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Echidna
Echidna - parco dei mostri.jpg
Echidna. Pirro Ligorio 1555, Parco dei Mostri, Lazio.
Nome orig.Έχιδνα
EpitetoLa vipera
Sessofemmina

Echidna (in greco antico: Έχιδνα, Échidna) è un personaggio della mitologia greca che aveva la forma di un corpo di donna che terminava con una coda di serpente al posto delle gambe.

GenealogiaModifica

La figura di Echidna è stata ripresa da vari autori. Esiodo cita dei riferimenti all'oceanina Ceto e senza specificare che il padre sia il marito Forco ma poi la definisce figlia di Crisaore e di un'altra oceanina (Calliroe) e quindi sorella di Gerione[1]. Pausania cita come madre l'oceanina Stige, mentre Apollodoro scrive invece che sia figlia di Tartaro e Gaia.

Le sono stati attribuiti molti figli mostruosi ed avuti non sempre dallo stesso compagno. Con Tifone generò Ortro[2][3] Cerbero[4], la Sfinge, l'Idra di Lerna e la Chimera[5]. Con il figlio Ortro il Leone di Nemea[6].
Secondo Esiodo partorì Sfinge dal figlio Ortro e non dal marito Tifone[7].

MitologiaModifica

Viveva rinchiusa in una caverna della Cilicia, nel paese degli Arimi. Altre tradizioni la pongono nel Peloponneso: qui sarebbe stata uccisa da Argo dai Cento Occhi, perché aveva l'abitudine di divorare i passanti.

Gli abitanti delle colonie greche del Ponto Eusino raccontavano una leggenda su Echidna piuttosto diversa. Secondo loro, Eracle una volta giunto in Scizia mise i suoi cavalli a pascolare prima di addormentarsi ed una volta risvegliatosi non li trovò più. Cercandoli trovò il mostro Echidna che viveva in una caverna e che gli promise di restituirgli i cavalli se avesse acconsentito a unirsi carnalmente a lei. Eracle accettò ed essi ebbero tre figli: Agartiso, Gelono, eponimo della città di Gelona, e Scite; quest'ultimo dette il nome alla stirpe degli Sciti[8].

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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