Dedi I di Wettin

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Dedi o Dedo, chiamato anche Ziazo o Ciazo[1][2], (950 circa – Zörbig, 13 novembre 1009) era figlio di Teodorico I di Wettin e Jutta di Merseburgo.

BiografiaModifica

Dedi trascorse la sua infanzia con il parente Rikdag, margravio di Meissen, Zeitz e Merseburgo, e fu quindi strettamente legato a uno degli uomini più influenti della Sassonia orientale.

Dal 974 al 985 Dedi I fu coinvolto nella ribellione del duca di Baviera Enrico II di Baviera contro il Sacro Romano Imperatore Ottone II e successivamente contro suo figlio, Ottone III, fino al giugno 985, quando il duca bavarese fu infine soggiogato a Francoforte.

Nel 976 Dedi, nel contesto della rivolta slava del 983, comandò un esercito boemo, conquistò la marca di Zeitz e saccheggiò la chiesa del vescovo[3][4], ove prese persino sua madre come prigioniera[3][4]. La notizia del saccheggio da parte da Dedi è però giudicato da Matteo Taddei come una notizia falsa o comunque poco precisa[5]. Si riconciliò poi con Ottone III[6][7].

Apparentemente Dedi ebbe buoni rapporti con l'arcivescovo di Magdeburgo, Giselher, che lo aiutò a ottenere i diritti comitali nell'Hassegau settentrionale a seguito della morte di Binizo di Merseburgo[6][7] (avvenuta tra il 990 e il 1004, forse durante una spedizione contro il Bradenburgo nel 991/992 o in una spedizione contro gli slavi nel 997). Inoltre Dedi rivendicò con successo il castello di Zörbig per se stesso e suo fratello Federico[6][7].

Gli anni prima della morte di Dedi furono oscurati da una faida con i conti di Walbeck. Quando suo suocero fu deposto come margravio del Nordmark, Dedi rivendicò per sé l'ufficio di margravio. Il titolo margraviale fu invece concesso a Lotario, conte di Derlingau e Nordthüringgau. Lotario governò il Nordmark dal 983 al 1003.

Il vescovo Tietmaro di Merseburgo, nipote di Lotario, racconta nella sua cronaca che Dedi I fu coinvolto nella devastazione del castello di Wolmirstedt che era in possesso dei conti di Walbeck. La disputa di Dedi con la dinastia di Walbeck continuò con il figlio e il successore di Lotario, Guarniero/Werner di Walbeck (1003–1009; † 1014). Dedi fu ucciso da Guarniero/Werner il 13 novembre 1009 insieme ai suoi vassalli vicino al Mose alla confluenza dei fiumi Tange ed Elba[8][9].

Famiglia e figliModifica

Dedi sposò, prima del 985, Thietburga di Haldensleben[6][7], figlia di Teodorico di Haldensleben, margravio del Nordmark. Essi ebbero un figlio:

NoteModifica

  1. ^ Tietmaro di Merseburgo, Libro IV, 2; IV, 44, in Piero Bugiani (a cura di), Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, pp. 245 e 291, ISBN 978-88-99959-29-6.
  2. ^ Tietmaro, Libro IV, 2; IV, 44, in Cronaca di Tietmaro, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, p. 88 e 106, ISBN 978-8833390857.
  3. ^ a b Tietmaro, Libro III, 18; VI, 50, in Cronaca di Tietmaro, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, pp. 82 e 168, ISBN 978-8833390857.
  4. ^ a b Tietmaro di Merseburgo, Libro III, 18; VI, 50, in Piero Bugiani (a cura di), Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, pp. 219 e 471, ISBN 978-88-99959-29-6.
  5. ^ Tietmaro, Cronaca di Tietmaro, in Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, p. 82, nota 52, ISBN 978-8833390857.
  6. ^ a b c d Tietmaro di Merseburgo, Libro VI, 50, in Piero Bugiani (a cura di), Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, p. 471, ISBN 978-88-99959-29-6.
  7. ^ a b c d Tietmaro, Libro VI, 50, in Cronaca di Tietmaro, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, p. 168, ISBN 978-8833390857.
  8. ^ Tietmaro, Libro VI, 49, in Cronaca di Tietmaro, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, p. 167, ISBN 978-8833390857.
  9. ^ Tietmaro di Merseburgo, Libro VI, 49, in Piero Bugiani (a cura di), Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, pp. 469-471, ISBN 978-88-99959-29-6.
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