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Erich Mußfeldt

militare e criminale tedesco
Eric Mußfeldt

Eric Mußfeldt (Neubrück, 18 febbraio 1913Cracovia, 24 gennaio 1948) è stato un militare tedesco, Oberscharführer delle SS. Responsabile alle camere a gas di Majdanek[1], ed a Auschwitz-Birkenau. Fu processato nel Processo di Auschwitz del 1947 e giustiziato a Cracovia nel 1948 mediante impiccagione[2] dal nuovo governo filosovietico.

Viene citato dal medico ungherese Miklós Nyiszli nel libro Memorie di un medico deportato ad Auschwitz come protagonista di un singolare quanto efferato episodio. Gli addetti al Sonderkommando, del quale Nyiszli era medico, durante il processo di sgombero dei cadaveri dalla camera a gas trovano una giovane donna ancora viva. Perplessi ed incerti sul da farsi, la nascondono, la rianimano, le danno del cibo e la interrogano. La ragazza, in forte stato di shock emotivo, non ha compreso nulla di quanto le è avvenuto, tuttavia secondo le regole non scritte del lager potrà sopravvivere, dal momento che il gas non ha compiuto il suo effetto (probabilmente a causa di una sacca d'aria creata dai corpi degli altri prigionieri che le aveva permesso di respirare). Tuttavia non è dello stesso parere Mußfeldt, che ritenendo troppo rischioso lasciar vivere una potenziale testimone delle procedure di eliminazione dei deportati, decide di ucciderla, affidando il compito ad un suo sottoposto, che esegue sparandole un colpo alla nuca [3][4].

Di lui si parla nel film La zona grigia (The grey zone, dove è interpretato da Harvey Keitel [5]).

NoteModifica

  1. ^ Delayed impact: the Holocaust... in books.google.it
  2. ^ books.google.it
  3. ^ Primo Levi, I sommersi e i salvati, Cap. II
  4. ^ Miklós Nyiszli, Un medico a Auschwitz - Memorie di un medico deportato
  5. ^ mymovies.it
Controllo di autoritàVIAF (EN33076264 · ISNI (EN0000 0000 2097 7813 · GND (DE129414344 · WorldCat Identities (EN33076264