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Fernando Masone

poliziotto e funzionario italiano
Fernando Masone
6 aprile 1936 – 1º luglio 2003 (67 anni)
Soprannome"Don Fernando"
Nato aPesco Sannita
Morto aRoma
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataStemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di Stato
CorpoPubblica Sicurezza
Anni di servizio1963-2001
GradoCapo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza
Comandante diSquadra mobile di Roma
Stemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di Stato
DecorazioniCommendatore OMRI BAR.svg Commendantore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
Grande ufficiale OMRI BAR.svg Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
ITA OMRI 2001 GC BAR.svg Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
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Fernando Masone, detto don Fernando (Pesco Sannita, 6 aprile 1936Roma, 1º luglio 2003), è stato un poliziotto, funzionario e prefetto italiano, capo della polizia dal 1994 al 2000.

Indice

BiografiaModifica

Originario della provincia di Benevento, era nato a Pesco Sannita nel 1936, laureato in giurisprudenza, Fernando Masone entrò nei ruoli della Polizia nel 1963[1]. Dal 1973 al 1979 diresse la Squadra mobile di Roma[1], in anni di eclatanti episodi di cronaca nera: l'omicidio di Pasolini, il sequestro di Paul Getty junior, la strage di via Fani con il rapimento di Moro. Nel 1988, dopo la promozione a questore, diresse gli uffici di Caserta, Palermo e, dal 1991, della capitale[1].

Il 27 agosto 1994 fu nominato capo della Polizia[1], dal primo governo Berlusconi, ministro dell'Interno Roberto Maroni, succedendo a Vincenzo Parisi. Nel periodo della sua direzione si registrarono gli arresti di Felice Maniero, capo della cosiddetta mala del Brenta e dei mafiosi Giovanni Brusca e Michelangelo La Barbera. Furono eseguiti, inoltre, gli arresti dei componenti della banda della Uno bianca: un'associazione criminale, operante dal 1987 al 1994 nel territorio dell'Emilia-Romagna, composta in gran parte da poliziotti, e responsabile di un elevato numero di rapine ed altri gravi reati che provocarono complessivamente ventiquattro morti e oltre cento feriti.[2] La presenza di agenti di polizia in una banda responsabile di gravi delitti, attiva per molti anni, creò sconcerto nell'opinione pubblica e un serio imbarazzo nella Polizia italiana.[3]

Il 31 maggio 2000 cessò il suo incarico al vertice della Polizia e fu sostituito da Gianni De Gennaro.[1] Successivamente, nel 2001, venne nominato segretario generale del CESIS, Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza, che all'epoca esercitava funzioni di coordinamento tra SISDE e SISMI, gli altri due organi dei servizi segreti italiani. Malato da tempo, mori a sessantasette anni, nell'estate del 2003 a Roma. I funerali si svolsero nella basilica di Santa Maria degli Angeli alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica Ciampi.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Scheda di Fernando Masone, dal sito della Polizia di Stato. Vedi Collegamenti esterni.
  2. ^ La Banda della «Uno bianca» implora il perdono articolo di Emiliano Farina, Il Giornale, 5 gennaio 2006
  3. ^ Vedi l'articolo di Virgilio Squillace, pubblicato dal Corriere della Sera, in Collegamenti esterni.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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