Renzo Arbore

cantautore, showman e conduttore radiofonico italiano
Renzo Arbore
Renzo Arbore 2008.jpg
Arbore nel 2008.
NazionalitàItalia Italia
GenereCanzone napoletana
Jazz
Swing
Blues
Periodo di attività musicale1964 – in attività
Strumentovoce, clarinetto, chitarra, pianoforte
Gruppo attualeL'Orchestra Italiana
Sito ufficiale

Renzo Arbore, all'anagrafe Lorenzo Giovanni Arbore (Foggia, 24 giugno 1937), è un cantautore, disc jockey, conduttore radiofonico, clarinettista, showman, autore televisivo, conduttore televisivo, sceneggiatore, regista, compositore e attore italiano.

Viene considerato il primo disc jockey italiano[1].

BiografiaModifica

Renzo Arbore è figlio di un dentista e di una casalinga. Da fanciullo visse sulla pelle la seconda guerra mondiale, la città pugliese fu bombardata dagli alleati e la famiglia Arbore sfollò in Abruzzo a Chieti, divenuta una sorta di "città aperta" per gli sfollati provenienti dai luoghi bombardati tra Abruzzo, Molise e Puglia. Dopo aver trascorso l'estate 1944 presso una famiglia a Francavilla al Mare, la famiglia ritornò a Foggia.

Prima di laurearsi in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli Federico II,[2] cominciò a distinguersi come musicista proprio a Foggia, la sua città natale, nella storica Taverna del Gufo nel centro storico e nei pressi di Via Arpi, dopo essere stato, in precedenza, al seguito di un noto complesso jazz foggiano, l'orchestra Parker's Boys, anche clarinettista. L'esordio sul palco avviene a 18 anni, in una dixieland band, nella città di Nocera Inferiore[3].

Si interessa di musica leggera e di jazz. Nel 1964 vince un concorso in Rai. Successivamente partecipa al corso di "maestro programmatore di musica leggera"[4]. Conosce Gianni Boncompagni, che diventa suo compagno di banco. Per la tv di stato si occupano di trasmissioni di varietà (Bandiera gialla[5], Alto gradimento[6], L'altra domenica[7], Cari amici vicini e lontani...[8], Indietro tutta![9]); nel 1996 è stato direttore artistico dei programmi Radio RAI.

Nella sua poliedrica attività ha riscosso successi in vari campi: bravo musicista e cantante con L'Orchestra Italiana, conduttore radiofonico e televisivo - restano memorabili le trasmissioni radiofoniche, presentate insieme a Gianni Boncompagni: Bandiera gialla (1965), Per voi giovani[10] (1967), Alto gradimento (1970) e televisive: Speciale per voi (1969-1970), una specie di processo ai cantanti del periodo, L'altra domenica (1976-1979), il suo primo vero successo in cui creò uno stile alternativo in diretta concorrenza con la contemporanea Domenica in di Corrado, Quelli della notte (1985), Indietro tutta! (1988) e Speciale per me - meno siamo meglio stiamo (2005). È stato anche attore e regista cinematografico (Il pap'occhio, 1980; "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?", 1983).

Renzo Arbore insieme a Gianni Boncompagni è stato tra i primi in assoluto a passare in radio i brani dei Beatles[11], ritenuti all'epoca non adatti dai dirigenti Rai.

Ha avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi fra i quali Roberto Benigni, Gegè Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e la Microband, l'attrice Maria Grazia Cucinotta, Nina Soldano, le conduttrici televisive Luana Ravegnini e Ilaria D'Amico, l'attore Francesco Paolantoni, la presentatrice Feliciana Iaccio, la cantante Pietra Montecorvino.

Le sue esperienze nel mondo musicale hanno inizio nel 1972, con la "N.U. Orleans Rubbish Band" (dove le lettere puntate stanno per "Nettezza Urbana"[12]), che era composta, oltre che dallo stesso Arbore al clarinetto, da Fabrizio Zampa alla batteria, Mauro Chiari al basso, Massimo Catalano al trombone e Franco Bracardi al piano; questo gruppo pubblicò un 45 giri, contenente She was not an angel e The stage boy, inciso per gioco dai cinque.

Nel 1991 ha fondato L'Orchestra Italiana, con quindici grandi solisti per valorizzare la canzone napoletana classica restituendo dignità, tra l'altro, al mandolino.

 
Arbore nel 1983 al Lido di Venezia

Già presidente di "Umbria Jazz", ha dato un intelligente contributo alla rinascita della grande manifestazione jazzistica perugina. Nel 2002 fonda una nuova band, "Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs", scegliendo personalmente i musicisti fra i migliori della scena jazzistica romana e nazionale: il sassofonista Fabiano "Red" Pellini, il chitarrista Emanuele Basentini, il pianista e sassofonista Giorgio Cuscito, il batterista Alberto Botta e il pianista Attilio Di Giovanni, fra gli altri, hanno militato in questa poderosa swing band. Non scioglie, tuttavia, L'Orchestra Italiana, assieme alla quale continua a esibirsi per vari eventi alternandosi con la neonata band. Nel 2004 si esibisce in tre concerti con L'Orchestra Italiana: alla Carnegie Hall di New York, al CasinoRama di Toronto e al Teatro dell'Opera di Roma alla presenza del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Con gli Swing Maniacs incide un doppio CD uscito nel febbraio 2005, l'album Vintage, ma non li dimostra, premiato col "Disco d'oro". L'album esce però con il nome del gruppo modificato in "Renzo Arbore e gli Arborigeni".

Nel 2008 ha dato voce al dromedario Tutankamon nel film d'animazione La luna nel deserto diretto dal regista Cosimo Damiano Damato.

Da molti anni è presidente di un'associazione dei disc-jockey italiani e si esibisce anche come suonatore di clarinetto jazz. Dal 1989 è testimonial della Lega del Filo d'Oro[13], un'associazione onlus che assiste persone sordocieche.

Nel 2009 ha cantato nell'ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Buon Compleanno. Il 28 luglio 2013 fa partecipare il tour Renzo Arbore e L'Orchestra Italiana alla 43ª edizione del Giffoni film festival.

Sempre nel 2009 ha partecipato al documentario Beat Parade di Corrado Rizza e Luigi Rizza[14], prodotto da Istituto Luce, raccontando gli anni 1960 e la Beat Generation.

Il 15 novembre 2010 Arbore torna in tv con la trasmissione ...a lunga durata, Arbore e gli arborigeni su Rai Internationale in replica su Rai 5.

Il 27 novembre 2015 il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca lo nomina, insieme a Giovanni Minoli e Lia Rumma, nel consiglio di indirizzo della Fondazione Ravello dell'omonima cittadina della costiera amalfitana.[15]

TrasmissioniModifica

 
Nino Frassica e Arbore in Indietro tutta! (1987-1988)

Arbore e la sua banda hanno lasciato un segno profondo nella televisione di qualità che si faceva fino alla metà degli anni 1990.

Già con le sue prime trasmissioni degli anni 1960, come Bandiera gialla e Speciale per voi, Arbore impone stile e idee estremamente innovativi rispetto ai canoni televisivi dell'epoca. Basti ricordare Speciale per voi (1969), nella quale per la prima volta famosi cantanti venivano messi sotto il fuoco incrociato di domande e osservazioni, anche cattive, da parte del pubblico in sala.

Il più clamoroso successo arriva però dalla radio, con la trasmissione Alto gradimento, condotta insieme a Gianni Boncompagni.

Arbore ritornò alla televisione nei primi anni 1970: nel 1972 è chiamato da Lino Procacci a condurre la trasmissione musicale Amico flauto.

Si giunge quindi alla trasmissione pomeridiana L'altra domenica che, in concorrenza con il format più tradizionale proposto dalla Rete 1 della RAI, introduceva un nuovo stile irriverente e goliardico anche nei programmi-contenitore della domenica pomeriggio, con la partecipazione di diversi artisti fra i quali Roberto Benigni nei panni del critico televisivo, Andy Luotto il cugino americano, i collegamenti con Mario Marenco da Roma, Michael Pergolani da Londra, Françoise Riviere da Parigi e Isabella Rossellini da New York, le Sorelle Bandiera. Per la prima volta in una trasmissione televisiva il pubblico entra in contatto diretto con la televisione, in palio venti milioni di lire e tante risate.

Nel 1980 arriva la serie Tagli, ritagli e frattaglie, condotta insieme a Luciano De Crescenzo e Lory Del Santo; nel 1981 Telepatria International con le indimenticabili evocazioni spiritiche di Dante (Roberto Benigni), Cristoforo Colombo (Paolo Villaggio), San Giuseppe (Ugo Tognazzi) e con l'ultimo dei Mille (Carlo Verdone), in cui lancia le Gemelle Nete; e nel 1984 Cari amici vicini e lontani, programma sulla storia della radio, nuovamente con le Gemelle Nete (che interpretano la sigla finale del programma, Un bacio a mezzanotte).

 
Arbore e il suo clarinetto

Ma è nel 1985 che giunge il grande successo con la trasmissione di Rai 2 Quelli della notte, un appuntamento cult, con una serie di personaggi comici e intellettuali che si riunivano nella notte surreale e un po' cialtrona. La trasmissione, una chiara satira nei confronti dei dilaganti salotti televisivi, lancia sul firmamento nazionale il comico Nino Frassica nelle vesti di Frate Antonino da Scasazza che, con i suoi sproloqui, fece divertire mezza Italia. Molti altri furono comunque i nuovi volti lanciati dalla trasmissione, come Riccardo Pazzaglia il filosofo partenopeo, Massimo Catalano l'intellettuale viveur, Maurizio Ferrini rappresentante romagnolo di pedalò affezionato al Partito Comunista, Simona Marchini romantica sognatrice, Marisa Laurito cugina in attesa perenne del fidanzato, e ancora Mario Marenco, Andy Luotto oltre che lo stesso Renzo Arbore, grande trascinatore. La trasmissione segnò un'epoca e i tormentoni e le battute entrano nel gergo quotidiano. L'album prodotto con le musiche della trasmissione vendette quasi mezzo milione di copie.

Nel 1987-1988 la trasmissione Indietro tutta! replicò l'enorme successo di Quelli della Notte. Il programma stigmatizzava l'invadenza della televisione di tipo più commerciale, ridicolizzandone usi e costumi; una parodia televisiva in cui Nino Frassica impersonava un improbabile quanto sgangherato "Bravo presentatore"; notevole il gruppo di ballerine brasiliane del Cacao Meravigliao che rappresentavano un surreale sponsor e le Ragazze Coccodè, un ridicolo corpo di ballo. Non mancavano inoltre personaggi come Mario Marenco che impersonava "Riccardino", un bambino parecchio dispettoso che con tanto di grembiule e cartella passava il tempo a rincorrere il cane Fiocco. Il maestro Gianni Mazza era a capo dell'orchestra "Mamma li Turchi", Francesco Paolantoni era Cupido, appeso all'altalena e intento a lanciare frecce che non andavano mai a segno. La scenografia rappresentava una nave e l'ammiraglio Arbore era attorniato da due belle ragazze che rappresentavano Miss Nord e Miss Sud; a guardia del sotterraneo erano le "Guardiane" (una delle due era una giovanissima e ancora sconosciuta Maria Grazia Cucinotta, l'altra Feliciana Iaccio).

Nel 1986 Arbore partecipa al Festival di Sanremo con la canzone ironica Il clarinetto e si piazza al secondo posto. Nell'esecuzione del brano sul palco sanremese è accompagnato da quelli che egli stesso chiama i "Tre amici e il cognato" di cui fanno parte Gegè Telesforo, Nando Murolo, Adriano Fabi e Piero Roberto. Seguono altri programmi televisivi come DOC e Marisa la Nuit. In quest'ultimo programma, condotto da Marisa Laurito, Arbore, che è la voce fuori campo, anticipa quello che sarà il modo di fare televisione della Gialappa's Band.

 
Arbore e Mario Trevi all'Università degli Studi di Napoli Federico II, all'assegnazione della laurea honoris causa alla memoria a Totò (2017)

Nel 1990 conduce Il caso Sanremo, dove in un processo simulato è giudice su fatti e misfatti della storia canora sanremese attorniato da un'improbabile corte e da avvocati interpretati da Michele Mirabella e Lino Banfi. Nel 1992 in una trasmissione in 4 puntate, rende un sentito omaggio televisivo a Totò con Caro Totò… ti voglio presentare. Un programma per celebrare la grandezza artistica del più grande in assoluto: il Principe della risata. Nel 1996 conduce senza sosta per 22 ore La Giostra, in diretta via Satellite per Rai International di cui è diventato intanto direttore artistico e testimonial.

Nel 2005 è la volta di Speciale per me - Meno siamo, meglio stiamo! (17 puntate dal 23 gennaio al 4 giugno[16]) su Rai 1, definita dallo stesso Arbore una "trasmissione amarcord" con l'obiettivo di mostrare tutta la tv memorabile che la gente tende a dimenticare. Il senso della trasmissione è una sorta di mercatino di modernariato televisivo; anche la musica proposta è volutamente "vintage". La trasmissione riscuote un buon successo anche se va in onda in terza serata (proprio a questa collocazione notturna allude il sottotitolo "meno siamo, meglio stiamo"), con una media di quasi un milione e mezzo di telespettatori dopo mezzanotte, il 25 per cento di share. Nel giugno 2008 è stato pubblicato il libro Renzo Arbore e la radio d'autore - Tra avanguardia e consumo, un volume monografico scritto da Salvatore Coccoluto, dedicato alle storiche trasmissioni radiofoniche di Arbore. Ha realizzato il gioco in scatola Ma non i coperchi, ideato con Giancarlo Magalli e pubblicato dalla International Team.

Il 15 novembre 2010 Arbore torna in tv con la trasmissione ...a lunga durata, Arbore e gli arborigeni su Rai International e in replica su Rai 5. Il 4 settembre 2011 la Rai ha dedicato ad Arbore una puntata monografica della trasmissione Speciale TG1 documentari realizzata dal giornalista Vincenzo Mollica. È del 2013 la sua biografia Renzo Arbore: vita, opere e (soprattutto) miracoli a cura del giornalista della Rai Gianni Garrucciu, contenente numerose testimonianze di tanti colleghi e amici di Arbore. Il 24 giugno 2015 si esibisce al Palazzo dei Congressi del Cremlino in Russia e, oltre a fare spettacolo in diretta tv nazionale, si presenta come ambasciatore Expo 2015.[17]

Nel giugno del 2020 torna nuovamente su Rai 2 con un nuovo format - Striminzitic - in onda da casa sua: è un programma in cui Arbore trasmette contenuti tratti dai suoi archivi ma anche da quanto ritrovato da lui stesso durante le sue sessioni di navigazione web notturne[18].

Vita privataModifica

Scapolo convinto, dopo un legame negli anni 1960 con la cantante e presentatrice torinese Vanna Brosio (la canzone di Mogol e Lucio Battisti "Innocenti evasioni" è ispirata a un episodio della loro relazione[19]), si è accompagnato con la cantante romana Gabriella Ferri[20], ha poi avuto una lunga storia d'amore nel decennio successivo con Mariangela Melato; successivamente è stato legato a Mara Venier fino al 1997. Nel 2007 si è legato nuovamente alla Melato, ed è stato con lei fino al giorno della morte di Mariangela, l'11 gennaio 2013.

Ambasciatore nel mondo della musica napoletanaModifica

Nel 1991 fonda L'Orchestra Italiana, composta da quindici grandi strumentisti, con lo scopo di diffondere nel mondo la canzone napoletana classica. Nel 1993 ottiene un trionfale successo al Radio City Music Hall di New York.

Nell'ottobre 2007 è uscito il libro Renzo Arbore ovvero Quello della musica, la prima biografia musicale dell'artista scritta dal giovane clarinettista e musicologo Claudio Cavallaro, suo fan fin da bambino.

PoliticaModifica

Renzo Arbore, da sempre vicino al Partito Radicale, nel 2013 ha sostenuto ed è divenuto membro del comitato "Bonino Presidente", volto a sostenere la candidatura come Presidente della Repubblica Italiana della radicale Emma Bonino.[21]

OnorificenzeModifica

  Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1992[22]

Il 30 luglio 2006, all'indomani del concerto inaugurale della tournée con L'Orchestra Italiana a Chieti, ove giovanissimo, in tempo di guerra, risiedette da "sfollato" e assisté all'arrivo degli Alleati, Renzo Arbore ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città.

Nel 2010 gli è stato attribuito alla Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.

Il 6 luglio 2011 viene nominato cittadino onorario di Perugia - Atto C.C. n. 107 del 6.7.2011.

Il 13 dicembre 2013 viene nominato cittadino onorario di Palermo per il documentario “Da Palermo a New Orleans... E fu subito Jazz” in cui vengono raccontate le vicende artistiche e umane della Original Dixieland Jass Band, capitanata da Nick La Rocca e composta da un gruppo di amici, quasi tutti di origine siciliana, che incisero a New York nel 1917 il primo disco al mondo di jazz.

Il 9 agosto 2017 viene nominato cittadino onorario di Francavilla al mare.[23]

CuriositàModifica

  • Renzo Arbore in un'intervista con Vincenzo Mollica dichiarò di essere stato il primo a indossare i jeans a Foggia, sebbene suo padre fosse contrario a quei pantaloni da operaio[24].
  • Renzo Arbore si ritiene uno degli ispiratori della canzone Tu vuó fa l'americano di Renato Carosone, poiché girava per Napoli vestendo all'americana[24].

DiscografiaModifica

AlbumModifica

45 giriModifica

Colonne sonoreModifica

FilmografiaModifica

AttoreModifica

RegistaModifica

SceneggiatoreModifica

RadioModifica

TelevisioneModifica

Altre attivitàModifica

  • Il 2 ottobre 2007 realizza la prima diretta video in streaming con la regia di Denis Gianniberti[25] e la racconta in un video[26]. Tale esperienza il 27 ottobre 2012 porta all'inizio delle trasmissioni del Renzo Arbore Channel[27].
  • Nel 2013 registra telefonicamente il contributo che diverrà la prefazione del volume Vinilici. La passione per il disco[28] a cura di Nicola Iuppariello.
  • Il 21 ottobre 2014 torna ufficialmente a fare televisione in diretta con il RENZO ARBORE CHANNEL LIVE SHOW, in onda in diretta anche sul canale 69 del Digitale Terrestre e 713 di SKY, Capital TV, sul sito di Repubblica e su renzoarborechannel.tv. Un programma che dirige, e che conduce assieme ai giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo in collaborazione con WebNotte, con gli ospiti Gegè Telesforo e Tosca, il programma è curato da Ugo Porcelli, per la regia di Denis Gianniberti. In un documento filmato relativo alla puntata, si celebra il momento dell'atteso ritorno.
  • Renzo Arbore è testimonial da oltre vent'anni dell'Associazione Lega del filo d'oro, che si occupa delle persone sordocieche. Per l'associazione è stato protagonista di diversi spot TV e radio.
  • Ha scritto il soggetto di una storia Disney, Zio Paperone e i concerti predatori, pubblicata sul numero 2123 di Topolino.
  • Nel 1988 è stato testimonial pubblicitario per il lancio della nuova FIAT Tipo dove invitava il suo amico a comprarsi tale modello, essendo molto tentato.
  • Nel 2018 partecipa alle riprese del docufilm Vinilici. Perché il vinile ama la musica[29].

NoteModifica

  1. ^ RENZO ARBORE: è in libreria la sua biografia scritta da Claudio Cavallaro, su BLOGO, 3 ottobre 2007. URL consultato il 18 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2013).
  2. ^ Briatore e il no alla laurea per il figlio. Da Arbore a Checco Zalone: l’università serve al successo, su CORRIERE DELLA SERA, 11 gennaio 2019. URL consultato il 16 marzo 2020 (archiviato il 15 marzo 2020).
  3. ^ Alessandra De Vita, Arbore: «A Nocera il mio debutto tornare mi emoziona», su la Città – Quotidiano di Salerno e provincia, 8 aprile 2016. URL consultato il 18 gennaio 2020 (archiviato il 20 aprile 2016).
  4. ^ Leonardo Filomeno, Renzo Arbore a Libero: "Quando le BR mi chiamarono in diretta". Rai, Battisti e... Conte: i segreti di un mito, su liberoquotidiano.it, 19 aprile 2019. URL consultato il 7 maggio 2019.
  5. ^ Il mito "Bandiera Gialla" Arbore e Boncompagni inventarono la radio beat, su IL TEMPO.it, 16 ottobre 2015. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 7 ottobre 2018).
  6. ^ Antonio Gnoli, Alto gradimento Quarant'anni in due, su la Repubblica.it, 20 giugno 2010. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 31 agosto 2010).
  7. ^ L'Altra Domenica. URL consultato il 28 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2018).
  8. ^ 'Cari amici vicini e lontani', Arbore celebra la radio, su Adnkronos, 9 agosto 2014. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 19 settembre 2018).
  9. ^ "Indietro tutta" compie 30 anni e ritorna in tv con due serate evento condotte da Arbore e Frassica, su iodonna.it, 11 dicembre 2017. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato l'11 dicembre 2017).
  10. ^ Per voi giovani. URL consultato il 28 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2018).
  11. ^ 1965, Beatles a Roma - I vip li raccontano così, su la Repubblica.it, 19 novembre 2010. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 29 giugno 2015).
  12. ^ N.U. Orleans Rubbish Band - She was not an angel/The stage boy (1972), su Le note di Euterpe, 7 settembre 2011. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 18 dicembre 2013).
  13. ^ la lega del filo d'oro, Lega del Filo d'Oro - ONLUS. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 25 marzo 2016).
  14. ^ Il documentario Beat Parade di Corrado e Luigi Rizza, su IMDb. URL consultato il 25 aprile 2018 (archiviato il 19 gennaio 2020).
  15. ^ Fondazione Ravello, Renzo Arbore, Gianni Minoli e Lia Rumma, su fanpage.it (archiviato il 4 marzo 2016).
  16. ^ Speciale per me: ovvero meno siamo meglio stiamo 2005 2005, su Rai Teche, 6 novembre 2013. URL consultato il 18 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2013).
  17. ^ Renzo Arbore vola da Putin: spettacolo al Cremlino, su Libero Quotidiano.it, 24 giugno 2015. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2015).
  18. ^ Renzo Arbore torna su Rai2 con Striminzitic: come funziona lo show? Perché questo titolo?, su NonSolo.TV, 7 giugno 2020. URL consultato il 7 giugno 2020.
  19. ^ Aldo Cazzullo, Renzo Arbore: «Ho lanciato 100 artisti e avuto 100 donne ma, con Baudo, fummo cacciati da padre Pio», su Corriere della Sera, 21 novembre 2015. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2015).
  20. ^ Lucrezia e Giorgio Dell'Arti, Gabriella Ferri, su IO DONNA, 19 luglio 2012. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2012).
  21. ^ Giovanna Casadio, La corsa delle donne, Bonino in pole (da La Repubblica), su Radicali Italiani, 10 aprile 2013. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 7 maggio 2013).
  22. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  23. ^ Arbore cittadino onorario Francavilla, su ANSA.it, 9 agosto 2017. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 14 settembre 2017).
  24. ^ a b INCONTRO CON RENZO ARBORE Mercoledì, 21 agosto 2002, ore 12.00, su meetingrimini.org. URL consultato il 5 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  25. ^ Denis Gianniberti, su denisgianniberti.it. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 19 gennaio 2020).
  26. ^ Annuncio nascita RENZO ARBORE CHANNEL, su youtube.com. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato il 14 aprile 2016).
  27. ^ renzoarborechannel, su renzoarborechannel.tv. URL consultato il 19 gennaio 2020 (archiviato il 19 gennaio 2020).
  28. ^ Vinilici. La passione per il disco, su editrice ZONA. URL consultato il 18 marzo 2020 (archiviato il 1º febbraio 2020).
  29. ^ Vinilici. Perché il vinile ama la musica, su mescalitofilm.com (archiviato il 2 febbraio 2020).

BibliografiaModifica

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