Apri il menu principale

Dove sta Zazà?

canzone del 1944 di Raffaele Cutolo e Giuseppe Cioffi
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Dove sta Zazà? (disambigua).
Dove sta Zazà?
ArtistaAldo Tarantino
Autore/iRaffaele Cutolo / Giuseppe Cioffi
GenereCanzone napoletana
Data1944

Dove sta Zazà è una canzone napoletana scritta nel 1944 da Raffaele Cutolo (parole) e Giuseppe Cioffi (musica).

Il testoModifica

La canzone racconta la misteriosa scomparsa di una donna di nome Zazà (scomparsa che viene descritta con il colorito termine "se fumarono a Zazà!"), nel bel mezzo della festa di San Gennaro, dove si trovava insieme al compagno di nome Isaia, che è anche il narratore dell'intera vicenda. Dopo averla cercata invano, Isaia torna l'anno seguente alla festa, dichiarando però che, se non troverà Zazà (che è tanto bella), si accontenterà di sposarne la sorella ("Con tua sorella aggia sfugà...").

Il testo di questa parte della canzone è stato spesso modificato dagli interpreti successivi.

Storia del branoModifica

Già nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, Cutolo aveva avuto l'idea di una canzone in cui il nome Zazà simulasse anche, come onomatopea, il suono di una banda musicale, abbozzandone una prima versione in italiano, poi musicata da Lucio Stazio (Militello), senza che la cosa avesse seguito.[1] Cutolo scrisse poi nel 1943 una versione completamente rielaborata del brano, per il repertorio dell'attrice Elena Gray, che appariva in una rivista di Renato Rascel. Proprio in quel periodo, però, la Gray abbandonò le scene per motivi familiari.[2] L'anno successivo Cutolo tradusse il brano in napoletano e lo presentò a Giuseppe Cioffi, proprietario delle Edizioni musicali Cioffi di Napoli[3], affinché la musicasse e gli desse l'opportunità di registrarla.

Il primo a registrare il brano fu il cantante Aldo Tarantino, ma la versione più celebre fu quella registrata due anni dopo da Nino Taranto. Il brano ebbe un enorme successo e fu tradotto in varie lingue, oltre ad essere citato da riviste e pubblicazioni di ogni genere negli anni a seguire[4]. Ad esso, inoltre, si ispirarono diverse rappresentazioni teatrali, principalmente riviste, ed un film cinematografico: Dove sta Zazà del 1947, diretto da Giorgio Simonelli.

In una intervista concessa a Corrado Mantoni, Cutolo descrisse Dove sta Zazà definendola "una canzoncina cretina come tutte le altre", ed arrivando a dichiararsi non troppo contento del successo del brano perché eccessivamente inflazionato[5].

InterpretiModifica

Dopo Aldo Tarantino nel 1944 e Nino Taranto nel 1946, molti altri in seguito ne interpretarono una propria versione. Si possono citare Gigi Beccaria[6], il duetto fra Nilla Pizzi e Tony Stella[6] e Claudio Villa. A ridare popolarità al brano in tempi più recenti fu Gabriella Ferri nel 1972, che inserì Dove sta Zazà nel proprio repertorio. Renzo Arbore scrisse relativamente alla interpretazione drammatica della Ferri, che il brano era stato trasformato da un "inno di corale allegria" ad "un urlo di solitudine".[7] La canzone è stata riportata al successo nella terza edizione di Non è la Rai dove una delle ragazze più rappresentative del programma, Monica Catanese, cantò il pezzo facendolo diventare un vero e proprio tormentone in quegli anni. La canzone in seguito è stata reincisa dalla stessa Monica Catanese nel progetto discografico Affatto Deluse, in memoria dei 25 anni dalla chiusura di Non è la Rai.

NoteModifica

  1. ^ http://www.dovestazaza.it/Home.html
  2. ^ Vittorio Paliotti, Abbiamo ritrovato Zazà, Il Mattino Illustrato, Giovedì 12 luglio 1980, consultabile su dovestazaza.it
  3. ^ http://www.dovestazaza.it/La_Canzone.html
  4. ^ http://www.dovestazaza.it/Gli_Articoli.html
  5. ^ http://www.dovestazaza.it/Gli_Autori.html
  6. ^ a b Hit Parade Italia
  7. ^ Libreria Neapolis - Dove sta Zazà, su librerianeapolis.it. URL consultato l'8 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2009).

BibliografiaModifica

  • Mimmo Liguoro, Dove sta Zazà?, Napoli, Tullio Pironti.
Controllo di autoritàVIAF (EN177312312 · LCCN (ENno2011039520 · WorldCat Identities (ENno2011-039520