La diwani è una varietà calligrafica di caratteri arabi, uno stile corsivo sviluppato durante il regno dei primi turchi ottomani (XVI secolo - inizi XVII secolo). Fu inventata da Housam Roumi e raggiunse l'apice della popolarità sotto Solimano il Magnifico (1520-1566).

Calligrafia diwani di Kazasker Mustafa Izzet Efendi

Era etichettata come scrittura diwani perché era usata nel diwan ottomano ed era uno dei segreti del palazzo del sultano. Le regole di questa scrittura non erano note a tutti, ma limitate ai suoi maestri e ad alcuni brillanti allievi. Era utilizzata nella stesura di tutti i decreti e risoluzioni reali. Un testo diwani ornato da un tugrah, un complesso sigillo calligrafico, rappresentava l'autorità del Sultano e dello stato ottomano. [1]

La scrittura diwani può essere divisa in due tipi:

  1. Lo stile Riq`a diwani, che è privo di decorazioni e le cui linee sono dritte, ad eccezione delle parti inferiori delle lettere.
  2. Il Jeli diwani o stile chiaro. Questo tipo di calligrafia si distingue per l'intreccio delle sue lettere e delle sue linee rette dall'alto verso il basso. È punteggiata e decorata per apparire come un pezzo unico. La calligrafia diwani è nota per l'intreccio delle sue lettere, il che rende molto difficile leggere o scrivere.
Jeli Diwani font
Diwani Izzet al Karkuki.jpg

La calligrafia diwani è caratterizzata da bellezza e armonia, e i piccoli campioni molto accurati sono considerati più belli di quelli di più grandi dimensioni. È ancora usata nella corrispondenza di re, principi, presidenti, nelle cerimonie e nei biglietti di auguri e ha un elevato valore artistico.

NoteModifica

  1. ^ J.R. Osborn, Narratives of Arabic Script: Calligraphic Design and Modern Spaces, in Design and Culture, vol. 1, n. 3, 2009.
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