Delisting

Il delisting è la revoca della società dalle negoziazioni da una borsa valori. Differisce dal translisting, che indica invece passaggio da un mercato regolamentato a un altro, tipicamente da una borsa a un'altra perché, per esempio, la seconda si ritiene più vantaggiosa.

DescrizioneModifica

Esso comporta la rimozione di un titolo azionario dal mercato su cui è quotato, il titolo in oggetto cesserà quindi di essere negoziato sul mercato regolamentato.

Il ritiro dalle negoziazioni dei titoli della società può avvenire per volontà dell'azionista di maggioranza della società o per decisione della borsa a causa di irregolarità negli scambi.

L'operazione ha un senso quando si ritiene che, per vari motivi, le azioni della società non siano state fino a quel momento adeguatamente apprezzate dal mercato azionario; molto spesso avviene nell'ambito di un'operazione di leveraged buyout LBO.

Cause e motivazioniModifica

La motivazione principale che sta alla base della decisione, da parte di un operatore di private equity, di delistare una società è riferita alla sistematica sottovalutazione del titolo da parte del mercato. E con ciò non si intende semplicemente un periodo di depressione del listino di riferimento o del settore ma, piuttosto, un disinteresse continuo del mercato per le azioni dell'impresa interessata. Può essere attuata qualora questa risulti quotata su un mercato regolamentato, è possibile il verificarsi della necessità di sottrarre i titoli della stessa dalla quotazione.

La sottovalutazione dei titoli può essere dovuta a situazioni di possibile crisi nella società oppure, nel caso di un'azienda che non presenta problemi, può essere legata a problemi di operatività del mercato e alla presenza di una proprietà cosiddetta dormiente.

Per quanto riguarda i problemi legati al mercato, questi possono essere ricondotti a:

  • dimensione e movimentazione del flottante: in questo caso, le azioni della società sono penalizzate, sotto i profilo del prezzo, in quanto poco liquide a causa di un ridotto flottante;
  • carenza informativa: è dovuta principalmente al fatto che gli analisti finanziari generalmente non monitorano le piccole e medie imprese poiché gli investitori a cui sarebbe diretto il costoso servizio di research costituirebbero una ridotta fetta di mercato;
  • politiche di investimento: in questo ambito, i principali investitori istituzionali, dirigono la loro attenzione verso le imprese a grande capitalizzazione perché avendo titoli più liquidi, permettono un facile smobilizzo.

Tutti questi fattori portano a una situazione di underperformance di alcune società, generalmente di media e piccola capitalizzazione, e rendono possibile l'attuazione di operazioni di delisting da parte di operatori di private equity. La presenza di una proprietà dormiente, invece, concorre alla sottovalutazione dei titoli societari a causa dell'incapacità, del management e degli azionisti di riferimento, di sfruttare a pieno le capacità dell'azienda. In questi casi in cui il mercato sconta nel prezzo l'inadeguato ritmo di crescita indotto dal management e dagli azionisti di controllo, la società potrebbe trarre beneficio nel ritirarsi dal listino.

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

Secondo la normativa italiana, un titolo quotato su un mercato azionario regolamentato può essere revocato dalla quotazione per decisione di Borsa Italiana, a causa del venir meno dei requisiti necessari alla permanenza sul listino o, in alternativa, la revoca dalle contrattazioni può essere richiesta volontariamente da parte della società e avallata dall'organo di controllo.

Nella ipotesi la società intetessata faccia parte si un gruppo di imprese, nel caso di riduzione del flottante sotto il limite minimo a seguito di offerta pubblica di acquisto, il regolamento di Borsa Italiana prevede esplicitamente la revoca dalla quotazione. Un'altra ipotesi è quella tramite fusione per incorporazione dell'azienda target in un'altra società che può essere quotata o non quotata.

Nei casi in cui, a seguito della realizzazione di OPA residuale obbligatoria prevista per chi detenga una partecipazione superiore al 90% (art. 108 del Testo Unico della FInanza "TUF" o a seguito dell'esercizio del diritto di acquisto da parte di un offerente che detenga più del 95% del capitale sociale (art. 111 TUF). La revoca, in questi casi, è operativa dal primo giorno di borsa aperta successivo all'ultimo giorno di pagamento del corrispettivo dell'offerta.

È possibile recedere dalle imprese collegate anche se è stata la capogruppo a deliberare una trasformazione del suo oggetto sociale alterando direttamente le condizioni economiche della controllata (secondo l'art. 2497-quater del codice civile italiano).

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 56769