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François de Bassompierre

militare e diplomatico francese
François de Bassompierre
Alaux - François de Bassompierre (1579-1646) - MV 988.jpg
NascitaHaroué, 12 aprile 1579
MorteProvins, 12 ottobre 1646
Cause della mortenaturali
Religionecattolica
Dati militari
Paese servitoRoyal Standard of the King of France.svg Regno di Francia
Forza armataEsercito
GradoMaresciallo di Francia
Guerre
Battaglie
  • Battaglia del Ponts-de-Cé del 1620
  • Battaglia di Riez
  • Assedio di Montpellier
  • Assedio di Saint-Jean-d'Angély
  • Assedio di Royan del 1622
  • Assedio di Saint-Antonin
  • Altre cariche
    Ambasciatore di Francia in Spagna
    Ambasciatore di Francia in Svizzera
    Ambasciatore di Francia in Inghilterra
    voci di militari presenti su Wikipedia

    Il marchese François de Bassompierre (Haroué, 12 aprile 1579Provins, 12 ottobre 1646) è stato un militare, diplomatico e cortigiano francese, maresciallo di Francia dal 1622.

    BiografiaModifica

    Figlio di Cristoforo di Bassompierre (1547-1596), Francesco proveniva da un'antica famiglia nobile della Lorena, i Ravenstein, che aveva servito per generazioni i duchi di Borgogna e Lorena. Dopo essere stato educato con il fratello in Baviera e in Italia, fu introdotto alla corte di Enrico IV in Francia nel 1598. Quest'ultimo, grazie all'affabile comportamento, al fine spirito e alla propensione alla galanteria di Bassompierre, gli si affezionò.

    Nel 1600 prese parte ad una breve campagna in Savoia, agli ordini del Lesdiguières, contro il duca Carlo Emanuele I e nel 1603 combatté in Ungheria contro i turchi nell'esercito dell'imperatore. Nel 1610 Enrico IV lo nominò membro del Consiglio di stato e lo mise a capo di un reggimento.

    Dopo la morte del re, Bassompierre si guadagnò i favori della regina Maria de' Medici, che nel 1614 lo nominò colonnello generale delle truppe svizzere.[1] L'anno successivo sostenne la regina madre nella sua lotta contro la nobiltà francese, ma quando lei entrò in conflitto con il figlio Luigi XIII, Bassompierre si schierò dalla parte di quest'ultimo. Nel 1617, ricevette il ruolo di governatore della Bastiglia di Luigi XIII. Aveva sotto il suo comando sessanta guardie svizzere e rimase solo da otto a dieci giorni prima di dare il posto al conestabile di Luynes. Contribuì all'allontanamento dei sostenitori di Maria de' Medici a Les Ponts-de-Cé nel 1620.

    Tutto questo e il servizio svolto durante la nuova ascesa degli ugonotti nel 1621-1622 gli valsero la nomina nel 1622 a Maresciallo di Francia. Nel 1621 era stato anche inviato in Spagna come ministro plenipotenziario, nel 1625 ebbe lo stesso incarico in Svizzera e l'anno successivo in Inghilterra: in tutte queste missioni si affermò come eccellente diplomatico.[2] Dopo queste missioni diplomatiche tornò all'attività militare partecipando all'assedio di La Rochelle nel 1628. Si distinse poi in una campagna contro i ribelli della Linguadoca. Fu successivamente incaricato di raccogliere truppe in Svizzera. All'inizio del 1629 ebbe il comando dell'esercito francese che, presenti sia il re Luigi XIII che il cardinale Richelieu, condusse il 6 marzo alla vittoria sulle truppe di Carlo Emanuele I, duca di Savoia al Passo di Susa, vittoria che aprì all'esercito francese la città di Susa e l'intera valle verso la pianura padana. L'azione costrinse il duca di Savoia a rompere l'alleanza con la Spagna e a siglare cinque giorni dopo la pace di Susa.[3]

    In data non nota, fra il 1614 e il 1630, egli aveva sposato segretamente Luisa Margherita di Guisa, contessa di Eu, principessa di Chateau-Regnault, figlia del defunto Enrico, duca di Guisa e vedova di Francesco di Borbone-Conti. Luisa Margherita si era legata a Maria de' Medici, dalla quale aveva ricevuto molti favori, e partecipò nel 1630 ad un complotto ordito dalla regina madre stessa insieme al fratello del re Gastone d'Orléans e ad altri membri della nobiltà (il cosiddetto Parti dévot, cioè Partito devoto)[4] Sventato il complotto, Richelieu ne punì i partecipanti: Luisa Margherita fu confinata nelle sue proprietà di Eu e Bassompierre, nonostante il suo brillante stato di servizio e il suo scarso contributo al complotto, fu fatto incarcerare il 23 febbraio 1631 alla Bastiglia, da dove uscì solo nel 1643, dopo la morte del cardinale.

    Ritiratosi poi presso il castello di Tillières in Normandia, morì a causa di un colpo apoplettico mentre si trovava ospite del duca di Vitry.

    Condottiero e cortigianoModifica

    François de Bassompierre fu il perfetto modello di uomo di corte francese del suo tempo.

    Fisicamente molto attraente, pronto e disinvolto di spirito, dedito al lusso, al gioco e all'amore, visse per il gusto e il piacere. Tuttavia, il rapporto con la principessa Margherita di Lorena fu un amore vero e ricambiato, e l'imprigionamento del marchese fu un colpo grave per entrambe. La coppia ebbe un solo figlio, Francesco de La Tour, che morì subito dopo il padre. Bassompierre, prima del matrimonio segreto con Margherita, aveva avuto da Maria di Balsac un figlio illegittimo, Luigi (nato nel 1610), che divenne vescovo di Saintes.

    NoteModifica

    1. ^ La carica era tuttavia stata acquistata dal duca Enrico di Rohan.
    2. ^ Tuttavia, la missione in Spagna non diede grandi risultati: il Trattato di Madrid da lui concluso, che avrebbe dovuto porre fine ad un'annosa disputa sull'occupazione dei forti della Valtellina da parte degli spagnoli, non ebbe poi mai pratica applicazione.
    3. ^ In quell'occasione Bassompierre, schierato l'esercito al passo, vicino alla città di Susa e di fronte alla schieramento sabaudo, dimostrò il suo spirito rivolgendosi al re prima dell'attacco con queste parole:

      «Signore, gli invitati sono giunti, tutti i violini sono al loro posto, le maschere stanno davanti alla porta, ove piaccia a Vostra Maestà, potremo dare inizio al balletto»

      (Francesco di Bassompierre)

      (vedi: Michele Ruggiero, Storia della Valle di Susa, Alzani Editore, 1996, Pinerolo (TO) ISBN 88-8170-032-8)

    4. ^ Il complotto consistette nel far disapprovare al re il piano di alleanze con i paesi protestanti contro gli Asburgo, progettato da Richelieu, per far cadere quest'ultimo in disgrazia di fronte al re stesso. La congiura riuscì a metà, poiché, venutone a conoscenza, Richelieu riuscì, in un colloquio con Luigi XIII, a convincere il re a ritornare sulle sue decisioni e a punire i congiurati. L'epilogo si ebbe l'11 novembre 1630, quando la posizione dei nemici del cardinale fu rovesciata, Richelieu fu confermato nella sua carica di primo ministro e la regina madre mandata in esilio. Quel giorno passò alla storia con il nome di Journée des Dupes (Il giorno degli ingannati).

    BibliografiaModifica

    Documentaristica

    Altri progettiModifica

    Collegamenti esterniModifica

    Controllo di autoritàVIAF (EN72185013 · ISNI (EN0000 0001 1877 7940 · LCCN (ENn91054451 · GND (DE118507079 · NLA (EN35648243 · BAV ADV10130386 · CERL cnp01255897 · WorldCat Identities (ENn91-054451
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