito Italiano, con un rapidissimo ed efficace schieramento di uomini e mezzi, forniva un immediato soccorso alle popolazioni, contribuendo a salvare vite umane, a ripristinare la sicurezza delle aree colpite e ad attenuare disagi e sofferenze delle Comunità interessate. Confermando le tradizionali virtù di abnegazione e altruismo, rappresentava un insostituibile strumento di ausilio e di supporto, integrandosi in modo sinergico e risolutivo nel complessivo sistema del soccorso e suscitando, ancora una volta, l'ammirata gratitudine e l'unanime riconoscenza delle Comunità locali e della Nazione tutta. Italia centrale, agosto 2016-gennaio 2017»
— Roma, 2 maggio 2017[3]
  Medaglia d'oro al merito civile
«n occasione del terremoto che colpiva la Regione Abruzzo, gli uomini e le donne dell'Esercito, intervenuti con prontezza, si prodigavano con instancabile impegno per alleviare le sofferenze della popolazione duramente provata dall'evento sismico, dimostrando eccezionali capacità nell'allestimento delle strutture di accoglienza e nell'organizzazione del sistema logistico di emergenza. Il prezioso contributo offerto e i molteplici interventi effettuati con assoluta dedizione per salvare vite umane e per corrispondere ai bisogni della cittadinanza, riscuotevano l'unanime riconoscenza della comunità locale e di tutto il Paese. L'Aquila, 6 aprile 2009»
— Roma, 9 ottobre 2010[2]
  Medaglia d'oro al merito civile
«Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, numerosi militari appartenenti all'Esercito, ancorché privi di chiari ordini e direttive, si immolavano nella strenua opera di tenere in vita i fermi ideali delle istituzioni che essi fieramente rappresentavano. Per le azioni condotte a difesa dei cittadini e dei simboli italiani lungo i confini nord orientali dell'Italia, i militari dell'esercito costituivano motivo di tangibile ammirazione da parte della popolazione civile vittima delle tristi vicende giuliano-istriano-dalmate. Il comportamento dei militari, spinto sino all'estremo sacrificio, ha rappresentato fulgido esempio di amor Patrio e motivo di lustro per l'Italia tutta. Confine Orientale, 1943-1945»
— Roma, 11 marzo 2011[2]
  Medaglia d'argento al merito civile
«In occasione di un disastroso movimento franoso, che colpiva i Comuni di Quindici, Sarno, Siano e Bracigliano, accorreva con uomini e mezzi in soccorso della popolazione duramente colpita. Nonostante il protrarsi della calamità si prodigava, con eccezionale spirito di abnegazione e grande professionalità, per salvare vite umane, alleviare disagi e sofferenze, ripristinare condizioni di normalità. Esempio elevatissimo di preclare virtù civili e militari e di concreta solidarietà umana. Avellino - Salerno, 5 maggio 1998»
— Roma, 27 aprile 2000[5]
  Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
— Roma, 19 settembre 2006[1]

NoteModifica

Voci correlateModifica

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