Apri il menu principale

Enrico VII di Carinzia

Enrico VII di Carinzia
Henry V of Carinthia.jpg
Sigillo di Enrico VII
Duca di Carinzia
In carica 1144 –
12 ottobre 1161
Predecessore Ulrico I
Successore Ermanno
Margravio di Verona
In carica 1144 –
1151
Predecessore Ulrico I
Successore Ermanno III di Baden
Morte Tagliamento, 12 ottobre 1161
Luogo di sepoltura Abbazia di Rosazzo
Dinastia Sponheim
Padre Ulrico I
Madre Giuditta
Coniuge Elisabetta

Enrico VII di Carinzia (... – Tagliamento, 12 ottobre 1161) fu margravio di Verona dal 1144 al 1151 e duca di Carinzia dal 1144 alla morte.[1]

BiografiaModifica

Enrico era il figlio maggiore del duca Ulrico I e Giuditta, figlia del margravio Ermanno II di Baden, dunque apparteneva della casa di Sponheim.[1] Succedette a suo padre quando era ancora giovane. Nel 1147 il ricco zio e conte Bernardo di Trixen lasciò in eredità i suoi allodi e i suoi ministeriali (servi di alto livello) in Carinzia e nella marca stiriana (Mark an der Drau) al margravio Ottocaro III di Stiria.[1]

Nel 1151 un altro zio, Ermanno III di Baden, fu investito della marca di Verona, che era stata detenuta dai duchi di Carinzia dal 976. Enrico non sembra abbia obiettato alla perdita di questo vasto territorio nel nord Italia.[1] Nel 1158 il vescovo Romano I di Gurk concesse il baliato (protezione secolare) della sua diocesi a Enrico,[1] ma questo costituiva un piccolo guadagno per un principe il cui territorio era dominato da proprietà con signori non residenti sia ecclesiastici che secolari.[2] Enrico prese parte alle guerre dell'imperatore Federico I nel nord Italia nel 1154–55 e nel 1158–60.[1] Ottone di Frisinga lo elenca tra i più illustri che tornarono a casa con il permesso dell'imperatore a metà del 1155.[3] Secondo questo, Enrico era "un uomo valoroso, esperto nei consigli di guerra" (fortem et Exercitatum in Bellicis consiliis virum).[1][4] Il successore di Ottone, Rahewin, riferisce che durante la campagna del 1158, Enrico e il duca Enrico II d'Austria ricevettero il comando del contingente ungherese di 600 arcieri, con i loro "conti e baroni", che marciarono attraverso la Val Canale fino alla marcaa di Verona, lungo il percorso noto come via Canalis .[5][6]

Enrico era un membro dell'ambasciata che Federico inviò all'imperatore bizantino Manuele I nel 1160-1161.[1][4][6] Probabilmente fu inviato Enrico perché suo fratello, il margravio Engelberto III d'Istria, era sposato con Matilde di Sulzbach, una sorella della moglie di Manuele, l'imperatrice Irene.[1] Al ritorno, Enrico affogò nella foce del fiume Tagliamento. Il suo corpo fu sepolto nell'abbazia di Rosazzo.[1] Gli successe nel ducato di Carinzia suo fratello Ermanno II.[1]

Famiglia e figliModifica

Sposò Elisabetta, vedova del conte Rodolfo II di Stade e figlia del margravio Leopoldo di Stiria, ma il loro matrimonio fu senza figli.[1]

BibliografiaModifica

  • Kosi, Miha (2001). "The Age of the Crusades in the South-East of the Empire (Between the Alps and the Adriatic)". In Hunyadi, Zsolt; Laszlovszky, József (eds.). The Crusades and the Military Orders: Expanding the Frontiers of Medieval Latin Christianity. Budapest: Central European University Medievalia, pp. 123–66.
  • Moro, Gotbert (1969). "Heinrich V.". Neue Deutsche Biographie, 8. p. 361.
  • Otto; Rahewin (1966). The Deeds of Frederick Barbarossa (2nd ed.),New York: W.W. Norton.
  • Hausmann, Friedrich. "Die Grafen zu Ortenburg und ihre Vorfahren im Mannesstamm, die Spanheimer in Kärnten, Sachsen und Bayern, sowie deren Nebenlinien". Ostbairische Grenzmarken – Passauer Jahrbuch für Geschichte Kunst und Volkskunde 36 (1994): 9–62.
  • Ortenburg-Tambach, Eberhard Graf zu. Geschichte des reichsständischen, herzoglichen und gräflichen Gesamthauses Ortenburg, vol. 1: Das herzogliche Haus in Kärnten. Vilshofen, 1931.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Moro, Gotbert (1969). "Heinrich V.". Neue Deutsche Biographie. 8, p. 361.
  2. ^ Kosi, Miha (2001). "The Age of the Crusades in the South-East of the Empire (Between the Alps and the Adriatic)". In Hunyadi, Zsolt; Laszlovszky, József (eds.). The Crusades and the Military Orders: Expanding the Frontiers of Medieval Latin Christianity. Budapest: Central European University Medievalia, pp. 154-156.
  3. ^ Otto; Rahewin (1966). The Deeds of Frederick Barbarossa (2nd ed.). New York: W.W. Norton, p.155 (II.xxxviii).
  4. ^ a b Otto; Rahewin (1966). The Deeds of Frederick Barbarossa (2nd ed.). New York: W.W. Norton, p. 330 (IV.lxxxiv).
  5. ^ Otto; Rahewin (1966). The Deeds of Frederick Barbarossa (2nd ed.). New York: W.W. Norton, p. 201 (III.xxvi).
  6. ^ a b Kosi, Miha (2001). "The Age of the Crusades in the South-East of the Empire (Between the Alps and the Adriatic)". In Hunyadi, Zsolt; Laszlovszky, József (eds.). The Crusades and the Military Orders: Expanding the Frontiers of Medieval Latin Christianity. Budapest: Central European University Medievalia, p. 154.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90999521 · GND (DE138744009 · CERL cnp01179620 · WorldCat Identities (EN90999521