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Frontespizio di un'edizione cinquecentesca delle Vite dei filosofi e dei sofisti

Eunapio (Sardi, 347 – dopo il 414) è stato un sofista, filosofo e storico greco antico.

Indice

BiografiaModifica

Nacque a Sardi nel 347, e nella sua città studiò sotto la guida del sofista pagano Crisanzio; all'età di quindici anni si trasferì ad Atene ove divenne lo studente favorito del retore cristiano, di origine armena, Proeresio (276 circa-368 circa).

Eunapio giunse ad Atene nell'autunno del 362, quando ormai da alcuni mesi era entrato in vigore l'editto dell'imperatore Giuliano che proibiva l'insegnamento pubblico ai sofisti cristiani. Seguì, quindi, le lezioni private di Proeresio fino alla morte di Giuliano, quando il suo maestro riprese la cattedra municipale senza attendere l'abrogazione dell'editto dell'imperatore, avvenuta l'11 gennaio 364. Ad Atene, Eunapio seguì anche le lezioni di Diofanto e Sopoli.

Nel 367, nonostante avesse progettato un viaggio in Egitto, fu richiamato a Sardi dai genitori e riprese a frequentare le lezioni di Crisanzio, che lo iniziò alle dottrine di Giamblico; insegnò retorica, e entrò a far parte di un circolo di sofisti pagani che includeva Oribasio, il medico personale di Giuliano.[1]

Iniziato ai misteri eleusini dallo stesso ierofante che aveva iniziato l'imperatore Giuliano,[2] fu ammesso nel collegio dei Eumolpidi e divenne lui stesso ierofante. Negli ultimi anni visse probabilmente ad Atene insegnando retorica.

La data della sua morte è sconosciuta, ma all'interno della sua Storia universale è citata l'imperatrice Elia Pulcheria,[3] nominata augusta nel 414, il che fa supporre che Eunapio sia morto almeno dopo questo evento.

Come molti sofisti, aveva un interesse per la medicina: quando i dottori vollero salassare l'anziano Crisanzio, il sofista chiese che Eunapio fosse presente, ed egli intervenne quando ritenne che lo stavano salassando troppo.[4] Oribasio compose quattro libri di medicina che dedicò a Eunapio, che definì «philiatros», cioè medico dilettante; l'opera conservatasi, Libri ad Eunapium, è pensato per un dilettante come Eunapio.[5]

OpereModifica

Eunapio fu autore di due opere, una composta nel 405, dal titolo Vite dei filosofi e dei sofisti[6], e un'altra, dal titolo Storia universale (o più probabilmente Storia dopo Dessippo), che consisteva nella continuazione dell'opera storica di Dessippo (di quest'ultimo lavoro rimangono solamente pochi frammenti), che copriva il periodo storico dal 270 al 404.[7] Lo stile di entrambi i lavori è contrassegnato da uno spirito di ostilità verso il Cristianesimo.

Vite dei filosofi e dei sofistiModifica

Vite dei filosofi e dei sofisti è una collezione di biografie di ventitré filosofi e sofisti[8] sia contemporanei all'autore che più antichi, ed è la sola storia del pensiero neoplatonico del periodo considerato. Fozio redasse in seguito una versione delle Vite, purgata dai passi maggiormente anticristiani. L'opera ebbe notevole diffusione nel mondo romano-orientale e costituì una fonte di una certa importanza per lo storico pagano Zosimo.

Storia dopo DessippoModifica

L'opera storica di Eunapio si inserisce nella rinascita della storiografia greca tra la fine del quarto e l'inizio del quinto secolo dell'era volgare; Eunapio fu il primo di tale gruppo, che include anche Olimpiodoro di Tebe, Prisco di Panion, Malco di Filadelfia e Zosimo.[1]

Della Storia dopo Dessippo, così intitolata perché una continuazione della Storia breve (ora perduta) di Publio Erennio Dessippo che terminava con l'anno 270, i copisti non hanno tramandato alcuna copia, sebbene un certo numero di frammenti siano conservati all'interno della Suda, un'enciclopedia bizantina del tardo X secolo, e negli Excerpta de legationibus e negli Excerpta de sententiis, due raccolte di brani volute dall'imperatore del decimo secolo Costantino VII Porfirogenito; lo storico Zosimo inserì ampie citazioni dell'opera di Eunapio nella propria Storia nuova, e il patriarca Fozio di Costantinopoli tramanda diverse informazioni su Eunapio nella sua Biblioteca.[1]

La Storia dopo Dessippo ha un tono anti-cristiano: Eunapio esprime giudizi negativi su Costantino I, che legalizzò il cristianesimo, e su Teodosio I, che lo rese la religione dello Stato romano; al contrario, esalta le figure dell'imperatore Giuliano, nipote di Costantino e ultimo imperatore pagano, e del generale goto Fravitta. L'opera fu pubblicata in due edizioni, una che terminava tra il 391 e il 395 (anno della morte di Teodosio) e la seconda (Nea Ekdosis) che arrivava al 404 (tra le due edizioni Eunapio di dedicò alla stesura delle Vite);[9] in questa seconda edizione, stando a Fozio, Eunapio addolcì la sua critica al cristianesimo.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Lake.
  2. ^ «Ora proprio quando questi studi procedevano bene, Giuliano, sentendo che c'era d'apprendere ancora di più in Grecia dallo ierofante delle due Dee, accorse in gran fretta anche da costui. Quale fosse il nome dello ierofante di allora non mi è consentito rivelarlo, dato che ha iniziato ai misteri l'autore di questa narrazione, e lo ha inserito tra gli Eumolpidi.» Vite di Filosofi e sofisti, Massimo 3,2-3.
  3. ^ Fr. 87 M.=72, 1B.
  4. ^ Vite, 504-5.
  5. ^ Rohrbacher, p. 65.
  6. ^ Questo il titolo nella tradizione manoscritta. In genere abbreviato in Eunapii vitae sophistarum nella tradizione a stampa.
  7. ^ Stephen Williams, Gerard Friell, The Rome that did not fall, Routledge, 1999, p. 51.
  8. ^ Questi filosofi sono: Plotino, Porfirio, Giamblico, Edesio, Massimo di Efeso, Prisco, Giuliano, Proeresio, Epifanio, Diofanto, Sopolide, Imerio, Parnasio, Libanio, Acacio, Ninfidiano di Smirne, Zenone di Cipro, Magno di Nisibi, Oribasio, Ionico, Crisanzio, Epigono e Beronciano.
  9. ^ Rohrbacher, p. 66.

BibliografiaModifica

  • Antonio Baldini, Ricerche sulla storia di Eunapio di Sardi. Problemi di storiografia tardopagana, Bologna, CLUEB 1984 ISBN 88-491-0280-1
  • Antonio Baldini, Eunapio di Sardi tra biografia e storia, in Storiografia locale e storiografia universale. Forme di acquisizione del sapere storico nella cultura antica, a cura di Cinzia Bearzot, Delfino Ambaglio e Riccardo Vattuone, Atti del Congresso di Bologna, 16-18 dicembre 1999, Como, New Press 2001, pp. 455–495.
  • Justin Lake, Prologues to Ancient and Medieval History: A Reader, University of Toronto Press, 2013, p. 69.
  • David Rohrbacher, The Historians of Late Antiquity, Routledge, 2013, 63–72.

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