Rai

azienda radiotelevisiva, di comunicazione e di editoria italiana
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Rai – Radiotelevisione Italiana
Logo
Rai Roma viale mazzini.JPG
Sede della presidenza e direzione generale della Rai a Roma; viale Giuseppe Mazzini, 14
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione3 gennaio 1954 a Roma
Fondata daGoverno italiano
Sede principaleRoma, viale Giuseppe Mazzini, 14
FilialiRai Pubblicità, Rai Cinema, Rai Way, Rai Com
Persone chiave
SettoreMedia
Prodotticanali radio, canali televisivi, editoria
Fatturato2,78 miliardi di [1] (2016)
Utile netto14,3 milioni di [2] (2017)
Dipendenti11 635 (2014)
Slogan«Per te. Per tutti.»
Sito web

La Rai − Radiotelevisione Italiana S.p.A., denominazione spesso abbreviata in italiano in Rai o RAI[3], è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. È una delle più grandi aziende di comunicazione d'Europa, il quinto gruppo televisivo del continente[4].

Indice

StoriaModifica

1924-1927: Unione Radiofonica Italiana[5]Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Unione Radiofonica Italiana.

L'8 febbraio 1923 venne pubblicato il regio decreto n. 1067, che affidava allo Stato l'esclusiva sulle radioaudizioni circolari da esercitare tramite società concessionaria. Sorsero varie società con l'obiettivo di ottenere tale concessione; tra queste vi era la Società Italiana Radio Audizioni Aircolari (SIRAC) e la Società anonima radiofono - Società italiana per le radiocomunicazioni circolari (Radiofono), fondata nel settembre 1923 dalla Marconi Company. Proprio la Radiofono, il 20 marzo 1924, installò a Centocelle una stazione di prova, ma il 25 marzo non riuscì a trasmettere un discorso pronunciato da Benito Mussolini al teatro Costanzi di Roma, forse a causa di interferenze elettriche.[6]

Il 3 giugno 1924 il Ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano indirizzò una lettera alle società che avevano fatto richiesta per la concessione invitandole a trovare un accordo. Il compromesso raggiunto portò alla nascita dell'URI, Unione Radiofonica Italiana, costituita dalla fusione della Radiofono con la SIRAC, con capitale sociale di 1.400.000 lire (85% della Radiofono e 15% della SIRAC). Presidente della società venne nominato Enrico Marchesi, proveniente dalla FIAT, dove aveva ricoperto per parecchi anni l'incarico di direttore amministrativo. Il Vice presidente era Luigi Solari, persona molto vicina agli interessi di Guglielmo Marconi che, forte dell'invenzione della radio, stava cercando di creare un modello che ricalcasse quello adottato in altri Paesi.

Dalla sua prima stazione trasmittente di San Filippo in Roma, prodotta dalla Marconi, il 6 ottobre, alle ore 21:00, Ines Viviani Donarelli, dallo studio romano di palazzo Corrodi, lesse il primo regolare annuncio della neonata radio:

« URI (Unione Radiofonica Italiana). 1-RO: stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana, per il servizio delle radio audizioni circolari, il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto "Opera 7", I e II tempo.[7] »

Il programma, della durata di un'ora e mezza, previde la trasmissione di musica operistica, da camera e da concerto, con un bollettino meteorologico e notizie di borsa.

Il 27 novembre 1924 il governo assegnò alla società privata URI la concessione, in esclusiva, del servizio delle radioauzioni circolari per la durata di sei anni (prorogabili per altri quattro), assegnazione sancita dal R.D. 14 ottobre 1924 n. 2191 Concessione dei servizi radioauditivi circolari alla Società Anonima Unione Radiofonica Italiana (U.R.I.) pubblicato in G.U. n. 11 del 15 gennaio 1925 pp. 164–167. In particolare si sancì che l'URI era l'unica emittente radiofonica italiana autorizzata a diffondere notizie di interesse pubblico e cheil Governo era il solo a concedere il placet per la trasmissione di notizie di agenzie di stampa diverse dall'Agenzia Stefani.

Nel gennaio 1925 nacque Radiorario, rivista settimanale dell'URI che promuoveva il nuovo mezzo. Vennero aperte altre due stazioni radiofoniche, prima a Milano e poi a Napoli. Nel 1926 La SIRAC e la URI fondarono la Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima (SIPRA), per gestire la pubblicità radiofonica.

1927-1944: Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche[5]Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche.

Il 17 novembre 1927 con R.D. n. 2207 si stabilì la trasformazione dell'URI nell'Ente italiano per le audizioni radiofoniche, conosciuto come EIAR, sotto forma di società anonima (società per azioni dal 1942)[8], la creazione di un comitato di vigilanza sulle radiodiffusioni e una nuova concessione. Sebbene l'azienda fosse privata (tra i soci vi erano la General Electric, la SIP - Società idroelettrica piemontese e la Fiat), il decreto imponeva che, insieme alla concessione esclusiva di 25 anni, quattro membri del consiglio di amministrazione dovevano essere rappresentanti del governo e che lo statuto e le sue modifiche dovevano esere approvate dal ministro delle Poste e Telecomunicazioni.

Il fenomeno delle radioaudizioni prese il via a partire dagli anni trenta, agevolato dalle iniziative del regime che dotò ogni casa del Fascio di un apparato ricevente denominato radio popolare e assunse in seguito il motto "Ogni paese deve avere la sua radio", sostenendo la diffusione di apparecchi economici come la radio Rurale e la radio Balilla. Lungo tutta la penisola vennero aperte stazioni radio sia in onde medie, ad esempio a Trieste[9], Bari[10], Palermo[11], sia in onde corte, utilizzate per le trasmissioni verso i paesi del Mediterraneo, dell'America del Sud e dell'Asia. Iniziarono inoltre le sperimentazioni sulla radiovisione.

L'EIAR nel 1931 acquistò il Teatro di Torino di Via Verdi e lo adibì ad Auditorium per ospitare la sede della propria Orchestra Sinfonica Nazionale.[12] Il 23 marzo 1933 la SIP divennne azionista di maggioranza della società. Il 26 settembre 1935 le trasmissioni passarono sotto il controllo del Ministero per la stampa e la propaganda, mentre l'aspetto tecnico rimase controllato dal Ministero delle Comunicazioni.

Nel 1939 iniziò la sperimentazione delle trasmissioni televisive nelle sedi di Milano, Torino e Roma, effettuate durante la XI Mostra della Radio e la XXI Fiera di Milano e terminate l'anno successivo a causa dell'entrata in guerra dell'Italia e al fatto che queste trasmissioni interferivano con le manovre di atterraggio teleguidato negli aeroporti di Ciampino e di Linate.

Dopo l'otto settembre le sedi locali dell'EIAR continuarono a operare autonomamente: le stazioni radio di Palermo, Napoli e Bari, una volta occupate dagli Alleati, furono gestite dal Psychological Warfare Branch; nella Repubblica Sociale Italiana l'EIAR rimase l'organo del regime.

1944-1953: Radio Audizioni Italiane[5]Modifica

Il 26 ottobre 1944, tramite decreto legislativo luogotenenziale, l'EIAR fu riaperta nell'Italia liberata con la nuova ragione sociale Radio Audizioni Italiane, che aveva come socio di maggioranza la SIP.[13] Il primo direttore della società fu Arturo Carlo Jemolo, il quale rimase in carica solo un anno, dal 1945 al 1946, quando divenne direttore Giuseppe Spataro.[13] Il 25 aprile 1945 la sede bustocca dell'EIAR assunse la denominazione di Radio Busto Libera e per prima annunciò la caduta del Fascismo e l'insurrezione generale.

Alla fine della seconda guerra mondiale erano rimaste solo 12 stazioni a onde medie e due a onde corte. Le stazioni dell'Italia settentrionale furono poste sotto il controllo del Comitato di Liberazione Nazionale[14].

Nel dicembre 1945 il sistema radiofonico italiano fu riunificato sotto la RAI e nel 1946 i trasmettitori superstiti furono organizzati in due reti[14]: le stazioni dell'Italia centromeridionale, già gestite dal PWB e dal governo, vennero costituite nella "rete rossa"; mentre le stazioni dell'Italia settentrionale, prima gestite dal CLN, diventarono la "rete azzurra". La rete azzurra aveva sede a Torino con uffici decentrati a Milano[15] e comprendeva le stazioni di Torino I, Milano I, Genova I, Bologna, Venezia, Verona, Padova, Bolzano, nonché quelle di Roma II, Napoli II e Bari II[16]; mentre la rete rossa aveva sede a Roma con uffici a Firenze[15] e comprendeva le stazioni di Roma I, Napoli I, Bari I, Firenze, Palermo, Catania, San Remo, nonché Torino II, Milano II e Genova II[16].

Il 25 giugno 1946, giorno dell'insediamento dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, iniziarono le trasmissioni di Oggi al Parlamento[14].

Nel 1948 terminò la ricostruzione dell'infrastruttura radiofonica, danneggiata durante la guerra, con il completamento della nuova rete nazionale di 28 trasmettitori. Le due reti si espansero fino a coprire tutto il territorio nazionale[14].

Inoltre, nel settembre di quell'anno, si tenne la prima edizione del Premio Italia[14], dedicato alle opere radiofoniche, istituito grazie anche al direttore generale Salvino Sernesi.

Nel 1949 entrò in funzione il nuovo impianto di Prato Smeraldo[14] per le trasmissioni all'estero in italiano (distinte per l'Europa, per le Americhe, per l'Australia e Nuova Zelanda, per l'Africa Orientale e il Vicino Oriente), in inglese (per l'Europa, per l'Australia e Nuova Zelanda, per il Medio-Estremo Oriente, per il Sudafrica, per il Nordamerica), in francese (per l'Europa, per il Nordafrica e Vicino Oriente, per il Medio-Estremo Oriente, per il Canada), in spagnolo (per l'Europa e per l'America Latina), in portoghese (per l'Europa e per il Brasile), in arabo, persiano, turco, cinese, giapponese, indonesiano, hindi, urdu, bengali, esperanto, tedesco, danese, svedese, fiammingo, polacco, ceco, slovacco, ungherese, romeno, bulgaro, serbo, albanese, ucraino, lituano, russo e greco[17].

Nell'immediato dopoguerra furono inaugurati anche i programmi in tedesco e ladino di Sender Bozen e quelli in sloveno di Radio Trieste.

La RAI riprese nel 1949, dopo dieci anni, la sperimentazione delle trasmissioni televisive: dapprima a Roma, successivamente a Torino, dove fu costruito anche uno studio di registrazione[14].

Il 15 settembre venne fondata la ERI - Edizioni Radio Italiana, controllata interamente dalla RAI[14] che si aggiungeva alle consociate storiche Sipra e Fonit-Cetra.

Nel febbraio 1950 fu creata l'Unione europea di radiodiffusione (UER), nella quale la Rai ottenne un posto permanente nel consiglio di amministrazione, per sostituire l'OIRT, dalla quale i paesi occidentali si erano staccati a causa della Guerra Fredda.[18]

Nello stesso anno viene creato il Terzo Programma radiofonico, il primo tra quelli attivi ad essere trasmesso in modulazione di frequenza. Alla fine del 1951 il palinsesto radiofonico fu ristrutturato intorno a tre programmi nazionali: il Programma Nazionale generalista, il Secondo Programma di intrattenimento leggero e il neonato Terzo Programma culturale[19][20]. Grosso modo, il Programma Nazionale proseguiva la rete rossa, mentre il Secondo Programma era la continuazione della rete azzurra[21][22].

In questo periodo la Rai aveva vari complessi artistici stabili. Per la musica classica le tre orchestre e cori delle sedi regionali di Torino, Milano e Roma (cui nel 1957 si aggiungerà l' Orchestra da Camera "Alessandro Scarlatti" di Napoli). Per il teatro le compagnie di prosa di Firenze e Torino, nonché la "Compagnia del Teatro Comico Musicale di Roma" e la "Compagnia di rivista di Milano"[17].

Il 26 gennaio 1952 il Governo firmò una convenzione con cui venne concessa alla RAI l'esclusiva delle radioaudizioni circolari, della televisione e della filodiffusione fino al 15 dicembre 1972. Contestualmente, tutte le azioni della società passarono all'IRI, ponendo la RAI sotto il controllo indiretto del governo italiano.[23] L'anno successivo, le azioni della SIPRA furono spartite tra IRI e RAI. Il 19 novembre si decise l'istituzione del canone televisivo introdotto l'anno successivo.

1954-1960: La RAI diventa Radiotelevisione Italiana[5]Modifica

Il 3 gennaio 1954 l'annunciatrice televisiva Fulvia Colombo diede avvio alle trasmissioni televisive regolari del Programma nazionale (l'attuale Rai 1).[24] Di conseguenza, il 10 aprile, la Radio Audizioni Italiane S.p.A. cambiò la denominazione sociale in RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A..I principali trasmettitori erano a Roma, Milano, Napoli, Torino e Monte Peglia (TR) e coprivano poco più di un terzo della popolazione. Alla sera prese il via La Domenica Sportiva, il programma più longevo della televisione italiana ancora oggi in onda.

Nel 1955, in occasione delle elezioni del Presidente della Repubblica, si tenne la prima telecronaca della seduta parlamentare. L'anno successivo i VII Giochi olimpici invernali, disputatisi a Cortina d'Ampezzo, furono i primi ad essere trasmessi ad un'audience internazionale in Eurovisione. I diritti di trasmissione furono ceduti gratuitamente alla RAI, alla quale fu riconosciuto anche un rimborso spese di 10 milioni di lire per coprire i costi per portare le apparecchiature fino a Cortina.[25]

Nel 1957, con un decennio di anticipo rispetto alla tempistica inizialmente prevista, tutto il territorio italiano fu coperto dal segnale televisivo[24]. Il 3 febbraio la RAI iniziò a trasmettere messaggi pubblicitari in TV con Carosello e a Roma inaugurò lo storico centro televisivo di Via Teulada 66. Il 25 novembre 1958 iniziarono i corsi di Telescuola, rivolti ai ragazzi impossibilitati a frequentare la scuola oblligatoria. A questo, nel 1960, si sarebbe affiancato Non è mai troppo tardi, programma rivolto agli adulti analfabeti. Nel dicembre 1958 prese il via anche il servizio di filodiffusione, in collaborazione con la SIP. Nel 1960 debuttò il programma radiofonico Tutto il calcio minuto per minuto, programma storico tuttora in onda su Rai Radio 1.

1961-1999: l'espansione della televisione e la riforma[5]Modifica

Il 4 novembre 1961 Rosanna Vaudetti inaugurò la seconda rete televisiva, denominata Secondo Programma. Il 21 aprile 1962 venne promulgata una legge che vietava la diffusione di film e di opere teatrali, attraverso radio e televisione, che non avessero ottenuto il permesso del Ministero del Turismo e dello Spettacolo.[26] Verso la fine del 1963 iniziarono a Roma le prove di trasmissione della TV a colori con i sistemi NTSC, SECAM e PAL. Dal gennaio del 1964 in tutta Italia vennero effettuate prove quotidiane per l'industria.

Nel 1965 si tenne per la prima volta in Italia l'Eurovision Song Contest (10º Gran Premio Eurovisione della Canzone), ospitato nell’Auditorium Rai di Napoli, l'azienda ne curò anche le trasmissioni. Il 3 maggio 1966, su invito della UER, la RAI organizzò delle dimostrazioni di TV a colori con diversi standard per i rappresentanti di UER e OIRT e delle industrie. Il 15 luglio 1967 la RAI partecipò al primo collegamento televisivo satellitare diretto con tutti i continenti. Nel 1968 andò in onda lo sceneggiato Odissea, prima produzione realizzata a colori.

Tra il 1969 e il 1970 la RAI instaurò vari collegamenti satellitari con diversi paesi nel mondo: Brasile, Messico, Argentina, Australia e Giappone. Nel maggio del 70 RAI, SIPRA e altri costituirono il Comitato Pubblicità Progresso, per campagne pubblicitarie di pubblico interesse. Il 5 maggio 1971 RAI e SIP si impegnarono a diffondere maggiormente la filodiffusione almeno in tutti i capoluoghi di provincia. Il 21 maggio il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI firmarono una convenzione per potenziare le trasmissioni radiotelevisive a carattere formativo, come Telescuola.

 
Rai CPTV di Roma, via Teulada 66

Nel 1972, i Giochi della XX Olimpiade, tenutisi a Monaco, furono trasmessi a colori, dopo parere affermativo del Consiglio Superiore Tecnico delle Telecomunicazioni, con sistemi PAL e SECAM. Il 15 dicembre terminò la concessione dei servizi radiotelevisivi, che venne prorogata di un anno fino all'approvazione della riforma del settore radiotelevisivo. Nella stessa sede si stabilì che il controllo della SIPRA fosse assunto interamnete dalla RAI.

Il 20 marzo 1973 ebbero inizio le trasmissioni sperimentali per le persone affette da sordità: queste non erano solo di puro intrattenimento, coprivano anche le informazioni e i problemi di inserimento nella società. Alla fine dell'anno, poiché non era stata ancora varata nessuna legge, venne fatta una proroga della concessione fino all'aprile dell'anno successivo. Arrivati alla scadenza della seconda proroga, tramite decreto legge ratificato successivamente, ne venne emessa un'altra che sarebbe durata fino all'approvazione della riforma del settore e, comunque, non oltre il 30 novembre.[27]

Il 14 aprile 1975 viene approvata la Legge n. 103 che portò ad una prima riforma della RAI: il controllo della società passava dal Governo al Parlamento, attraverso la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. per garantire il pluralismo della società. Venne decisa la realizzazione di una terza rete nazionale da affiancare alle prime due; queste ultime vennero ribattezzate Rete 1 (o TV1) e Rete 2 (o TV2).[28] Si sancì inoltre che la concessione dovesse essere data ad una società per azioni completamente pubblica, quindi le azioni vennero suddivse tra IRI, con il 99,55%, e la SIAE, con lo 0,45%. Infine si stabilì che il consiglio di amministrazione fosse composto da "16 membri, di cui: sei eletti dall'assemblea dei soci; dieci eletti dalla Commissione parlamentare con la maggioranza di tre quinti dei suoi componenti, dei quali 4 scelti sulla base delle designazioni effettuate dai consigli regionali".[29] L'11 agosto, con la nuova convenzione, il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni concesse alla RAI, per sei anni, in esclusiva il servizio radiotelevisivo, mentre il servizio di radiofotografia circolare non era in esclusiva.

Per ottemperare agli obblighi di legge, il 30 gennaio 1960 entrarono in funzione le nuove strutture generali. La produzione televisiva venne articolata intorno alle due reti, sulle quali le informazioni erano garantite da TG1 e TG2; i programmi radiofonici furono suddivisi in tre reti con altrettanti giornali radio. Questi erano affiancati dai dipartimenti: trasmissioni scolastiche ed educative per adulti; tribune e accesso; servizi giornalistici e programmi per l'estero.

Il 1º gennaio 1977 si concluse, dopo vent'anni, la rubrica pubblicitaria Carosello. Un mese più tardi iniziarono ufficialmente le trasmissioni televisive a colori. Il 15 dicembre 1979 Fabiana Udenio inaugurò Rete 3 o TV3, rete televisiva inizialmente progettata e realizzata per la diffusione di programmi su base regionale. Nello stesso periodo fu deliberato l'aumento del capitale sociale da 10 a 40 miliardi di lire. Nel 1983 vennero rinominati i canali televisivi: Rete 1, Rete 2 e Rete 3 diventarono RaiUno, RaiDue e RaiTre. Nello stesso periodo venne realizzato Arlecchino, il primo esperimento RAI di programma in HD. Il 6 dicembre 1984 con un decreto legge venne modificata la composizione del CdA: a Commissione avrebbe eletto tutti i 15 membri del consiglio di amministrazione; il presidente e il direttore generale sarebbero stati scelti dall'assemblea dei soci.[30] Si decise inoltre l'aumento di capitale, che triplicò.

Nel 1987 RaiTre venne equiparata alle altre due reti, iniziando a trasmettere a livello nazionale; si profilò così la lottizzazione dei tre canali televisivi pubblici, rimasta in vigore fino alla fine della Prima Repubblica: RaiUno alla DC, RaiDue al PSI e RaiTre al PCI. Al Festival del cinema di Venezia di quell'anno venne presentato, fuori concorso, il film Giulia e Giulia, il primo lungometraggio al mondo ad essere ripreso con telecamere ad alta definizione. A luglio l'azienda iniziò i test sul tratto autostradale tra Firenze e Bologna di un canale radiofonico ad isofrequenza, dedicato agli automobilisti. Alla fine del 1989, finiti i test, partì il canale ufficiale, 24 ore su 24, centrato a 103,3 MHz, con notiziari, musica e messaggi sul traffico curati dalla Società Autostrade.

Nel 1990 partirono le sperimentazioni delle trasmissioni satellitari, tramite RaiSat, riguardanti la radio ad alta definizione e i programmi televisivi in alta definizione e multilingua. Dal centro tecnico di produzione radiotelevisivo di Saxa Rubra vennero diretti i lavori per la trasmissione dei Mondiali di calcio Italia'90, che rappresentarono la prima comunicazione punto-multipunto di programmi ad alta definizione. Il 6 agosto venne promulgata la Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato, con la quale veniva riorganizzato anche il consiglio di amministrazione RAI, che sarebbe stato rinnovato ad ogni inizio di legislatura da parte della Commissione di vigilanza.[31]

Nel 1991 la Rai organizzò l'Eurovision Song Contest 1991, tenutosi nel Teatro 15 di Cinecittà a Roma. Venne inoltre costituita la RTVRSM - Radiotelevisione della Repubblica di San Marino, della quale la RAI possedeva il 50%. Nel 1995 vennero avviati in Val d'Aosta i test del DAB-T, la radio digitale. Con il referendum popolare venne abrogata la legge che riservava esclusivamente alla mano pubblica il possesso delle azioni Rai, tuttavia non si procedette mai alla privatizzazione.[32] Nel 1996 l'azienda inaugurò la trasmissione dei programmi televisivi, in tecnica digitale, via satellite Eutelsat Hotbird 13°est. Nel 1997 nacquero Rai Trade S.p.A. e RaiSat, la divisione satellitare della Rai, che l'anno successivo venne scorporata come RaiSat S.p.A. Nel 1999, dopo aver creato la Divisione Trasmissione e Diffusione, incorporò la NewCo TD.[33] Venne aperto il canale Rai News 24.

2000-2017: La rivoluzione digitaleModifica

Nel 2000, a causa della liquidazione della holding pubblica IRI, il 99,5% delle azioni passarono a Rai Holding S.p.A., in mano al Ministero dell'Economia.[34] Il 1º marzo RaiWay, grazie all'assorbimento della sezione DTD, divenne operativa.[33] Nel 2004 le trasmissioni televisive compirono 50 anni e quelle radiofoniche 80: su Rai Uno, Rai Due e Rai Tre andò in onda Buon compleanno TV, condotto da Pippo Baudo per festeggiare. Il 1º dicembre dello stesso anno Rai Holding fu fusa nella Rai S.p.A. costituendo l'attuale società.

 
Rai CPTV "Biagio Agnes" di Saxa Rubra (Roma)
 
Rai Teche in via Salaria a Roma.

Il 27 settembre 2005 la RAI creò il proprio canale YouTube ufficiale[35], attraverso il quale pubblicarono video tratti dal sito ufficiale Rai.tv (online da dicembre dello stesso anno). Il 1º giugno 2014, tuttavia, vennero eliminati quasi tutti i video caricati ed anche quelli caricati da altri utenti. Nel 2007 il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni presentò un ddl, che non venne approvato, che avrebbe dovuto riformare interamente il settore radiotelevisivo privato e pubblico, che prevedeva, tra le altre cose, il passaggio del controllo RAI ad una fondazione e una riformulazione del consiglio di amministrazione.[36] Fu inoltre posto sotto licenza creative commons una considerevole parte dell'archivio Rai, resa gratuitamente consultabile e riproducibile dal sito Internet.

Il 10 maggio 2008 debuttò la piattaforma Rai Digitale Terrestre, bouquet di canali per il digitale terrestre, composto inizialmente da 8 canali, 2 dei quali già esistenti (Rai News24 e Rai Gulp), visibili sia attraverso la tecnologia DVB-T che quella DVB-S. Nello stesso giorno, con il 91º Giro d'Italia, partì Rai Sport Più. La UEFA Euro 2008 (campionato svoltosi in Austria e Svizzera) e le Olimpiadi estive di Pechino 2008 furono trasmesse sul digitale terrestre in 16:9 e, in alcune aree, in alta definizione. Il 14 luglio nacque Rai 4, dedicato alla sperimentazione.

Il 2 febbraio 2009, sul digitale terrestre, fu lanciato un nuovo canale tematico gratuito: Rai Storia. Il 31 luglio, i canali RaiSat passarono da Sky Italia al digitale terrestre e alla nuova piattaforma satellitare Tivùsat, gestita da Tivù Srl, fondata da RAI, Mediaset e Telecom Italia[37]. Nello stesso annno chiuse RaiSat Smash Girls, mentre RaiSat Gambero Rosso passò sotto la gestione diretta di Sky. Il 1º novembre la Rai passò dal formato 4:3 a 16:9.

Il 18 maggio 2010, dopo 10 anni, l'azienda cambiò loghi e colori e il 22 novembre realizzò nuove animazioni per i canali generalisti. L'azienda assorbì la società RaiSat. Il 26 novembre aprì Rai 5, canale culturale che sostituiva Rai Extra.[38][39]. Per quanto riguarda la radio vennero resi disponibili in streaming sul sito Rai.tv. tre web radio.

Il 4 luglio 2012 la RAI, così come le altre emittenti italiane, spense definitivamente tutti i canali analogici risultando disponibile solo sul digitale terrestre, sul satellite (con alcuni canali e programmi visibili solo con il decoder Tivùsat) oltre che in streaming via web. Il 31 dicembre il TG2 fu il primo delle tre tv generaliste ad essere trasmesso in 16:9. L'anno successivo iniziarono i test dello standard DVB-T2[40]. Nel 2014 le trasmissioni televisive della Rai compirono 60 anni e quelle radiofoniche 90. Su Rai 1 andò in onda una puntata speciale di Techetechetè per festeggiare il sessantenario. Inoltre il TG1 ed il TG3 iniziarono a trasmettere in 16:9 ed in HD.

Nel 2015 venne lanciato il nuovo portale Rai dedicato ai giovani. Il 23 luglio il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, annunciò il lancio di tre nuove reti radiofoniche, Rai Radio 6 Teca, Radio 7 Live (dal 7 settembre) e Rai Radio 8 Opera (dal 6 agosto), e il cambio di nome di altre due reti: Rai Radio FD4 sarebbe diventata Rai Radio 4 Light e Rai Radio FD5 sarebbe diventata Rai Radio 5 Classica. Le radio vennero rese disponibili sul DAB+, sul satellite (tivùsat) e sul sito web della Rai.[41];

Nel 2016 entrò in vigore la nuova riscossione del "canone RAI", accorpato nella bolletta elettrica; il provvedimento governativo era stato introdotto nella legge di stabilità 2016.[42] Dal 1º maggio Rai Yoyo, Rai 5 e Rai Storia furono le prime reti televisive italiane a trasmettere senza interruzioni pubblicitarie. Il 28 maggio venne cancellata, dopo 62 anni, la figura della signorina buonasera. In occasione dei XXXI Giochi olimpici di Rio de Janeiro, la Rai offre una copertura con tre canali televisivi in HD (Rai 2 e i canali Rai Sport) disponibili su DTT, Sky e Tivùsat, un sito internet e un'app che coprono ogni evento prodotto dall'OBS. Verso la fine dell'anno andò online RaiPlay e vi furono vari cambiamenti grafici, per le prime 4 reti, e ai canali disponibili: partì Rai 5 HD, Rai Sport 2 HD terminò la programmazione e le versioni in HD dei tre canali generalisti arrivarono anche sul digitale terrestre.

Il 1º gennaio 2017 fu abbandonato il segnale orario (solo in TV), a causa del nuovo segnale digitale che, essendo trasmesso via satellite, arriva con un ritardo di due secondi, non garantendo dunque una certa precisione nel conteggio dei minuti[43]. Il 4 gennaio si ampliò l'offerta televisiva in HD attraverso la piattaforma Tivùsat: furono attivati Rai News 24 HD, Rai Storia HD, Rai Scuola HD, Rai Gulp HD e Rai Yoyo HD[44]. Il 5 febbraio si spense Rai Sport 2 mentre Rai Sport 1 prese il nome di Rai Sport nella versione standard, spostandosi al canale 58. Rai Sport 1 HD, che si trovava al canale 557, diventò Rai Sport + HD e passò al canale 57. Inoltre i loghi di tutte le reti vennero spostati nell'angolo superiore sinistro del teleschermo come già attuato da settembre 2016 per le prime quattro reti. Il 10 aprile si completò il restyling delle reti tv con l'estensione a quelle tematiche ad eccezione di Rai News 24. Il 12 giugno si inaugurò il decimo canale radio nazionale, Rai Radio Kids, dedicato ai bambini dai 2 ai 10 ann senza pubblicità[45] e, contestualmente, furono rinominate Rai Radio 4 Light in Rai Radio Tutta Italiana, Rai Radio 5 Classica in Rai Radio Classica, Rai Radio 6 Teca in Rai Radio Techete' e Rai Radio 7 Live in Rai Radio Live. Il 19 dicembre nacque RaiPlay Radio, la nuova piattaforma internet per ascoltare tramite web e app dedicata i dieci canali radio Rai[46].

Il 14 giugno 2018 nasce Rai Radio 1 Sport con un palinsesto tutto sportivo e il 21 successivo Rai Radio 2 Indie, canale dedicato alla musica rock e alternative, pop italiana e agli eventi live. I canali radiofonici della radiotelevisione pubblica italiana aumentano a 12.[47]

Aree RaiModifica

La società presenta sei aree operative principali.[48]

  • Editoriale e Testate si occupa delle attività editoriali e giornalistiche del settore radio televisivo. Inoltre, attraverso Rai Cinema valorizza i diritti commerciali delle proprie produzioni.
  • Tecnologia e Produzione, coordinata dal Chief Technology Officer, studia e sviluppa il comparto delle tecnologie, attraverso il Centro ricerche e innovazione tecnologica, gestisce le frequenze del digitale terrestre e satellitari, ma non gestisce né sviluppa la rete, che è affidata a Rai Way.
  • Finanza e Pianificazione, a capo della quale vi è il Chief Financial Officer, gestisce, attraverso delle direzioni, gli aspetti amministrativi ed economico-finanziari; tra questi ci sono il coordinamento delle sedi regionali ed estere e la gestione del canone e dei beni immobili.
  • Chief Digital Officer dirige le direzioni Digital, Teche e la Struttura Servizi di Pubblica Utilità.
  • Pubblicità e Commerciale supervisiona l'operato delle controllate Rai Pubblicità, per la raccolta pubblicitaria, e “Rai Com”, per la valorizzazione delle produzioni Rai.
  • Corporate e Supporto racchiude la gestione delle risorse umane e dello staff del Direttore Generale, le direzioni che si occupano delle relazioni esterne, Istituzionali e internazionali, l'ufficio legale e la sezione legata alla sicurezza. Si occupa anche dei diritti sportivi.

Canali televisivi e radiofoniciModifica

Orario delle trasmissioni televisiveModifica

Nei primi anni di trasmissione regolare, i programmi partivano intorno alle 17:30 e si concludevano verso le 23:30. Nei giorni festivi, l’inizio era anticipato alle 11:00, con un’interruzione dalle 16:00 alle 17:00.

Dal 15 gennaio 1968 le trasmissioni del Programma Nazionale cominciarono verso le 12:30, ad eccezione della domenica, in cui l’orario di inizio era anticipato alle 11:00, i programmi venivano sospesi dalle 14:00 alle 17:00 e proseguivano sino alle 23:30 circa. Tale orario di chiusura era valido anche per il Secondo Canale, dove i programmi andavano tuttavia in onda dalle 18:00 fino al 1971, quando l’orario di inizio trasmissioni fu uniformato a quello del Programma Nazionale. Nei primi anni di trasmissione, i programmi di Rete 3 iniziavano intorno alle 18:30 e si concludevano verso le 23:30. Successivamente l'orario si uniformò a quello deigli altri due canali.

A cominciare dai primi anni ottanta ci furono diversi cambiamenti. Il primo fu l’eliminazione della pausa fra le 14:00 e le 17:00, avvenuta ufficialmente il 5 ottobre 1980 (eccetto nelle estati del 1981 e del 1982, dove ancora vigeva la pausa pomeridiana). L’orario di chiusura fu fissato per l’una di notte (rimanendo sostanzialmente invariato nel corso del tempo), quello di apertura fu inizialmente confermato alle 12:30, salvo la domenica in cui fu anticipato alle 10:00. A partire dal 3 ottobre 1983, l’inizio delle trasmissioni nei giorni lavorativi fu fissato per le 12:00. Il 22 dicembre 1986, con l’introduzione delle fasce mattutine, Rai 1 anticipò l’inizio delle trasmissioni alle 7:00. Questo cambiamento interessò anche Rai 2 che, a partire dal 26 ottobre 1987, anticipò il proprio orario di apertura delle trasmissioni alle 8:00. Rai 3, che inizialmente aveva gli stessi orari del secondo canale, vide variare gli orari di inizio di programmi negli anni successivi. Nel 1991, in occasione della prima Guerra del Golfo, venne per la prima volta adottata la programmazione 24 ore su 24, che prese definitivamente il sopravvento intorno alla fine del 1993.

 
Il primo Monoscopio

Durante queste pause veniva trasmesso il monoscopio. Il primo che venne utilizzato era in bianco e nero, basato sul monoscopio RCA e rielaborato dal grafico pubblicitario Erberto Carboni, lo stesso che creò il logo Rai anni 50 a lettere squadrate, inizialmente solo per la radio, e che poi aggiunse nel 1954 le due lettere TV sovrapposte. Successivamente, con le sperimentazioni televisive a colori, venne sostituito da un monoscopio a colori, il Philips PM5544. Quest'ultimo è stato proposto fino a giugno 2012 nelle pause notturne che la Rai operava una volta alla settimana, il primo martedì del mese su Rai 1, il secondo martedì del mese su Rai 2 e il terzo venerdì del mese su Rai 3. L'immagine era accompagnata da una nota continua: un Sol a 384 Hz per il monoscopio RCA, e a 400 Hz per il monoscopio Philips PM5544. La terza rete televisiva, all'epoca, proponeva anche il monoscopio della sede regionale: si trattava sempre del Philips PM5544, ma che recava nella barra sottostante l'identificazione della sede di trasmissione.

Sequenze di apertura e chiusura delle trasmissioniModifica

L'apertura e la chiusura delle trasmissioni erano annunciate tramite delle apposite sequenze di sigle, occasionalmente realizzate da grafici e musicisti di fama nazionale ed internazionale. La più nota sigla introduttiva, nonché la prima ad essere stata adottata negli anni 1950, utilizzava come accompagnamento musicale un brano orchestrale tratto dal finale del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini. La sigla di chiusura, visivamente simile a quella dell’apertura, era invece accompagnata dal brano Armonie del pianeta Saturno di Roberto Lupi. Nei primi anni di trasmissioni, la terza rete adottò una sigla specifica, accompagnata dal brano Il cielo in una rete di Piero Piccioni. La parte grafica di ambedue queste sigle fu realizzate da Erberto Carboni. Esse vennero sostituite il 28 gennaio 1986 da una nuova grafica computerizzata accompagnata da un frammento di 30 secondi dell’inno nazionale italiano arrangiato elettronicamente. Quest'ultima sigla venne mantenuta in uso al giugno 2012, subendo solo due aggiornamenti nel 1988 e nel 1990.

Canali televisiviModifica

Logo Nome LCN DVB-T Nascita DTT Satellite Tivùsat RaiPlay
  Rai 1 1 3 gennaio 1954      
  Rai 2 2 4 novembre 1961      
  Rai 3 3 15 dicembre 1979      
  Rai 4 21 14 luglio 2008      [a 1]
  Rai 5 23 26 novembre 2010  [a 2]    
  Rai Movie 24 1º luglio 1999  [a 2]    
  Rai Premium 25 31 luglio 2003  [a 2]    
  Rai Gulp 42 1º giugno 2007  [a 2]    
  Rai Yoyo 43 1º novembre 2006  [a 2]    
  Rai News 24 48 26 aprile 1999      
  Rai Storia 54 2 febbraio 2009  [a 2]    
  Rai Sport 58 1º febbraio 1999  [a 2]    
  Rai Scuola 146 16 settembre 2009  [a 2]    
  1. ^ Alcuni programmi sono oscurati.
  2. ^ a b c d e f g h La copertura nazionale dei canali sul DTT non é completa

Rai News 24, con il servizio Rai Televideo, è presente in SD, in chiaro, anche sul satellite Astra 19,2° est.

Canali televisivi in HDModifica

Logo Nome LCN tivùsat (EasyHD) DTT Satellite tivùsat RaiPlay satellite Sky
  Rai 1 HD 1        
  Rai 2 HD 2        
  Rai 3 HD 3        
  Rai 4 HD 10        
  Rai 5 HD 13        
  Rai Movie HD 14        
  Rai Premium HD 15        
  Rai News 24 HD 20        
  Rai Sport + HD 21        
  Rai Storia HD 23        
  Rai Scuola HD 33        
  Rai Gulp HD 42        
  Rai Yoyo HD 43        

La copertura nazionale dei canali HD sul DTT non é completa.

Rai 4 HD e Rai Premium HD sono trasmessi sul digitale terrestre italiano su un multiplex a copertura limitata a 4 città.[49]

Su Tivùsat i dispositivi che non supportano EasyHD posizioneranno i canali dopo il 100.

Canali televisivi in UHDModifica

Logo Nome LCN tivùsat DTT Satellite tivùsat Satellite Astra Rai Play Satellite Sky Satellite DVD Video
  Rai 4K 210  [50]          

Canali televisivi internazionali per gli italiani all'estero (Europa esclusa)Modifica

Logo Nome Satellite Cavo Etere
  Rai Italia America      
Rai Italia Asia      
Rai Italia Australia      
Rai Italia Africa      
  Rai World Premium      

Canali televisivi regionaliModifica

LCN DVB-T Logo Nome Lingua diffusione DTT satellite tivùsat Rai Play
103   Rai 3 Südtirol Tedesco Trentino-Alto Adige[c 1]      [c 2]
Ladino Trentino-Alto Adige[c 3]      [c 2]
103   Rai 3 BIS FJK Sloveno Friuli-Venezia Giulia[c 4]      [c 5]
  1. ^ generalista regionale in lingua tedesca. Trasmette in Alto Adige nella fascia oraria 18:00-22:30 e nel resto della giornata ripete Rai 3.
  2. ^ a b Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.raisudtirol.rai.it/de/index.php
  3. ^ regionale in lingua ladina. Trasmette in Alto Adige nella fascia oraria 18:00-22:30 e nel resto della giornata ripete Rai 3.
  4. ^ generalista regionale in lingua slovena. Trasmette in tutta la regione autonoma Friuli Venezia Giulia e nelle aree della Slovenia e dell'Istria croata, caratterizzate dalla presenza di minoranze linguistiche, nella fascia oraria 18:40-22:30 e nel resto della giornata ripete Rai 3.
  5. ^ Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.sedezfjk.rai.it/

Dal 13 dicembre 2011, a seguito di una convenzione tra la regione autonoma FVG e la radiotelevisione italiana, Rai 3 TGR Friuli-Venezia Giulia viene diffusa anche via satellite Eutelsat Hot BIrd, piattaforma tivùsat LCN 113, con le tre edizioni del TGR FVG e i programmi a catattere regionale. Il canale, in SD, è visibile in chiaro a tutti i possessori del decoder tivùsat.

 Lo stesso argomento in dettaglio: § Le minoranze linguistiche e le regioni autonome.

Canali televisivi in onda solo sul webModifica

Sulla pagina web raisport.rai.it, oltre al canale sportivo Rai Sport, sono attivi ulteriori tre canali tv dedicati alle varie discipline sportive:

  • Rai Sport web 1
  • Rai Sport web 2
  • Rai Sport web 3

Canali televisivi cessatiModifica

RaiSat Album, RaiSat Ragazzi, RaiSat Art, RaiSat Gambero Rosso, RaiSat Fiction, RaiSat Show, RaiSat Smash Girl, RaiSat Extra, Rai Doc, Rai Med, Rai Utile, Rai Futura, Rai Edu 1, Rai Edu 2, Rai Mosaico, Rai Nettuno Sat Uno, Rai Nettuno Sat Due, Rai Olimpia, Yes Italia, Rai Sport 2 e Rai Sport 2 HD. Tramite gli operatori IPTV venivano prodotti, in esclusiva, Rai On Fiction, Rai On Spettacolo, Rai On Cultura, Rai On Ragazzi, Rai On News, Rai On Sport, Rai On Fiction Live.

Canali televisivi in consorzioModifica

  • Euronews, con la società Euronews S.A. partecipa alla realizzazione del canale televisivo multilingue omonimo, tematico all news, diffuso dai satelliti Astra ed Eutelsat Hot Bird, in streaming sul sito dell'emittente e su quello della Rai nonché all'interno delle piattaforme satellitari tivùsat e Sky Italia. Rai 1 trasmetteva Euronews in simulcast in una fascia del palinsesto mattutino (tra le 05:00 e le 06:00), ora dedicato a Rai News 24;
  • San Marino RTV, dal 1991 partecipa congiuntamente alla ERAS, con un capitale sociale sottoscritto al 50%, alla realizzazione del canale televisivo nazionale pubblico della piccola repubblica del Titano. Il direttore generale della televisione di Stato sammarinese è solitamente un manager Rai;
  • Camera dei deputati TV, attraverso Rai Way trasmette le sedute della Camera dei deputati, il canale è gestito autonomamente e finanziariamente dalla Camera dei Deputati ed è diffuso via satellite Eutelsat Hot Bird e in streaming sul sito internet del ramo parlamentare;
  • Senato della Repubblica TV, attraverso Rai Way trasmette le sedute del Senato della Repubblica, il canale è gestito autonomamente e finanziariamente dal Senato della Repubblica ed è diffuso via satellite Eutelsat Hot Bird e in streaming sul sito internet del ramo parlamentare.

Canali radiofoniciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Radio Rai.
Logo Nome LCN tivùsat Nascita AM FM Via cavo DAB/DAB+ Rai Play Radio iTunes DTT satellite tivùsat
  Rai Radio 1 601 6 ottobre 1924                
  Rai Radio 2 602 21 marzo 1938                
  Rai Radio 3 603 1º ottobre 1950                
  Rai Gr Parlamento 604 4 febbraio 1998                
  Rai Radio Classica 605 1º dicembre 1958    [d 1]            
  Rai Radio Kids 606 12 giugno 2017                
  Rai Radio Live 607 24 ottobre 2015                
  Rai Radio Tutta Italiana 630 1º dicembre 1958                
  Rai Radio Techetè 640 7 settembre 2015                
  Rai Radio 1 Sport 641 14 giugno 2018                
  Rai Radio 2 Indie 642 21 giugno 2018                
  Rai Isoradio 699 23 dicembre 1989    [d 1]            
  1. ^ a b Solo in alcune aree
  • Rai Radio 1 - informazione, approfondimento e sport;
  • Rai Radio 2 - musica e intrattenimento;
  • Rai Radio 3 - cultura e concerti di musica classica;
  • Rai Gr Parlamento - lavori parlamentari con dirette e differite dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica; non trasmette pubblicità;
  • Rai Radio Classica - opera, musical e operetta senza interruzioni pubblicitarie;
  • Rai Radio Kids - dedicato ai bambini con musica, storie e giochi dalle 06:30 alle 20:30 e poi fino alle 06:00 del mattino successivo fiabe e musica senza pubblicità;
     
    Rai Radio, sede di via Asiago 10 a Roma
  • Rai Radio Live - 24h su 24 una finestra completa sugli avvenimenti live, pop, rock, dance più importanti del presente e del passato in Italia e nel mondo senza interruzioni pubblicitarie;
  • Rai Radio Tutta Italiana - 24 ore su 24 di musica italiana dal 1960 ad oggi, senza pubblicità;
  • Rai Radio Techete' - documenti audio che hanno fatto la storia di Rai Radio dal dopoguerra ad oggi, rete senza pubblicità;
  • Rai Radio 1 Sport - massima copertura di tutti gli eventi delle varie discipline sportive;
  • Rai Radio 2 Indie - musica indipendente e alternativa;
  • Rai Isoradio - informazioni continue sul traffico per gli automobilisti in viaggio sulle autostrade italiane intervallate da musica piacevole e rilassante; senza interruzioni pubblicitarie.

Rai Radio 1, Rai Radio 2 e Rai Radio 3 sono gli unici canali radio ricevibili in FM su tutto il territorio nazionale. Rai Radio Classica in FM è diffusa solo in cinque città: Roma, Torino, Milano, Napoli e Ancona mentre Rai Isoradio in FM analogico può essere ascoltata sulla rete delle autostrade italiane (tranne Autovie Venete) nelle città metropolitane di Roma, Milano, Torino e Palermo e a Messina. Tutti i canali Rai Radio sono disponibili sul territorio nazionale con la radio digitale DAB+.

Canali radio regionaliModifica

LCN DVB-T Nome diffusione AM FM cavo DAB/DAB+ Rai.tv iTunes DTT satellite
704 Rai Radio Südtirol Trentino-Alto Adige          [e 1]      
800 Rai Radio Trst A Friuli-Venezia Giulia          [e 2]      
801 Rai Radio 1-FVG Friuli-Venezia Giulia  [e 3]        [e 4]      
  1. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo
  2. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo
  3. ^ Lo streaming è fruibile dalle 15:45 alle 16:45 (la domenica dalle 14:30 alle 16:00) durante la messa in onda in AM (936 KHZ) di programmi dedicati alla minoranza italiana presente in Slovenia, in Istria e Quarnero croati, a questo indirizzo
  4. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo
  • Rai Radio Südtirol - generalista con programmi rivolti agli abitanti dell'Alto Adige. Trasmette in lingua tedesca, italiana e ladina;
  • Rai Radio Trst A - generalista, in lingua slovena, rivolta alla minoranza slovena e croata presente nella regione Friuli-Venezia Giulia e alla minoranza italiana presente in Slovenia, nell'Istria croata, nella città di Fiume (Rijeka, regione quarnerina) e in Dalmazia. Il segnale radiofonico dalla sede Rai di Trieste è diffuso in FM e AM garantendo la copertura delle tre aree di interesse;
  • Rai Radio 1-FVG - informazione e cultura con programmi dedicati agli abitanti della regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Trasmette in lingua italiana, friulana e dialetto giuliano. Raggiunge in FM i litorali sloveno e dell'Istria croata settentrionale e in AM (con alcune trasmissioni dedicate) la città di Fiume (Rijeka, regione quarnerina) e la Dalmazia, territori caratterizzati dalla presenza della minoranza linguistica italiana.

Per approfondire, vedi qui.

Canali radio cessatiModifica

  • Rai Italia Radio, canale a vocazione internazionale trasmesso fino al 31 dicembre 2011. Precedentemente chiamato SatelRadio e poi Rai Internazionale Radio era dedicato agli italiani residenti all'estero e veniva diffuso in onde medie, via satellite e via web;
  • Rai Stereo Uno, nato l'8 novembre 1982 e cessato il 31 marzo 1991, trasmetteva in FM e in AM;
  • Rai Stereo Due, nato l'8 novembre 1982 e cessato il 31 marzo 1991, trasmetteva in FM;
  • Rai Stereo Notte, nato l'8 novembre 1982 e cessato nel 1995, trasmetteva in FM;
  • Rai Stereo, nato il 1° aprile 1991 dalle ceneri di Rai Stereo Uno le trasmissioni cessarono nel 1994; trasmetteva in FM;
  • Rai Radio Verde, nato il 1° aprile 1991 dalle ceneri di Rai Stereo 2 cessò le trasmissioni nel 1994; trasmetteva in FM;
  • Rai Radio 8 Opera, interamente dedicato all'opera cessò le trasmissioni l'11 giugno 2017. Parte della sua programmazione ora è confluita in Rai Radio Classica.

Testate giornalisticheModifica

Logo Nome Nascita TV Radio Teletext Note
  TG1 15 marzo

1976

      Notiziario di Rai 1
  TG2       Notiziario di Rai 2
  TG3 15 dicembre

1979

      Notiziario di Rai 3
  TGR       La Testata Giornalistica Regionale, si occupa dell'informazione regionale in onda su Rai 3, con un magazine mattutino, 3 edizioni del telegiornale, un settimanale al sabato e speciali tutele in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Sardegna e Valle d'Aosta e su Rai Radio 1 con notiziari radiofonici giornalieri e speciali tutele in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Sardegna e Valle d'Aosta. Redige il TDD (Tele Dnevnik Deželni) - TGR in lingua slovena - in onda sulla tv in lingua slovena, Rai 3 BIS FJK ricevibile solo nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, i notiziari Tagesschau e TRaiL - rispettivamente in lingua tedesca e ladina - in onda sul canale Rai Südtirol in Trentino-Alto Adige
  Rai News 26 aprile

1999

      Realizza il canale tv Rai News24, il sito internet Rai News (in collaborazione con le altre testate giornalistiche dell'azienda pubblica) e Rai Televideo
  Rai Giornale Radio 29 ottobre

1929

      Cura la parte informativa trasmessa da Rai Radio 1, Rai Radio 2 e Rai Radio 3
  Rai Parlamento 27 settembre

1993

      Realizza programmi di natura parlamentare trasmessi sulle tre reti tv generaliste e produce il canale radio tematico Rai Gr Parlamento
  Rai Sport 4 agosto

1997

      Segue gli eventi sportivi con notiziari e programmi diffusi sui tre canali televisivi generalisti e Rai News 24 e sul canale tematico Rai Sport

Rai MobilitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro di coordinamento informazioni sulla sicurezza stradale.

Il Centro di coordinamento informazioni sulla sicurezza stradale "viaggiare informati" è un servizio di pubblica utilità della Rai nato nel 1990. Realizza notiziari informativi sul traffico sia per la tv, su Rai News 24, che per la radio, Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, con Onda Verde, e Rai Isoradio. Con l'autoradio dotata dell'RDS-TA e RDS-TP è possibile, mentre si ascolta un altro programma o una registrazione, ottenere il passaggio automatico dei notiziari Onda Verde a condizione che le funzioni RDS TA e TP siano attivate.

Rai TelevideoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Televideo.

La Rai offre la possibilità di accedere ad un numero elevato di informazioni tramite il proprio teletext denominato Rai Televideo trasmesso su tutte le reti in onda sul digitale terrestre. Via satellite il servizio è ricevibile solamente sui primi tre canali generalisti non in versione HD.

Sulle frequenze di Rai 3 alcune pagine di Rai Televideo sono a carattere regionale prodotte da ogni singola sede regionale della Rai.

Rai.itModifica

L'azienda pubblica con Rai.it offre una moltitudine di servizi via internet tra i quali news, tv, radio e sport e tramite RaiPlay, permette di:

  • seguire in diretta streaming i 13 canali tv: Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai 5, Rai News 24, Rai Sport, Rai Movie, Rai Premium, Rai Yoyo, Rai Gulp, Rai Storia, Rai Scuola;
  • consultare la Guida Tv dei palinsesti di tutte le reti tv e radio;
  • rivedere i programmi che si sono persi;
  • accedere a una proposta di serie, fiction, film, documentari, concerti andati in onda sui canali Rai.

RaiPlay è fruibile, inoltre, da tutti i browser più diffusi sul mercato e sui principali browser di smartphone e tablet iOS, Android e Windows.

In alcune regioni autonome sono attivi siti internet Rai propri in lingua:

Rai.it consente di conoscere, in base ai diversi fusi orari, la programmazione dei 4 canali tv di Rai Italia diffusi nei quattro continenti.

Rai OrchestraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Orchestra sinfonica nazionale della RAI.

La televisione pubblica dispone dal 1994 dell'Orchestra sinfonica nazionale della RAI nata dall'unificazione delle orchestre della Rai di Torino, Milano, Roma e Napoli. L'Orchestra, con sede a Torino presso l'Auditorium Rai di piazza Rossaro, realizza concerti sinfonici trasmessi prevalentemente da Rai Radio 3 e in tv da Rai 5. Si occupa della registrazione di sigle e colonne sonore di programmi televisivi e radiofonici Rai e partecipa a numerosi concerti ed eventi musicali italiani nonché a tournée in Europa (tra le quali in Svizzera e in Russia) e Sud America. Da ottobre 2016 il direttore è il prof. James Conlon.

Rai Eri - EditoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rai Eri.

Con il marchio Rai Eri la società è attiva nel mercato editoriale con diverse pubblicazioni di riviste e libri. Da qualche anno, con lo stesso marchio vengono pubblicati CD e DVD legati ai programmi televisivi prodotti dall'azienda, in precedenza editi da Rai Trade.

Proprio quest'ultima nacque dalle ceneri delle etichette discografiche ufficiali gestite dalla Rai, mediante le quali venivano stampate e diffuse tutte le opere musicali legate alla TV a partire dal 1957 (prevalentemente colonne sonore e sigle): Cetra, poi fusa con la Fonit in Fonit Cetra, e successivamente in Nuova Fonit Cetra.

Radiocorriere TVModifica

È un periodico settimanale edito dalla Rai che si occupa della presentazione dei propri programmi radio-tv e che dal 2014 viene pubblicato solo in edizione digitale sul web aziendale.

Venne pubblicato per la prima volta il 18 gennaio 1925 con il nome di "Radio Orario" quale organo ufficiale della Unione Radiofonica Italiana con sede in Roma[51].

Nel gennaio 1930 il settimanale, che usciva di sabato, veniva pubblicato con il nuovo nome di "Radio Corriere" organo della EIAR[51];

La prima settimana di gennaio del 1959 la testata cambia nome in "Radiocorriere TV"[51];

Il 6 settembre 1999 il Radiocorriere TV torna in edicola dopo quattro anni di assenza[52];

Dal 3 gennaio 2014 lo storico periodico passa dalla carta stampata alla sola pubblicazione, gratuita, sul web. Tutti i numeri pubblicati nel tempo sono presenti in un archivio digitale e possono essere consultati e scaricati in formato PDF[53].

Innovazione e ricercaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro ricerche e innovazione tecnologica Rai.

Il centro ricerche e innovazione tecnologica si trova a Torino in Via Cavalli, 6 dopo il trasferimento dalla sede storica di Corso Giambone 68.[54] Qui vengono studiate e progettate nuove tecniche di broadcasting sia per la Tv che per la radio.

StruttureModifica

Le attività dell'azienda sono svolte anche grazie a strutture quali:

Sedi e centri di produzioneModifica

La sede legale e amministrativa, la presidenza e la direzione delle reti generaliste sono a Roma in viale Giuseppe Mazzini 14; la direzione generale è invece divisa tra viale Mazzini e la nuova sede di via Cavalli 6 a Torino che ha sostituto quella all'interno del grattacielo Rai di via Cernaia 33.[54] Torino ospita anche il centro ricerche e innovazione tecnologica e l'auditorium di piazza Rossaro 1 dove si esibisce l'orchestra sinfonica nazionale.

Centri di produzione televisiva (CPTV)Modifica

Sede Centro di produzione TV Strutture
Roma CPTV via Teulada, 66 9 studi
CP Saxa Rubra "Biagio Agnes" 14 studi
CPTV “Fabrizio Frizzi” (Dear - Nomentano) - via Ettore Romagnoli, 30 6 studi
Teatro delle Vittorie teatro
Auditorium Rai del Foro Italico auditorium
Milano CPTV Corso Sempione - Corso Sempione, 27 5 studi
CPTV Mecenate - Via Mecenate, 76 4 studi
Napoli CP Viale Marconi, 9 6 studi + 1 auditorium
Torino CP via Verdi, 16 8 studi + 1 auditorium

Centri di produzione radiofonica (CPR)Modifica

Sede Centro di produzione Radio
Roma CPRF Via Asiago, 10
CP Saxa Rubra
Milano CP Corso Sempione, 27
Napoli CP Viale Marconi, 9
Torino CP via Verdi, 31

Sedi regionali - produzione tv e radioModifica

Sedi regionali distaccateModifica

Sedi all'esteroModifica

I precedenti uffici di corrispondenza da Beirut, Buenos Aires, Madrid e Nuova Delhi sono stati chiusi nel 2012 a seguito di una riduzione dei costi aziendali[56][57][58]. Le sedi di Mosca, Istanbul e Nairobi, anch'esse chiuse nel 2012, sono state in seguito ripristinate (la prima nel 2013 e le altre due nel 2015); nel 2016 viene aperta la sede di Rio de Janeiro (in occasioni dei giochi olimpici del 2016) per le corrispondenze dal Brasile ed il resto del Sudamerica. Le sedi estere sono ora 12.

Le minoranze linguistiche e le regioni autonomeModifica

La Rai, per dovere contrattuale con lo Stato italiano, trasmette da alcune sedi regionali una programmazione più vicina alle popolazioni e alle realtà locali.

Trentino-Alto AdigeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sede Rai di Bolzano e Sede Rai di Trento.

L'esempio più importante di programmazione regionale è rappresentato dalla sede Rai di Bolzano. La sede Rai del capoluogo altoatesino - patria, peraltro, dell'hockey su ghiaccio italiano via etere - ha infatti la possibilità di trasmettere tre tipi di programmazione per i tre gruppi linguistici italiano, tedesco e ladino.

Oltre alla quotidiana TGR e alla TGR-Settimanale del sabato in lingua italiana, trasmesso per il Trentino-Alto Adige in parte da Bolzano e in parte da Trento, ogni domenica mattina, nella fascia oraria 09:45-10:55, e alternativamente da Bolzano e da Trento, vengono trasmessi programmi riguardanti le due Province (ambiente, economia, tradizioni...); per i cittadini (Puntopiù - a cura del centro consumatori), o riguardanti altre minoranze linguistiche (e realtà culturali simili, in Italia e in Europa), tra cui vi è "Alpe Adria" (prodotto da Rai Friuli Venezia Giulia di Trieste, ma con la collaborazione di Bolzano e Trento).

Il gruppo linguistico tedesco ha la possibilità di contare su un proprio canale generalista, chiamato Rai 3 bis, su cui opera la struttura Rai Südtirol (fino al 2014 Rai Sender Bozen), il cui orario di trasmissione varia quotidianamente (il lunedì le trasmissioni iniziano alle 06:30 e terminano alle 22:30) e che nei tempi morti ripete Rai 3. Sulle frequenze di Rai 3 vengono trasmessi programmi dedicati ai bambini (Karamela, Die Abenteuer der Maus auf dem Mars), agli adolescenti e studenti (Klick-das Jugend Info-Magazin), agli anziani (Regenbogen), all'agricoltura (Landwirtschaft), all'economia e alla società (Trend, Pluspunkt), alla cultura, alla storia, all'attualità (Pro und Kontra) e allo sport (Sport am Sonntag).

La struttura tedesca è anche inserita, in quanto parte della Rai, nel circuito dell'Unione europea di radiodiffusione (Eurovisione) e produce il popolarissimo concorso canoro della "Volksmusik" (musica popolare, Grand Prix der Volksmusik) insieme a tre emittenti pubbliche estere: la tedesca ZDF, l'austriaca ORF e la svizzero-tedesca SRF. La trasmissione viene prodotta ogni anno in un luogo diverso e nel 2002 ha avuto luogo a Merano ed è stata organizzata dal Sender Bozen. Inoltre la rete trasmette in diretta, ogni anno, il concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni e le selezioni per il "Grand Prix der Volksmusik", nonché edizioni speciali a cura della redazione giornalistica in casi di avvenimenti elettorali.

Ogni giorno vengono trasmessi due notiziari della durata di circa 20 minuti, alle 20:00 (Tagesschau) e alle 22:10 (Tagesschau 10 nach 10), che trattano di argomenti locali, nazionali e internazionali.

Vengono trasmessi anche i programmi in lingua ladina (a cura della struttura Rai Ladinia), tra cui il notiziario locale, inserito alle 19:55 fra TGR e Tagesschau, della durata di 5 minuti e chiamato TRaiL (Televijion Rai Ladina), nonché un programma settimanale chiamato Paladina, della durata di circa 40 minuti. I programmi della sede vengono trasmessi su tutto il territorio provinciale dell'Alto Adige.

Friuli-Venezia GiuliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rai Friuli-Venezia Giulia e Sede Rai di Trieste.

Valle d'AostaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rai Vd'A e Sede Rai di Aosta.

Dalla sede regionale per la Valle d'Aosta (in francese, Siège régional pour la Vallée d'Aoste) di Saint-Christophe vengono diffusi quotidianamente programmi regionali in italiano, o in francese, alle ore 20 (la domenica al mattino)

Il TG regionale unico delle 19:35 contiene notizie in italiano, francese (spesso con servizi dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e talvolta in patois valdostano. La TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale che vige in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente alla TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e spesso anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo.

SardegnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sede Rai di Cagliari.

In Sardegna sono localizzate due sedi della Rai, la principale a Cagliari e un'altra a Sassari. In entrambe le città si trovano gli archivi che custodiscono le teche di Rai Sardegna, aperti al pubblico dal 2005, o visionabili direttamente on line dal sito della biblioteca digitale della Sardegna [1], dopo un paziente lavoro di recupero e catalogazione del materiale radiofonico e audiovisivo, prodotto in circa 50 anni di attività dalle sedi Rai di Cagliari e Sassari.

SiciliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sede Rai di Palermo.

La sede Rai Sicilia ha due dislocazioni, la principale a Palermo e l'altra a Catania. Nella sede di Palermo di viale Strasburgo, nata negli anni '80, vi è un polo produttivo dedicato al Mediterraneo, con un centro di produzione TV e un auditorium, dal 2001 al 2012 produceva il canale in italiano e arabo Rai Med[59]. Quotidianamente si trasmettono TG e GR regionali e si producono le rubriche Mediterraneo, Riva Sud, Buongiorno regione e il Settimanale della TGR.

L'archivio storico di Rai Sicilia è costituito da 886 programmi televisivi realizzati tra il 1979 e il 1993, riversati e digitalizzati, grazie a un accordo con la Regione Siciliana è disponibile on line al portale http://www.siciliainonda.rai.it[60].

Governance e top managementModifica

La Rai è soggetta ad una particolare disciplina di governance per tutelare la peculiarità delle attività della stessa. Secondo la legge 3 maggio 2004, n. 112 (legge Gasparri) il consiglio di amministrazione non è nominato esclusivamente dagli azionisti: sette consiglieri vengono eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza, due vengono indicati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che è il maggiore azionista della RAI. I membri del Consiglio d'Amministrazione hanno un termine di mandato di tre anni anche se possono essere nominati di nuovo.

Tra i consiglieri di sua nomina, il Ministero dell'Economia e delle Finanze indica il presidente del Consiglio d'amministrazione. Per insediarsi il presidente deve ottenere un voto di gradimento da almeno due terzi dei membri della Commissione parlamentare di vigilanza.

Il Consiglio d'amministrazione vota il direttore generale, che ha sempre un mandato di tre anni rinnovabile, ed è anch'esso di nomina del ministro dell'Economia.

Tali norme qualificano dunque la Rai come "società di interesse nazionale", ai sensi dell'articolo 2461 del codice civile italiano[61].

PresidentiModifica

Nome dal al Note
Arturo Carlo Jemolo 20 aprile 1945 9 agosto 1946 Presidente RAI - Radio Audizioni Italiane
Giuseppe Spataro 9 agosto 1946 17 maggio 1951 Presidente RAI - Radio Audizioni Italiane
Cristiano Ridomi 17 maggio 1951 11 marzo 1954 Presidente RAI - Radio Audizioni Italiane
Antonio Carrelli 3 giugno 1954 4 gennaio 1961
Novello Papafava 4 gennaio 1961 25 marzo 1964
Pietro Quaroni 29 maggio 1964 12 aprile 1969
Aldo Sandulli 23 aprile 1969 18 febbraio 1970
Umberto delle Fave 24 marzo 1970 22 aprile 1975
Beniamino Finocchiaro 23 maggio 1975 20 gennaio 1977
Paolo Grassi 20 gennaio 1977 12 giugno 1980
Sergio Zavoli 12 giugno 1980 23 ottobre 1986
Enrico Manca 23 ottobre 1986 19 febbraio 1992
Walter Pedullà 19 febbraio 1992 13 luglio 1993
Claudio Dematté 13 luglio 1993 12 luglio 1994
Letizia Moratti 12 luglio 1994 24 aprile 1996
Giuseppe Morello 24 aprile 1996 10 luglio 1996
Vincenzo Siciliano 10 luglio 1996 21 gennaio 1998
Roberto Zaccaria 3 febbraio 1998 16 febbraio 2002
Vittorio Emiliani 16 febbraio 2002 22 febbraio 2002 Consigliere anziano - facente funzioni
Antonio Baldassarre 5 marzo 2002 26 febbraio 2003
Paolo Mieli 7 marzo 2003 13 marzo 2003 Nominato dai presidenti delle Camere ma mai entrato in carica
Lucia Annunziata 13 marzo 2003 4 maggio 2004
Francesco Alberoni 5 maggio 2004 31 maggio 2005 Consigliere anziano - facente funzioni
Sandro Curzi 1º giugno 2005 30 luglio 2005 Consigliere anziano - facente funzioni
Claudio Petruccioli 31 luglio 2005 25 marzo 2009
Paolo Garimberti 26 marzo 2009 8 giugno 2012
Anna Maria Tarantola 8 giugno 2012 5 agosto 2015
Monica Maggioni 6 agosto 2015 in carica

Amministratori delegatiModifica

Nome dal al Note
Filiberto Guala 3 giugno 1954 26 giugno 1956 [62]
Marcello Rodinò di Miglione 27 giugno 1956 28 aprile 1965 [62]
Gianni Granzotto 29 aprile 1965 12 aprile 1969 [62]
Luciano Paolicchi 13 aprile 1969 28 luglio 1971 [62]

Direttori generaliModifica

Nome dal al
Salvino Sernesi ottobre 1947 1953
Giovan Battista Vicentini 13 marzo 1954 13 marzo 1955
Rodolfo Arata 13 aprile 1956 30 settembre 1960
Ettore Bernabei 5 gennaio 1961 18 settembre 1974
Michele Principe 23 maggio 1975 25 gennaio 1977
Giuseppe Glisenti 26 gennaio 1977 17 giugno 1977
Pierantonino Bertè 12 luglio 1977 18 giugno 1980
Villy de Luca 19 giugno 1980 21 luglio 1982
Biagio Agnes 29 luglio 1982 1º febbraio 1990
Gianni Pasquarelli 5 febbraio 1990 23 luglio 1993
Gianni Locatelli 23 luglio 1993 3 agosto 1994
Gianni Billia 3 agosto 1994 31 dicembre 1994
Raffaele Minicucci 16 gennaio 1995 28 febbraio 1996
Aldo Materia 6 marzo 1996 15 luglio 1996
Franco Iseppi 15 luglio 1996 8 febbraio 1998
Pier Luigi Celli 9 febbraio 1998 9 febbraio 2001
Claudio Cappon 9 febbraio 2001 19 marzo 2002
Agostino Saccà 19 marzo 2002 27 marzo 2003
Flavio Cattaneo 27 marzo 2003 5 agosto 2005
Alfredo Meocci 5 agosto 2005 20 giugno 2006
Claudio Cappon 22 giugno 2006 2 aprile 2009
Mauro Masi 2 aprile 2009 2 maggio 2011
Lorenza Lei 3 maggio 2011 16 luglio 2012
Luigi Gubitosi 17 luglio 2012 5 agosto 2015
Antonio Campo Dall'Orto 6 agosto 2015 2 giugno 2017
Mario Orfeo 9 giugno 2017 in carica

Struttura organizzativaModifica

Organo/Settore Vertice/Direttore
Presidente del consiglio di amministrazione Monica Maggioni
Direttore generale Mario Orfeo
Governance e Segreteria Societaria Nicola Claudio
AREA CORPORATE E SUPPORTO
Staff del direttore generale Maurizio Rastrello
Risorse umane e organizzazione Luciano Flussi
Comunicazione, relazioni esterne, istituzionali ed internazionali Giovanni Parapini
Affari legali e societari Pierpaolo Cotone
CSO - Security and Safety Maurizio Cenni
Acquisti Felice Ventura
Diritti sportivi Pier Francesco Forleo
Risorse televisive Andrea Sassano

Direttori editorialiModifica

Consiglio di amministrazioneModifica

Il Consiglio di amministrazione è nominato dal Ministero dell'economia e delle finanze che esercita i diritti dell'azionista su Rai SpA, sulla base di differenti designazioni.

Consiglieri designati dalla Commissione parlamentare di vigilanzaModifica

Consiglieri designati dal Ministero dell'economia e delle finanzeModifica

Principali manager e direttoriModifica

Canali televisiviModifica
Canale Direttore in carica dal
Rai 1 Angelo Teodoli 12 ottobre 2017
Rai 2 Andrea Fabiano
Rai 3 Stefano Coletta 27 luglio 2017
Rai 4 Roberta Enni 12 ottobre 2017
Rai 5 Piero Alessandro Corsini 21 novembre 2017
Rai Movie Roberta Enni 12 ottobre 2017
Rai Premium
Rai Yoyo Luca Milano 13 aprile 2017
Rai Gulp
Rai News 24 Antonio Di Bella 3 febbraio 2016
Rai Storia Silvia Calandrelli 20 luglio 2011
Rai Scuola
Rai Sport
Rai Sport + HD
Gabriele Romagnoli 18 febbraio 2016
Rai 3 BIS FJK Guido Corso 3 giugno 2013
Rai Südtirol Vittorio Longati 1º agosto 2013
Rai Italia Marco Giudici 21 novembre 2017

Canali radiofoniciModifica

Canale Direttore in carica dal
Rai Radio 1 Roberto Pippan 25 giugno 2018 ad interim
Rai Radio 2 Paola Marchesini 12 giugno 2014
Rai Radio 3 Marino Sinibaldi 3 agosto 2009
Rai Radio Tutta Italiana Gianmaurizio Foderaro 12 giugno 2017
Rai Radio Classica Maria Gabriella Ceracchi 12 giugno 2017
Rai Radio Techetè Andrea Borgnino 12 giugno 2017
Rai Radio Live Fabrizio Casinelli 12 giugno 2017
Rai Radio Kids Gianfranco Onofri 12 giugno 2017
Rai Isoradio Danilo Scarrone 14 novembre 2013
Rai Gr Parlamento Roberto Pippan 25 giugno 2018 ad interim
Rai Radio 1 Sport
Rai Radio 2 Indie Paola Marchesini 21 giugno 2018
Rai Radio Trst A Guido Corso 3 giugno 2013
Rai Südtirol Radio Vittorio Longati 1º agosto 2013
Testate giornalistiche televisiveModifica
Testata Direttore in carica dal
TG1 Andrea Montanari 15 giugno 2017
TG2 Ida Colucci 4 agosto 2016
TG3 Luca Mazzà 4 agosto 2016
Rai News Antonio Di Bella 3 febbraio 2016
Rai Sport Gabriele Romagnoli 18 febbraio 2016
Rai Parlamento Nicoletta Manzione 4 agosto 2016

Testata giornalistica radiofonica nazionaleModifica

Testata Direttore in carica dal
Rai Giornale Radio Roberto Pippan 25 giugno 2018 ad interim

Testata giornalistica televisiva e radiofonica regionaleModifica

Testata Direttore in carica dal
TGR Vincenzo Morgante 17 ottobre 2013
Di strutturaModifica
Nome Direttore in carica dal
Rai Radio Roberto Sergio 14 dicembre 2016
Rai Vaticano Massimo Milone 8 marzo 2013
Rai Quirinale Mariolina Sattanino 22 maggio 2013
Rai Cultura Silvia Calandrelli 20 luglio 2011
Rai Fiction Eleonora Andreatta 5 settembre 2012
Rai Ragazzi Luca Milano 14 aprile 2017
Rai Gold Roberta Enni 12 ottobre 2017
Rai Teche Maria Pia Ammirati 9 luglio 2014

AzionistiModifica

Principali partecipazioniModifica

Il Gruppo Rai comprende diverse società che operano nel mercato dei media e del broadcasting[63].

Società controllateModifica

Società collegateModifica

Inoltre la Rai è uno dei membri fondatori dell'UER.

La Rai si è specializzata negli ultimi anni anche nelle produzioni cinematografiche Rai Cinema, con la quale è spesso presente in prestigiosi concorsi cinematografici internazionali con altrettanto prestigiose coproduzioni.

Rai Way è la società a cui la Rai ha trasferito la sua rete di trasmissione, mentre Rai Com è la società che si occupa di promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo attraverso le migliori produzioni radiotelevisive della capogruppo[64].

ConvenzioniModifica

  • Con l'Italia
    I rapporti con lo Stato italiano sono regolati da una convenzione triennale[65].
  • Con la Repubblica di San Marino
    La Rai è stata parte attiva nella creazione di San Marino RTV, radiotelevisione pubblica del piccolo stato. L'azienda italiana nomina per essa il direttore generale. A marzo 2008 le due parti hanno rinnovato la convenzione per altri 5 anni.
  • Con Euronews
    La Rai è il secondo azionista di riferimento di SOCEMIE, la società che si occupa della gestione del canale all-news Euronews.

Finanziamenti pubblici: il canone televisivoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Canone televisivo in Italia.

Per onorare la concessione con lo Stato italiano, la Rai può contare su un'ampia quota devoluta dallo Stato di un'imposta sugli apparecchi televisivi, chiamata canone televisivo dovuta da chiunque detenga apparecchi in grado di ricevere trasmissioni televisive.

In compensazione di questa entrata, la Rai deve rispettare un Contratto di servizio con lo Stato italiano, pena una eventuale revoca della concessione annuale. La concessionaria dal servizio radiotelevisivo pubblico svolge una funzione di servizio universale di pubblica utilità, ed è interessata da una particolare disciplina rispetto alle emittenti commerciali regolato con il Contratto di Servizio.

Nel 2016 i contribuenti hanno versato alla Rai attraverso il canone 2,1 miliardi di euro[66].

Livello di debitoModifica

A marzo 2015 sulla Rai gravava un debito alle banche di 442,9 milioni di euro, secondo la Corte dei Conti[67].

CriticheModifica

LottizzazioneModifica

Taluni osservatori, commentatori e giornalisti, nonché forze politiche minoritarie, accusano la Rai di essere soggetta ad un pressante controllo politico da parte del Parlamento e del Governo e di non essere dunque in grado di assicurare un'informazione indipendente, non condizionata da interessi di singoli politici o gruppi di emittenti televisive. Un'altra accusa alla RAI è di mancare di pluralismo e di operare censura verso professionisti di indubbio valore e competenza ma sgraditi agli uomini politici di riferimento. Tale controllo avviene tramite la nomina di persone chiave scelte dai partiti politici, in un'ottica di lottizzazione.

Celebre è la ripartizione avvenuta durante la Prima Repubblica dopo la riforma del 1975, quando Rai 1 era influenzata dalla Democrazia Cristiana, Rai 2 dal Partito Socialista Italiano e Rai 3 dal Partito Comunista Italiano. Stessa cosa avvenne nei canali radiofonici e relativi giornali radio dove Radio 1 esprimeva le istanze del centrosinistra, mentre Radio 2 era più vicina all'area di centrodestra; Radio 3 invece fu destinata ai partiti minori (Partito Liberale Italiano e Partito Repubblicano Italiano).

La proposta principale che viene avanzata per risolvere questo problema è di svincolare almeno parzialmente la Rai dal controllo dei partiti politici addottando norme specifiche per la governance, come avviene in altri paesi europei.

Cattiva amministrazioneModifica

Nel 2008 Denise Pardo in un articolo su L'Espresso accusa la Rai di una cattiva gestione che avrebbe portato continui sprechi e una struttura interna elefantiaca tali da pregiudicare la produzione ottimale dei programmi radiotelevisivi di servizio[68].

SpeakerModifica

LoghiModifica

         
Dal 3 gennaio 1954 al 2 ottobre 1983 Dal 3 ottobre 1983 al 30 settembre 2000 Dal 1º ottobre 2000 al 17 maggio 2010 Dal 18 maggio 2010 all'11 settembre 2016 Logo in uso dal 12 settembre 2016

Il primo marchio ufficiale della Rai, così come la prima sigla di apertura delle trasmissioni, fu realizzato nel 1954 dal grafico Alberto Ribera, con la scritta rai tutta in caratteri minuscoli (nella quale le lettere r e a si fondevano) e in un font dalle forme più morbide e curvilinee; sul finire del decennio apparve un ulteriore versione di tale simbolo, sempre con la scritta rai minuscola, ma stavolta con le lettere distanziate. Entrambe queste soluzioni rimasero scarsamente utilizzate[69].

Il 3 ottobre 1983 l'azienda adottò un nuovo marchio, realizzato dallo studio grafico ARA di Cusano Milanino[70]. Il nuovo logo presentava la scritta RAI tutta maiuscola, con le tre lettere raccordate tra loro nella parte bassa. Contestualmente le tre reti televisive assumono le denominazioni ufficiali di Raiuno, Raidue e Raitre. Ad ognuno dei tre canali viene associato un colore: il blu è appannaggio di Raiuno, il rosso di Raidue e il verde di Raitre (in sintesi, i 3 colori primari dello spettro catodico RGB usato nella televisione a colori). Per ciascuna delle tre emittenti viene introdotta una variante del logo, nella quale, accanto alla parola RAI, appare la parola UNO, DUE o TRE, colorati in una tonalità più chiara. Ognuno dei tre canali adotta inoltre per simbolo anche una forma geometrica tridimensionale[69]:

Il 2 novembre 1987 il logo del 1983 viene ulteriormente aggiornato da Giorgio Macchi, che ridisegna le lettere separate e con gli angoli vivi, andando ad aggiungere sulla stanghetta trasversale della lettera "A" di "RAI" una piccola riproduzione del tricolore italiano, dapprima disegnata con le bande orizzontali, poi trasformate in verticali. Le tre figure geometriche solide simbolo delle tre reti vengono mantenute, ma ridisegnate con la superficie rigata. Con l'introduzione di questa identità, le vecchie versioni di logo della Rai scomparvero quasi completamente dalla comunicazione aziendale, fatte salve rare eccezioni[69].

Nel 2000, sotto la direzione di Pierluigi Celli, i vecchi loghi vengono abbandonati e sostituiti da un nuovo identificativo, raffigurante al centro una farfalla, con i bordi delle ali raffiguranti il profilo di un volto umano, a sinistra della quale appare la scritta Rai (realizzata in un carattere della famiglia Futura); lo spazio a destra viene impiegato per l'aggiunta di eventuali parole, ("Uno", "Due", "Tre" e "Sport"). Il cambio di logo viene annunciato dal Corriere della Sera il 16 marzo 2000[71]. Il passaggio alla nuova grafica è graduale e il culmine del restyling avviene tra il 21 settembre 2003 e il 2004[69][72]. I colori sociali delle tre reti televisive rimangono gli stessi, ma spariscono le tre forme geometriche.

Il 18 maggio 2010, in corrispondenza del passaggio al digitale terrestre in cinque regioni, la Rai uniforma la propria identità, imponendo loghi che adottano una geometria semplice basata su un rettangolo composto da due quadrati, mentre la farfalla dopo 10 anni sparisce. Nel primo quadrato che nei canali Rai Gulp e Rai Yoyo prende la forma di un fumetto appare la scritta Rai, mentre nel secondo il nome del canale in cifre come avvenuto nel 2008 per Rai 4; il font usato è sempre della famiglia Futura. I loghi sono bianchi (semitrasparenti, per evitare che si verifichi l'effetto "sovraimpressione" sui televisori al plasma), hanno struttura rettangolare per adattarsi al formato 16:9 e sono basati su modelli già in uso presso altre aziende televisive straniere[73]. I loghi sono stati esposti in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 13 al 17 maggio 2010 e il rebranding culmina il 22 novembre 2010, quando le tre reti televisive generaliste adottano dei nuovi bumper e grafiche. Per i canali Radio Rai il logo è simile, ma ci sono due piccoli triangoli sopra e sotto il quadrato (ad indicare il selettore della sintonia degli apparecchi radiofonici)[69].

Dal 12 settembre 2016 la Rai modifica il logo dei canali da Rai 1 a Rai 4: rimane il quadrato, che si ingrandisce e diventa più bianco, meno trasparente, e scompare il riquadro del numero, il quale si rimpicciolisce e viene arricchito con delle grazie. Il nuovo logo non è più in alto a destra ma si sposta a sinistra ad eccezione della trasmissione di eventi sportivi (compresa La partita del cuore) e del quiz L'eredità dove viene posizionato in alto a destra. Questo processo di restyling verrà esteso anche alle reti tematiche il 10 aprile 2017, esclusa Rai News 24. Il 12 giugno, con la nascita di cinque nuove radio tematiche, tutte le radio adottano il nuovo logo.

Per i loghi in sovraimpressione la Rai dalla sua nascita (3 gennaio 1954) fino al 31 maggio 1978 non ha mai utilizzato alcun logo di identificazione in sovraimpressione. In occasione dei Mondiali di calcio in Argentina nel 1978, per ovviare che gli incontri venissero ripetuti dalle Tv locali, si decise di inserire un logo identificativo tramite una titolatrice elettronica che saltellava ai quattro angoli della tv, per evitare che venisse tolto dalle stesse tv locali nella ripetizione dei programmi sportivi.

  • Dal settembre 1979 ci fu l'introduzione permanente del logo Rai in sovrimpressione.
  • Il 3 ottobre 1983, con l'avvento della nuova grafica, il logo venne rimpicciolito di poco e diminuito il suo costante cambio di angolazione.
  • Dal 6 maggio 1985 viene introdotto il contorno nero sul logo.
  • Dal 21 aprile 1986 il logo viene rimpicciolito e fissato nell'angolo in basso a destra del teleschermo.
  • Dal 5 ottobre 1987 in ogni singola rete viene introdotto il numero in lettere identificativo: "RAIUNO", "RAIDUE", "RAITRE". Dal 22 aprile 1990 i loghi vengono privati del contorno nero.
  • Dal 12 aprile 1993 i loghi vengono stilizzati e ombreggiati di nero, ricordando i loghi originali del 1983 con la e finale ondeggiata.
  • Dal 13 settembre dello stesso anno vengono lievemente modificati risultando fedelmente compatibili con quelli identificativi ufficiali di presentazione modificati nel novembre 1987. I loghi in base ai programmi trasmessi sono posti in basso a destra o in alto a sinistra.
  • Dal 3 ottobre 1994 i loghi vengono rimpiccioliti di poco.
  • Dal 1º ottobre 2000 i loghi in sovrimpressione subiscono una rivoluzione: viene introdotta la farfalla stilizzata (introdotta già nel maggio 2000 come nuovo simbolo) con la scritta Rai a sinistra e i numeri delle reti a destra.
  • Dal 21 settembre 2003 i loghi subiscono una modifica risultando più piccoli e compatti, vengono introdotti i colori identificativi per le tre reti Rai sui contorni dei loghi.
  • Dal 18 maggio 2010 i loghi subiscono un'ulteriore modifica di fondo: scompare la farfalla e viene introdotto il logo Rai in corsivo dentro un quadrato attaccato ad un altro che racchiude il numero identificativo di rete. Il logo viene spostato in alto a destra del teleschermo.
  • Dal 12 settembre 2016 nei loghi rimane il quadrato, che si ingrandisce e diventa più bianco, meno trasparente, e scompare il riquadro del numero, il quale si rimpicciolisce e viene arricchito con delle grazie.

EurovisioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Eurovisione.

La Rai è membro fondatore dell'Unione Europea di Radiodiffusione, chiamata anche UER o EBU ((EN) European Broadcasting Union), fondata nel 1950 da 22 radio-televisioni europee occidentali che si staccarono dall'OIRT. L'Eurovisione è il circuito dell'UER che si occupa della trasmissione in tutta Europa di alcuni programmi di valenza nazionale e internazionale. La Rai trasmette in Eurovisione il Festival di Sanremo, il Palio di Siena, lo Zecchino d'Oro, le celebrazioni del Papa prodotte da Rai Vaticano tra cui l'Angelus ed altri eventi di rilevanza europea. Inoltre la Rai è stata tra i primi paesi partecipanti dell'Eurovision Song Contest, al quale ha partecipato quasi ininterrottamente dal 1956 al 1997. Nel 1965 e nel 1991 la Rai ha organizzato il concorso. Assente dal 1997 al 2010, la Rai ha ripreso a partecipare al concorso nel 2011, rientrando nel novero delle nazioni maggiori finanziatrici delle attività dell'UER, potendo quindi esprimere il proprio concorrente direttamente nella finale. La Rai ha partecipato inoltre a tutte le edizioni estive di un'altra fortunata produzione EBU, Giochi senza frontiere.

I programmi trasmessi in Eurovisione sono preceduti e seguiti da un'apposita sigla (dagli anni novanta comune a tutte le emittenti affiliate) che, seppure sia variata negli anni per quel che riguarda la grafica, è stata sempre accompagnata dal preludio del Te Deum di Marc-Antoine Charpentier, pure più volte riarrangiato.

SloganModifica

L'azienda ha utilizzato vari slogan nella sua storia. Il più conosciuto è: "Rai. Di tutto, di più" modificato negli anni, in base alle varie esigenze, in "Rai. Di tutti, di più". In occasione di Euro 2012 è stato utilizzato "Se è per tutti, è sulla Rai". Campagne per il canone Rai-tv addottavano "Qualcosa di più di una tv" (anno 2012) e "Molto di più che una tv" (anno 2013). Per il lancio di Rai Play (dal 12 settembre 2016) lo slogan è "Per te. Per tutti".

Cavalli della RaiModifica

Due importanti scultori italiani hanno realizzato monumenti equestri per le due sedi principali della Rai nella Capitale:

  • Francesco Messina, nel 1966, ha realizzato il famoso Cavallo Morente, opera in bronzo posta all'ingresso della sede principale in Viale Mazzini 14 che ospita la presidenza, la direzione generale e quella delle reti tv;
  • Mario Ceroli, nel 1980, ha realizzato il cosiddetto Cavallo Alato situato nelle pertinenze del Centro radiotelevisivo Biagio Agnes di Saxa Rubra, all'interno della quale si trovano gli studi di varie testate giornalistiche nazionali, della filiale laziale della Testata Giornalistica Regionale, nonché di Rai Italia, di Rai Radio 1, Radio 2, Radio 3, Radio Tutta Italiana, Radio Classica, Radio Techete', Isoradio e varie altre emittenti.

OnorificenzeModifica

  Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del D.P.C.M. 19 dicembre 2008.

NoteModifica

  1. ^ ::: RAI - Bilancio 2016 :::
  2. ^ ::: RAI - Bilancio 2017 :::
  3. ^ "RAI" è l'acronimo di "Radio Audizioni Italiane", antesignana dell'attuale società. Come tutti gli acronimi che sono nomi propri molto diffusi nel linguaggio comune, viene anche scritto con solo la lettera iniziale maiuscola. Tale grafia attualmente è utilizzata anche per il logo ufficiale della società.
  4. ^ Rai - Ultime notizie su Rai - Argomenti del Sole 24 Ore, su IlSole24ore.com, Il Sole - 24 Ore, 24 febbraio 2016. URL consultato il 20 ottobre 2017.
  5. ^ a b c d e La vera storia della radiodiffusione in Italia - CRONOLOGIA DAL 1919-2000, su www.radiomarconi.com. URL consultato il 2 ottobre 2017.
  6. ^ 80 anni di storia della radio, Dossier delle Teche Rai, settembre 2004, pagina 105.
  7. ^ Audio originale.
  8. ^ Istituto di pubblicismo - Storia della Radio in Italia
  9. ^ EIAR: Radio Trieste, in Radiocorriere, nº 33, 15-22 agosto 1931, p. 12. URL consultato il 10 marzo 2017.
  10. ^ G.B., La stazione radiofonica di Bari sarà inaugurata ufficialmente il 6 settembre, in Radiocorriere, nº 36, 3-10 settembre 1932, p. 5. URL consultato il 10 marzo 2017.
  11. ^ Le antenne di Palermo portano da oggi in tutti i lidi mediterranei la voce dell'Italia fascista, in Radiocorriere, nº 24, 13-20 giugno 1931, p. 5. URL consultato il 10 marzo 2017.
  12. ^ MuseoTorino,Comune di Torino,Direzione Musei,Assessorato alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia, Teatro di Torino - MuseoTorino, su www.museotorino.it. URL consultato il 20 maggio 2018.
  13. ^ a b La Radiotelefonia in Italia: dalla SIRAC alla RAI Archiviato il 13 marzo 2013 in Internet Archive.
  14. ^ a b c d e f g h Annuario RAI 1988 1989, Torino, Nuova ERI, 1989
  15. ^ a b Mimmo Franzinelli, Rai, poltrone di ieri e di oggi
  16. ^ a b Umberto Aondio, Tulipan, Youcanprint, 2016, pag. 216
  17. ^ a b Annuario RAI, giugno 1958
  18. ^ (EN) 50º Anniversario UER (PDF), su ebu.ch.
  19. ^ RAI - Radiotelevisione Italiana sul sito Vivit
  20. ^ Rai.it - Storia della Radio dal '49 al '61 Archiviato il 12 gennaio 2012 in Internet Archive.
  21. ^ Guido Gola, Tra pubblico e privato. Breve storia della radio in Italia, Effatà, 2003
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Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale, su rai.it.  
  • Storia tecnologica da Carlo Boccazzi Varotto Costruire la Rai. Tecnologia e televisione in Italia dai pionieri al boom economico, in Nuova Civiltà delle Macchine, Roma, ERI, 2004
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