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Malnutrizione

conseguenza prolungata nel tempo di difetti di nutrizione
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Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Malnutrizione
Starved child.jpg
Bambino fortemente sottonutrito
Specialitàendocrinologia e rianimazione
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM269 e 269.8
ICD-10E46
MeSHD044342
MedlinePlus000404
eMedicine985140
Percentuale di popolazione che soffre di malnutrizione Fonte FAO, basata sui dati di "The State of Food Insecurity in the World 2006"

Esistono due tipi di malnutrizione: la malnutrizione per eccesso (prevalente nei paesi ricchi) e la malnutrizione per difetto (prevalente nei paesi poveri).

La malnutrizione per eccesso è la conseguenza di uno sbilanciamento per eccesso fra introito energetico e calorie consumate. Esso può derivare da cause genetiche o ambientali (alimentazione troppo abbondante). Per una trattazione più ampia dell'argomento si rimanda alle pagine "sovrappeso" e "obesità".

La malnutrizione nei paesi poveri è la conseguenza prolungata nel tempo di difetti di nutrizione, ovvero una diminuzione di assunzione o assorbimento di protidi, minerali, vitamine o calorie.

È il risultato conseguito a causa di:

  • inadeguata assunzione o anomala assimilazione delle calorie immesse nella circolazione del metabolismo, come ad esempio in seguito a diete non eseguite correttamente;
  • eccessivo dispendio energetico;
  • alterato metabolismo genetico con annesse patologie intrinseche.

Una forma particolare è la malnutrizione calorico-proteica.

Eziologia della malnutrizione per difettoModifica

Fra le cause più comuni vi sono alcune patologie mentali come la depressione, o infezioni quali la tubercolosi, o neoplasie maligne (cfr. cachessia), o ancora cause nosocomiali come la nutrizione parenterale totale. La malnutrizione per difetto si ha in caso di pazienti traumatizzati e politraumatizzati dove insorge un ipercatabolismo grave, in caso di ustioni, piaghe da decubito; in seguito a terapie ad esempio in pazienti in restrizione idrica (insufficienza cardiaca congestizia, dializzati).

In determinati paesi nel mondo la malnutrizione è strettamente collegata alle condizioni socio-economiche del popolo (cfr. inedia), a cui si aggiunge spesso l'estrema giovinezza delle madri.[1]

Molti studi hanno cercato di determinare i fattori di rischio che incidono sulla malnutrizione nei paesi del terzo mondo: tutti risultano connessi alle condizioni di povertà del paese, e al grado di istruzione dei genitori.[2][3]

Criteri di rischio malnutrizione per difettoModifica

La persona è a rischio malnutrizione se manifesta almeno uno di questi segni clinici sul corpo:

  • calo ponderale non intenzionale - > 10% del peso corporeo abituale nei primi mesi passati;
  • peso corporeo < 90% del peso ideale per l'altezza;
  • indice di massa corporea calcolata < 18,5.

Sintomatologia malnutrizione per difettoModifica

 
Le macchie di Bitot

Fra i sintomi della malnutrizione per difetto vi sono:

Negli esami di laboratorio si rivelano una ridotta albumina sierica e un elevato tempo di protrombina. In specifico possono trovarsi vari deficit a seconda del tipo di vitamina assente nella nutrizione del soggetto.

È stato inoltre dimostrato che la malnutrizione in età infantile può provocare alterazioni permanenti che daranno segno di sé nell'età adulta. Uno studio del 2011 che ha preso in considerazione 7 845 donne che sono state esposte alla carestia del 1944-45 nei Paesi Bassi, e che all'epoca avevano dai 0 ai 21 anni, ha dimostrato un'incidenza di malattie cardiovascolari aumentata in proporzione all'entità della malnutrizione sofferta in giovane età. Sorprendentemente, nello stesso studio, i soggetti esposti a malnutrizione hanno riportato un diminuito rischio di ictus cerebrale; questo dato è stato messo in relazione alla diminuita prevalenza di ipertesi nel gruppo che ha sofferto della carestia[4].

Malnutrizione per difetto nel mondoModifica

Secondo Jean Ziegler (Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo per il 2000 a marzo 2008), la mortalità a causa di malnutrizione rappresentava il 58% della mortalità totale nel 2006: "Nel mondo, circa 62 milioni di persone, tutte le cause di combinato di morte, muoiono ogni anno.

Nel 2006, più di 36 milioni di persone sono morte di fame o di malattie a causa di carenze di micronutrienti[5].

Segue una lista di stati per percentuale della popolazione che soffre di malnutrizione, come definito dal Programma Alimentare Mondiale dell'Onu e dal rapporto della FAO del 2009 sullo "Stato dell'insicurezza di cibo nel Mondo".

Note al calcolo FAOModifica

Nelle statistiche FAO il termine malnutrizione indica una disponibilità di cibo insufficiente. Le stime si basano su un calcolo complesso, che tiene conto della produzione alimentare nazionale, incrementata delle importazioni e al netto delle esportazioni.[6]. Il dato ottenuto viene convertito in calorie medie pro-capite e raffrontato con una scala oscillante tra le 2 000 e le 2 500 kcal/giorno, considerato il valore necessario per permettere il normale svolgimento delle attività quotidiane.[7]

Secondo il premio Nobel Amartya Sen e altri studiosi, in tal modo si ottiene la disponibilità alimentare globale pro capite, ma non si hanno indicazioni sull'accessibilità alimentare dei nuclei familiari, specialmente degli strati sociali più esposti alla povertà cronica. Il rischio, pertanto è che i dati FAO sottostimino il reale fenomeno.

Secondo il premio Nobel Norman Borlaug[8], invece, la finitezza delle risorse fa intravedere uno scenario futuro in cui la carenza di produzione alimentare sarà diffusa globalmente, indipendentemente dalla non equa distribuzione delle risorse tra Nord e Sud del mondo.[9]

Ranking Stato Percentuale della popolazione che soffriva di malnutrizione nel 1990-92 Percentuale della popolazione che soffriva di malnutrizione nel 2004-06
1   Repubblica Democratica del Congo 29% 75%
2   Eritrea 67% 66%
3   Burundi 44% 63%
4   Haiti 63% 58%
5   Sierra Leone 45% 46%
6   Zambia 40% 45%
7   Angola 66% 44%
7   Etiopia 71% 44%
9   Repubblica Centrafricana 47% 41%
10   Rwanda 45% 40%
11   Zimbabwe 40% 39%
12   Ciad 59% 38%
12   Liberia 30% 38%
14   Mozambico 59% 37%
14   Togo 45% 37%
16   Madagascar 32% 35%
16   Tanzania 28% 35%
18   Corea del Nord 21% 32%
18   Yemen 30% 32%
20   Kenya 33% 30%
21   Malawi 45% 29%
21   Mongolia 30% 29%
21   Gambia 20% 29%
24   Niger 38% 28%
25   Bangladesh 36% 26%
25   Botswana 20% 26%
25   Tajikistan 34% 26%
28   Cambogia 38% 25%
28   Senegal 28% 25%
30   Armenia 43% 23%
30   Bolivia 24% 23%
30   Camerun 34% 23%
30   Pakistan 22% 23%
34   India 24% 22%
35   Repubblica del Congo 40% 21%
35   Repubblica Dominicana 27% 21%
35   Nicaragua 52% 21%
35   Sri Lanka 27% 21%
39   Sudan 31% 20%
40   Benin 28% 19%
40   Laos 27% 19%
40   Namibia 29% 19%
43   Swaziland 12% 18%
44   Myanmar 44% 17%
44   Panama 18% 17%
44   Thailandia 29% 17%
Terzo Mondo 20% 16%
47   Guatemala 14% 16%
47   Indonesia 19% 16%
47   Nepal 21% 16%
50   Lesotho 15% 15%
50   Filippine 21% 15%
50   Uganda 19% 15%
53   Costa d'Avorio 15% 14%
54   Ecuador 24% 13%
54   Peru 28% 13%
54   Vietnam 28% 13%
54   Uzbekistan 5% 13%
57   Honduras 19% 12%
57   Georgia 47% 12%
57   Paraguay 16% 12%
57   Venezuela 14% 12%
61   Azerbaijan 27% 11%
62   Cina 15% 10%
62   Colombia 15% 10%
62   El Salvador 9% 10%
62   Mali 14% 10%
62   Trinidad e Tobago 11% 10%
68   Burkina Faso 14% 9%
69   Ghana 34% 8%
69   Nigeria 15% 8%
71   Suriname 11% 7%
72   Brasile 10% 6%
72   Guyana 18% 6%
72   Mauritius 7% 6%
72   Turkmenistan 9% 6%
75   Jamaica 11% 5%
76   Albania 5% <5%
76   Algeria <5% <5%
76   Argentina <5% <5%
76   Bielorussia <5% <5%
76   Bulgaria 8% <5%
76   Bosnia-Erzegovina 9% <5%
76   Cile 7% <5%
76   Croazia 16% <5%
76   Costa Rica 6% <5%
76   Cuba 5% <5%
76   Repubblica Ceca <5% <5%
76   Egitto <5% <5%
76   Estonia 9% <5%
76   Gabon 5% <5%
76   Ungheria <5% <5%
76   Iran <5% <5%
76   Giordania <5% <5%
76   Kazakhstan <5% <5%
76   Kirghizistan 9% <5%
76   Kuwait 20% <5%
76   Lettonia <5% <5%
76   Libano <5% <5%
76   Libia <5% <5%
76   Lituania <5% <5%
76   Repubblica di Macedonia 15% <5%
76   Malaysia <5% <5%
76   Messico 5% <5%
76   Marocco 5% <5%
76   Polonia <5% <5%
76   Romania <5% <5%
76   Arabia Saudita <5% <5%
76   Slovacchia 4% <5%
76   Siria <5% <5%
76   Tunisia <5% <5%
76   Ucraina <5% <5%

NoteModifica

  1. ^ Linnemayr S, Alderman H, Ka A., Determinants of malnutrition in Senegal: Individual, household, community variables, and their interaction., in Econ Hum Biol., vol. 14, maggio 2008.
  2. ^ Delpeuch F, Traissac P, Martin-Prével Y, Massamba JP, Maire B., Economic crisis and malnutrition: socioeconomic determinants of anthropometric status of preschool children and their mothers in an African urban area, in Public Health Nutr., vol. 3, marzo 2000, pp. 39-47.
  3. ^ (FR) Deleuze Ntandou Bouzitou G, Fayomi B, Delisle H., Child malnutrition and maternal overweight in same households in poor urban areas of Benin, in Sante., vol. 15, 2005, pp. 263-270, PMID 16478707.
  4. ^ Annet F.M. van Abeelen, Sjoerd G. Elias, Patrick M.M. Bossuyt, Diederick E. Grobbee, Yvonne T. van der Schouw, Tessa J. Roseboom, Cuno S.P.M. Uiterwaal, Cardiovascular consequences of famine in the young (PDF), in European Heart Journal, giugno 2011, DOI:10.1093/eurheartj/ehr22.
  5. ^ Jean Ziegler, L'Empire de la honte, Fayard, 2007 ISBN 978-2-253-12115-2 p.130.
  6. ^ medici senza frontiere, su medicisenzafrontiere.it. URL consultato il 7 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2010).
  7. ^ La variazione di tale valore è influenzato dal clima (il freddo per esempio, richiede un uso maggiore di calorie), e dalle abitudini lavorative e alimentari.
  8. ^ Borlaug ebbe il Nobel per le sue scoperte sul miglioramento genetico delle piante che ha portato all'autosufficenza alimentare il Messico e altri paesi in via di sviluppo (rivoluzione verde)
  9. ^ Fame nel mondo: manca il cibo o il denaro per acquistarlo

BibliografiaModifica

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.

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