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Enrico Bonazzi

Enrico Bonazzi (Sala Bolognese, 24 settembre 1912Bologna, 30 gennaio 2002) è stato un partigiano, politico e sindacalista italiano.

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BiografiaModifica

Nato a Sala Bolognese, non prosegue gli studi oltre la licenza elementare e nel 1930, a soli 18 anni, si iscrive al Partito Comunista Italiano.[1]

Di mestiere calzolaio, venne arrestato il 19 dicembre 1934 dai fascisti, il 24 gennaio 1936 venne condannato dal Tribunale Speciale Fascista a venti anni di reclusione nella colonia penale di Pianosa, per costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda.[2] A seguito dell'amnistia di Mussolini dell'ottobre 1944[3], uscì dal carcere il 26 novembre insieme a Marcello Canova e Alcibiade Palmieri, partecipò alla resistenza con il nome di "Gino" come dirigente delle Squadre di azione patriottica[3], formazioni partigiane dedite al "lavoro di massa" nei paesi della Bassa emiliana, in regime di semi clandestinità.

Nel dopoguerra diventò dirigente di Confederterra e diresse le lotte dei braccianti agricoli, scrivendo importanti saggi sulla riforma agraria[1] ed in particolare sulla mezzadria[3]. Dal 1946 al 1960 fu consigliere comunale a Bologna[4].

Nel gennaio 1950 fu nominato segretario della federazione bolognese del PCI[5], dove fu tra i più intransigenti[6] e "stalinisti"[1], e rimase in carica fino al gennaio 1957.[7] Nel 1958 entrò nella segreteria nazionale del partito[1], che all'epoca comprendeva Palmiro Togliatti, Luigi Longo, Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta, Pietro Ingrao ed Enrico Berlinguer[8]. Il 21 luglio 1958 fu arrestato con le accuse di oltraggio e resistenza alla forza pubblica durante un comizio alla Festa de l'Unità alla Bolognina. Fu processato per direttissima e condannato ad alcuni mesi di reclusione.[9]

Nel 1964 rientrò a Bologna per dirigere l'organizzazione sindacale Alleanza contadina[10]. Dal 1970 al 1980 ricoprì la carica di consigliere provinciale, oltre che quella di assessore provinciale all'agricoltura[7].

OpereModifica

  • Gli anni della guerra fredda nel bolognese, Bologna, 1976.
  • Il PCI a Bologna (1943-1956). Schema di studio e di lavoro, Bologna, 1980.
  • Le principali fasi che hanno caratterizzato i 50 anni della mia attività e militanza politica nel PCI. Dal 1930 al 1980, Bologna, 1980.
  • Quelli di Pianosa. Le vicende di un gruppo di antifascisti, gia condannati dal tribunale speciale, dopo il 25 luglio 1943, Bologna, Graficoop, 1981.
  • Politica e lotte agrarie. Bologna 1945-1955, Roma, Editrice Sindacale Italiana, 1982.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Addio a Enrico Bonazzi, antifascista e dirigente comunista, su Sala Borsa. URL consultato il 16 agosto 2016.
  2. ^ Bonazzi Enrico detto Gino, su storiaememoriadibologna.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  3. ^ a b c Gigi Marcucci, Addio a Bonazzi, se ne va un pezzo di storia di Bologna: Il partigiano "Gino" fu uno dei primi segretari del Pci bolognese. Oggi pomeriggio i funerali, Zangheri pronuncerà l'orazione funebre, in L'Unità, 31 gennaio 2002. URL consultato il 2 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2016).
  4. ^ Bonazzi, Enrico, su Iperbole. URL consultato il 2 novembre 2016.
  5. ^ Materiale di lavoro di Enrico Bonazzi, su cittadegliarchivi.it. URL consultato il 2 novembre 2016.
  6. ^ Nicolò Pasero e Alessandro Tinterri (a cura di), La piazza del popolo, Meltemi Editore, 1998, p. 82.
  7. ^ a b Enrico Bonazzi, su anpi.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  8. ^ Giuseppe Fiori, Vita di Enrico Berlinguer, (prefazione di Eugenio Scalari), Roma-Bari, Laterza, 2004, ISBN 9788858113295.
  9. ^ Arresto di Enrico Bonazzi, Biblioteca Salaborsa. URL consultato il 2-11-2016.
  10. ^ Luigi Arbizzani, Bonazzi Enrico, in Argentovivo, nº 3, marzo 2002.

BibliografiaModifica

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