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Ducati Desmosedici RR
Ducati Desmosedici RR.jpg
Ducati Desmosedici RR
CostruttoreItalia Ducati
TipoSportiva stradale
Produzionedal 2007 al 2008
Modelli similiMV Agusta F4 Tamburini

La Desmosedici RR è una motocicletta sportiva Ducati, presentata nel 2006 e prodotta in un numero ridotto di esemplari dal 2007 al 2008. Realizzata dal reparto Ducati Corse, questa moto è la versione stradale del prototipo da corsa Ducati Desmosedici, impiegato in classe MotoGP nel Motomondiale 2006 (la sigla RR ha infatti il significato di Race Replica).[1]

Indice

Il contestoModifica

Il motore è un V4 a 90° definito a L, 989 cm³ di cilindrata, con 4 valvole per cilindro, doppio albero a camme desmodromico in testa (comandati a cascata di ingranaggi) e configurazione "Twin Pulse" a scoppi asimmetrici. Quest'ultima caratteristica rende l'erogazione molto simile a quella di un bicilindrico accoppiando gli scoppi dei cilindri gemelli, a differenza della configurazione "Four Pulse".

Come tutta la moto, anche il propulsore è costruito con materiali speciali e leggerissimi: valvole e bielle in titanio, basamento e teste in lega d'alluminio fusi in terra, coperchi motore in magnesio fusi in terra. La potenza sviluppata, con scarichi aperti e centralina dedicata, supera i 200 cv a 13.800 giri al minuto.

Il cambio, a 6 marce, è completamente estraibile (caratteristica che permette la sostituzione e la modifica dei rapporti in modo rapido), mentre la frizione è multidisco a secco, completa di meccanismo antisaltellamento.

Il telaio è in traliccio di tubi in acciaio, all'epoca segno distintivo di tutte le Ducati, con l'aggiunta di piastre ricavate dal pieno. Il telaietto reggisella è in carbonio.

Il reparto ciclistica vanta, all'avantreno, una forcella Öhlins pressurizzata a steli rovesciati da 43 mm di diametro trattati al nitruro di titanio (TiN) per una maggior scorrevolezza, completamente regolabile (precarico molle, compressione ed estensione idraulica). Al retrotreno è presente un forcellone in alluminio scatolato, su cui lavora il monoammortizzatore Ohlins completamente regolabile (precarico molla, compressione ed estensione idraulica per alte e basse velocità). I cerchi Marchesini in magnesio forgiato, a 7 razze, calzano pneumatici Bridgestone appositamente creati per la Desmosedici RR.

L'impianto frenante è Brembo, e vanta una coppia di dischi da 330 mm all'anteriore, lavorati da pinze radiali monoblocco a 4 pistoncini (azionate da una pompa radiale), e da un singolo disco da 240 mm al posteriore, servito da una pinza a due pistoncini contrapposti.

Lo scarico, infine, è del cosiddetto tipo "a camino", quindi i gas fuoriescono da aperture praticate sul codino.

Il prezzo della moto era di 60.000 euro, nonostante ciò sono state tutte vendute le 1500 motociclette disponibili.[1]

Caratteristiche tecnicheModifica

Caratteristiche tecniche - Ducati Desmosedici RR
Dimensioni e pesi
Altezze Sella: 830 mm
Interasse: 1430 mm Massa a vuoto: 171 kg Serbatoio: 15 l
Meccanica
Tipo motore: Quadricilindrico a 4 tempi a V 90° Raffreddamento: a liquido
Cilindrata 989 cm³ (Alesaggio 86,0 x Corsa 42,56 mm)
Distribuzione: DOHC desmodromica a 4 valvole cilindro, comando a cascata d'ingranaggi Alimentazione: iniezione elettronica, con corpi farfallati da 50 mm
Potenza: 147,1 kW (200 CV) a 13.800 rpm (Con scarichi omologati 138 kW - 188 CV) Coppia: 11,8 kgm (116 N·m) a 10.500 rpm Rapporto di compressione: 13,5:1
Frizione: multidisco a secco Cambio: estraibile a 6 rapporti
Accensione Unità di controllo (ECU)
Trasmissione a catena
Avviamento elettrico
Ciclistica
Telaio Traliccio ibrido in tubi di acciaio, telaietto reggisella monoscocca in fibra di carbonio
Sospensioni Anteriore: forcella FG353P pluriregolabile a steli rovesciati da 43 mm "Öhlins" / Posteriore: monoammortizzatore pluriregolabile "Öhlins"
Freni Anteriore: doppio disco da 330 mm Brembo / Posteriore: disco singolo da 240 mm
Pneumatici anteriore da 120/70 R17 posteriore da 200/55 R16
Fonte dei dati: Scheda sul sito ufficiale

NoteModifica

  1. ^ a b Sold out le Ducati Desmosedici RR, in motoblog.it, 14 dicembre 2007. URL consultato il 6 febbraio 2009.

Voci correlateModifica

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