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Francesco Paolo Glorioso

giornalista italiano

Francesco Paolo Glorioso (Roma, 3 dicembre 1923) è un giornalista italiano.

BiografiaModifica

Dopo aver partecipato alla Resistenza a Roma con il gruppo Montezemolo, si è arruolato nel IX Reparto d'assalto (gli arditi di Boschetti) che operava nel 68º Reggimento fanteria "Legnano" del Corpo italiano di liberazione.

Tornato a Roma dopo due anni di fronte ha cominciato la professione di giornalista politico. Ha lavorato al Giornale d'Italia di Santi Savarino[1]. Al "Mondo" di Mario Pannunzio, con servizi giudicati di notevole rilievo "tanto a livello di inchiesta giornalistica che di analisi sociologico-elettorale"[2]. All'"Espresso" di Arrigo Benedetti, con inchieste tra cui L'Africa in casa (insieme con Eugenio Scalfari, Livio Zanetti e altri)[3] e I padroni dell'università[4]. Al "Messaggero", dove pubblicò tra l'altro un articolo sui coloranti nell'industria alimentare che provocò nel 1962 un'interrogazione parlamentare di Agostino Pavan[5]. Al "Caffè" di Giambattista Vicari[6], per "Il Secolo XIX" [7] e per "Sapere" [8]. È stato capo della redazione politica romana del "Giorno" di Gaetano Baldacci[9]. Autore per la Rai di programmi tra cui Uomini e scienze (per la regia di Andrea Camilleri)[10], inchieste tra cui I diritti della difesa del 1966[11] e Viaggio in estremo oriente del 1972[12], documentari come La donna nella Resistenza del 1965 per la regia di Liliana Cavani[13].

Nella veste di inviato ha viaggiato nei cinque continenti (Pacifico incluso). Con interviste a intellettuali come Toynbee, Adorno, Samuelson, Schlesinger, Pauling, Morin, Jacob, Dos Santos, Monod, Fornari, Mazzarino, e molti altri. Alcuni dei quali come Marcuse e Bukowski all'epoca pressoché sconosciuti in Italia.

Dagli anni 2000 è l'editore del sito materialismo&dialettica.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica