Fondazione Edmund Mach

scuola secondaria di secondo grado non statale di San Michele All'Adige in provincia di Trento (Italia)

Coordinate: 46°11′35.52″N 11°08′07.8″E / 46.1932°N 11.1355°E46.1932; 11.1355

La Fondazione Edmund Mach (Fondazione Mach o solo Fem)[1], sita in Trentino-Alto Adige, è un'organizzazione che persegue gli obiettivi d'istruzione e ricerca scientifica in campo agrario dell'Istituto agrario di San Michele all'Adige, fondato dalla dieta della regione austro-ungarica del Tirolo, il 12 gennaio 1874.[2] L'istituto aveva lo scopo di promuovere una rinascita dell'agricoltura tirolese ed ebbe come primo direttore Edmund Mach.

Panoramica complesso scolastico dell'Istituto Agrario di S.Michele all'Adige, oggi Fondazione Edmund Mach (FEM)

Nel 1990[3] è stato costituito come ente provinciale e, a partire dal 2002, si è articolato in un centro scolastico (dalle superiori all'università[4]), in un centro sperimentale (con obiettivi come il miglioramento genetico del melo o della vite[5]) e in un centro per l'assistenza tecnica. Dal 2008, assieme al Centro di Ecologia Alpina (CEA), è diventato una fondazione privata con capitale pubblico[6], la "Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all'Adige".

Nell'istituto sono vinificate le uve provenienti dai 50 ettari di terreno di proprietà e il prodotto è conservato nella cantina realizzata nell'ex convento agostiniano, risalente al XII secolo.

La produzione è stimata in circa 250.000 bottiglie di vino, 15.000 di grappa e 10.000 di spumante[7].

Attuale presidente è Mirco Maria Franco Cattani.

StrutturaModifica

 
Centro ecologia alpina presso le Viote del Monte Bondone

La fondazione è suddivisa in tre centri, supportati da un servizio amministrativo centralizzato:

  1. Il centro "formazione e istruzione nel settore agricolo, forestale e ambientale", a diversi livelli. Era articolato in due rami: l'Istituto Tecnico Agrario (ITA), con i corsi di "perito tecnico agrario ordinario" e di "perito enotecnico", e l'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente (IPAA). Il corso IPAA è stato chiuso con la riforma della scuola, quindi, attualmente, la formazione non è più suddivisa in IPAA e ITA; comunque, oltre alla formazione professionale (FP), la scuola offre dei percorsi di specializzazione del corso ITA.
  2. Il centro "ricerca e innovazione"[8], che svolge attività di ricerca nell'ambito del miglioramento dei prodotti agricoli e forestali e della qualità e del valore nutritivo degli alimenti. La ricerca si occupa inoltre del sostegno delle risorse ambientali, con lo sviluppo di pratiche agricole a basso impatto ambientale, della conservazione della biodiversità e della caratterizzazione degli ecosistemi alpini e subalpini. Il centro offre anche borse di studio per progetti e corsi di dottorato nei settori dell'agricoltura, dell'alimentazione e dell'ambiente, in collaborazione con altri istituti ed enti di ricerca sia italiani che internazionali.
  3. Il centro trasferimento tecnologico[9], che si occupa di fornire consulenza tecnica ed economica alle aziende agricole e alle imprese cooperative nell'ambito dell'agricoltura trentina, in particolare per i settori frutticolo, viticolo ed enologico, della coltivazione della fragola e dei frutti di bosco, orticolo, floricolo, zootecnico e ittico.

Ricerca e innovazioneModifica

Miglioramento genetico delle RosaceaeModifica

 
Miglioramento feno-genetico della mela

Una delle maggiori aree di ricerca della Fondazione è il miglioramento feno-genetico della mela[10] (ossia delle sue qualità organolettiche: sapore, colore, forma, croccantezza, conservabilità etc.) e della struttura del melo (produzione, colonnarietà, auto-dirado, resistenza ai parassiti e alle malattie per ridurre le operazioni sul campo nonché le irrorazioni di pesticidi). Tutto questo è ottenuto con sistemi d'incrocio classici (impollinazioni), supportati da quelli molecolari[11]: sequenziamento e analisi del DNA.

A tal fine, nel corso del 2007/2008, si è ottenuta la sequenza del DNA del melo (circa 13 miliardi di nucleotidi sequenziati) e nel 2009 i ricercatori hanno effettuato l'assemblaggio e la ricostruzione del contenuto ordinato dei geni dei suoi 17 cromosomi. Il sequenziamento, coordinato dalla Fondazione E. Mach – Ist. Agrario San Michele all'Adige, ha prodotto una pubblicazione uscita nell'agosto 2010 sul sito on line della rivista scientifica “Nature Genetics”[12].


NoteModifica

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