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Santuario Madonna di Lourdes
Santuario Madonna di Lourdes ex forte San Leonardo (Verona).jpg
Santuario Madonna di Lourdes
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVerona
Religionecristiana cattolica di rito romano
TitolareMadonna di Lourdes
Ordinestimmatini
Diocesi Verona
Consacrazione1958

Coordinate: 45°27′16.42″N 10°59′40.88″E / 45.454561°N 10.994688°E45.454561; 10.994688

L'ex forte San Leonardo

Forte San Leonardo, in tedesco Werk San Leonardo, è un forte di Verona, realizzato nel 1838 per volere del feldmaresciallo Radetzky e progettato da Franz von Scholl.

DescrizioneModifica

 
Particolare del santuario della Madonna di Lourdes, che ha sostituito il forte

Collocato sull'altura più elevata, in prossimità della chiesetta romanica di San Leonardo, l'omonimo forte dominava l'imbocco della valle di Avesa e la Campagnola, copriva il fronte di gola del sovrastante forte San Mattia e proteggeva il settore orientale della cinta magistrale di sinistra d'Adige; principalmente, come gli altri Forti del sistema collinare, concorreva a interdire l'aggiramento della piazzaforte a settentrione; nello stesso tempo sottraeva al nemico posizioni dominanti, svantaggiose per la difesa della città.

La pianta simmetrica, condotta su eleganti tracciati ad arco, è insolita e particolarmente interessante in un forte di sito collinare. Si distingue il ridotto casamattato, su due piani, a corpo lineare angolato, protetto nel fronte di gola dal recinto difensivo arcuato, a feritoie. Il fronte principale, a saliente arrotondato, con muro di rivestimento aderente, era ordinato su due ordini di fuoco, parte in casamatta, parte a cielo aperto: quest'ultimo era protetto da merloni di muratura. Il fossato asciutto, originariamente difeso da una caponiera centrale, separa il forte dalla collina antistante, rivestita dal muro di controscarpa, e modellata alla sommità nella forma geometrica dello spalto, per il tiro radente delle artiglierie. Al forte si accedeva dal portale posto nel mezzo del fronte di gola; si risaliva poi la poterna fino al livello del piazzale interno.

I paramenti murari delle opere esterne - muri di scarpa e di controscarpa - sono a conci di tufo con apparecchio a opus poligonale. Il ridotto era rivestito con paramento di tufo a conci squadrati, su corsi regolari.

ArmamentoModifica

Riserve di munizioni: 1 polveriera per 15.300 kg

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 280 uomini

Stato di conservazioneModifica

Nel 1952, il Forte fu concesso dal Demanio Militare alla congregazione degli Stimmatini, in permuta di nuove costruzioni abitative. La trasformazione in santuario, cominciata negli anni cinquanta del XX sec., salvò il forte dal quasi sicuro abbandono e degrado, però ha quasi del tutto cancellato le strutture interne del ridotto, conservando solo parte dei muri perimetrali. Del forte rimane l'impianto generale con l'alto basamento murario tondeggiante. Si conserva l'imponente fronte principale, ma modificato e con costruzioni incongrue. La caponiera centrale è stata demolita, mentre rimane la controscarpa. Le casematte del fronte principale sono state demolite o trasformate. Il ridotto è stato sopraelevato, ed è stata aggiunta una cupola tronco-conica sostenuta da un alto tamburo. Il grande spalto esterno è stato livellato e trasformato in parcheggio. Dall'interno della chiesa, un'ampia vetrata absidale rende visibile la statua dell'Immacolata, opera dello scultore Ugo Zannoni, salvatasi dalla distruzione bellica del santuario originariamente sito in piazza Cittadella a Verona. Lungo la strada d'accesso al santuario, si succedono venti edicole dedicate ai misteri del rosario.

OsservazioniModifica

 
Vista di Verona dal forte

Per la sua posizione dominante, il forte, trasformato in santuario e sormontato dalla cupola, si impone nelle vedute dalla città alla collina. I progettisti absburgici, consapevoli che le fortificazioni collinari occupavano posizioni panoramiche, avevano particolare riguardo all'inserimento nel paesaggio. Conferivano ai fronti di gola, rivolti verso la città, il carattere di punti di riferimento prospettici della piazzaforte, adattandoli ai profili naturali dei rilievi. Il danno più rilevante della trasformazione subita dal forte San Leonardo, oltre alla parziale demolizione della struttura architettonica, consiste nella perdita della forma originaria, sostituita da un'architettura estranea al quadro paesaggistico collinare. Lo stile moderno, eclettico, non particolarmente caratterizzato, conferito al tempio inaugurato nel 1967, ha completamente alterato la connotazione figurativa dell'opera, nel suo rapporto visivo con il paesaggio circostante e la città.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

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