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Eccidio di Portofino

strage italiana della seconda guerra mondiale
Eccidio dell'Olivetta
TipoEccidio
DataNotte tra il 2 e il 3 dicembre 1944
LuogoPortofino
StatoRepubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
ResponsabiliGermania nazista
MotivazioneRappresaglia
Conseguenze
Morti22
Feriti0
Dispersi0
Sopravvissuti0

L'eccidio di Portofino (o dell'Olivetta) è stato un massacro, compiuto dai tedeschi nell'omonima città tra il 2 e il 3 dicembre 1944, per cause mai chiarite, anche se si pensa che sia stato compiuto per rappresaglia.[1]

EventiModifica

 
Portofino, luogo dove avvenne l'omonimo massacro

La sera 2 dicembre 1944 i nazisti prelevarono dal carcere ligure di Marassi 21 partigiani e 1 civile e li portarono alla spiaggia di Portofino. Qui li legarono con fili di ferro che i tedeschi erano riusciti a ricavare dagli abitanti del quartiere Olivetta di Portofino. Una volta legati, i prigionieri, tutti molto giovani, vennero fucilati; i cadaveri, legati e appesantiti da grosse pietre, vennero gettati in mare e di loro non si seppe più nulla.[1] Alcuni pescatori, nei giorni seguenti il massacro, trovarono dei corpi in mare legati col filo spinato, ma non li riportarono a terra per paura di rappresaglie.

La scelta delle persone da fucilare venne fatta dal colonnello Siegfried Engel, capo della polizia nazifascista (Sicherheitspolizei (Sipo, «Polizia di sicurezza») e della Sicherheitsdienst (SD, Servizio di Sicurezza) di Genova dall'inizio del 1944, mentre il responsabile dell'operazione fu il tenente della Kriegsmarine Reimers, comandante del porto di S. Margherita Ligure.[1]

Probabilmente, la causa dell'attacco fu una rappresaglia nei confronti delle brigate Garibaldi che uccisero, il 30 novembre 1944, delle spie fasciste.

I fuciliatiModifica

1. Abramo Bassignani,
2. Domenico Camera,
3. Emanuele Orfeo Causa,
4. Agostino Carniglia,
5. Otelio Cenatelli,
6. Caffiero Cipriani,
7. Costa Luigi,
8. Carlo Della Casa,
9. Domenico De Palo,
10. Carlo Faverzani,
11. Antonio Ferrari,
12. Marcello Goffi,
13. Giuseppe Golisano,
14. Bartolomeo Maffei,
15. Anelio Materozzi,
16. Alfredo Meldi,
17. Luigi Celso Meldi,
18. Tullio Molteni,
19. Giovanni Odicini,
20. Emanuele Sciutto,
21. Cipriano Turco,
22. Diofebo Vecchi,
23. Canepa Pietro

NoteModifica