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Force Aérienne de Guinée
Aeronautica militare della Guinea
Guinea Air Force
Descrizione generale
Attiva1958 – oggi
NazioneGuinea Guinea
Servizioaeronautica militare
Simboli
CoccardaRoundel of Guinea.svg
Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

La Force Aérienne de Guinée, è l'attuale aeronautica militare della Guinea e parte integrante delle Forze armate della Repubblica di Guinea.

StoriaModifica

Dopo aver ottenuto l'indipendenza dalla Francia nel 1958, la Force Aérienne de Guinée fu formata con l'assistenza sovietica con la consegna di 10 caccia Mikoyan-Gurevich MiG-17F e di due Mikoyan-Gurevich MiG-15UTI. Nello stesso periodo furono consegnati aerei da trasporto An-2, An-12, An-14, Il-14 e Il-18V, ed entrarono in servizio anche gli elicotteri Mil Mi-4. Altre forniture dal blocco orientale comprendevano tre aerei da addestramento Aero L-29, sei Yak-11, mentre la Romania forni versioni di elicotteri costruiti su licenza come gli IAR-316 (versione dell'Alouette III) e due elicotteri da trasporto IAR-330L (versione del Puma). Ulteriori fornuture sovietiche furono concesse, quando fu concesso l'uso dell'aeroporto di Conakry agli aerei da pattugliamento marittimo dell'aviazione navale sovietica.[1] Questo accordo portò alla consegna, nel 1986, di otto tra Mikoyan-Gurevich MiG-21PFM e Mikoyan-Gurevich MiG-21U per sostituire i rimanenti MiG-17.

Aeromobili in usoModifica

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio
(2018)[2]
Note Immagine
Aerei da combattimento
Mikoyan-Gurevich MiG-21 Fishbed   Russia Aereo da attacco al suolo
conversione operativa
MiG-21PFM
MiG-21U
3[2]
Elicotteri
Aérospatiale AS 350 Écureuil   Francia elicottero utility AS 350 1[2]
Mil Mi-17 Hip   Russia elicottero utility Mi-17 2[2]
Mil Mi-24 Hind   Russia elicottero d'attacco Mi-24 3[2]
IAR IAR 330   Romania elicottero da trasporto medio IAR 330 2[2]

Aeromobili ritiratiModifica

NoteModifica

  1. ^ World Aircraft Information Files, Brightstar publishing London, File 338 sheet 4
  2. ^ a b c d e f (EN) World Air Force 2019 (PDF), su Flightglobal.com, p. 17. URL consultato il 4 gennaio 2019.

Voci correlateModifica

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