La deonomastica è lo studio dei nomi comuni, delle espressioni (come i modi di dire) o delle formazioni univerbate che originano dai nomi propri, anche attraverso meccanismi di derivazione[1]. Tali nomi sono detti deonomastici (o anche deonimici)[2].

Di alcune di queste espressioni si sono perse le origini[1].

Il termine deonomastica è stato introdotto da Enzo La Stella nel 1982, nell'articolo «Deonomastica: lo studio dei vocaboli derivati da nomi propri», pubblicato sulla rivista Le lingue del mondo.[3][4]

EsempiModifica

Per la lingua italiana, possono essere citati, ad esempio, ai tempi che Berta filava (per riferirsi a un remoto passato), fuoco di sant'Antonio (antico nome dell'herpes zoster), l'espressione d'Egitto da aggiungere ad altri elementi per esprimere perplessità, incredulità o biasimo (Ma che riforme d'Egitto!), a bagnomaria (espressione che indica una cottura indiretta, immergendo un recipiente in acqua bollente)[1], mentre la fama di Perpetua, personaggio dei Promessi sposi (1827-1842) di Alessandro Manzoni, ha fatto sì che il nome proprio Perpetua divenisse il nome comune delle domestiche dei sacerdoti (era questo infatti il ruolo del personaggio).

Deonomasticon ItalicumModifica

Nel 1997, ha avuto inizio la compilazione del Deonomasticon Italicum. Dizionario storico dei derivati da nomi geografici e da nomi di persona, un progetto di redazione di un repertorio lessicografico coordinato da Wolfgang Schweickard, del dipartimento di romanistica dell'Università di Saarbrücken, per la raccolta e l'analisi storica dei termini italiani derivati da nomi propri, in sei volumi, di cui i primi quattro dedicati al fenomeno in ambito geografico, e gli altri due a quello relativo ai nomi propri di persona[5].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica