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Francesco Rodolico

mineralogista e linguista italiano

BiografiaModifica

Nato nel 1905 dallo storico Niccolò Rodolico, Francesco frequentò la facoltà di chimica dell'Università di Firenze, laureandosi nel 1927. Allievo di Piero Aloisi e Antonio Garbasso, subito dopo il diploma di laurea, iniziò la carriera universitaria come assistente alla cattedra di mineralogia. Nel 1931, dopo l'esame di abilitazione divenne libero docente e nel 1940 fu nominato direttore dell'Istituto di mineralogia di Friburgo, il soggiorno in questa città fu per lui l'occasione per approfondire le ricerche sui minerali metallici.

Durante gli anni della Seconda guerra mondiale il suo interesse scientifico, che prima abbracciava solo il settore della mineralogia, in particolare della petrografia, si spostò verso il campo più ampio della storia della scienza, fortemente influenzato dall'ambiente culturale familiare.

Collaborò con la rivista Lingua nostra di Bruno Migliorini e Giacomo Devoto con ricerche sulla lessicografia scientifica in particolare sulla storia dei termini mineralogici e soprattutto sul rapporto tra le voci popolari, quelle scientifiche e quelle commerciali.

Si dedicò maggiormente allo studio geomorfologico della Toscana e dell'Umbria osservando il rapporto fra le loro caratteristiche petrografiche e l'attività di costruzione dell'uomo.

Nella sua opera Le pietre delle città d'Italia pubblicata a Firenze da Le Monnier nel 1953, Rodolico descrisse tutta l'Italia attraverso l'analisi delle sue pietre mettendo in risalto il loro utilizzo come materiale da costruzione e indirizzando così la mineralogia verso una scienza più applicativa[1].

Negli anni del suo insegnamento presso la Facoltà di architettura di Firenze dette un sostanziale contributo per il restauro architettonico: il mineralogista mise in evidenza che studiare la storia di una pietra significa esaminare le sue caratteristiche compreso il suo degrado e i provvedimenti per contenerlo.

Concluse la sua carriera universitaria nel 1976 anche se dopo continuò i suoi studi, pubblicando altri scritti scientifici, ma anche ricordi biografici e racconti sull'ambiente culturale in cui era vissuto.

Morì a Firenze il 30 marzo del 1988.

Principali pubblicazioniModifica

  • Francesco Rodolico, Appunti sulla fosgenite di Monteponi : nota, Roma, Bardi, 1928.
  • Francesco Rodolico, Ricerche su alcuni solfosali : nota, Roma, Bardi, 1928.
  • Francesco Rodolico, Ricerche cristallografiche sul cinabro di Idria : nota, Roma, Bardi, 1929.
  • Francesco Rodolico, Pisoliti poliedrici di magnesite e di dolomite : nota, Roma, Bardi, 1930.
  • Francesco Rodolico, La supposta wurtzite di Spannocchia e dell'Accesa, Toscana, Roma, Tipografia del Senato, 1930.
  • Francesco Rodolico, Diopside e tremolite del monte Spinosa nel Campigliese : nota, Roma, Bardi, 1931.
  • Francesco Rodolico, Ricerche sulle rocce eruttive recenti della Toscana, [S.l., s.n., 193-?].
  • Francesco Rodolico, La Toscana descritta dai naturalisti del Settecento : pagine di storia del pensiero scientifico, Firenze, Le Monnier, 1945.
  • Francesco Rodolico, Le pietre delle città d'Italia, Firenze, Le Monnier, 1953.
  • Francesco Rodolico, Richiamo al viaggio in Sicilia compiuto dal Dolomieu nel 1781, [S.l., s.n., 1960].
  • Francesco Rodolico, Naturalisti esploratori dell'Ottocento italiano : antologia scientifica e letteraria, Firenze, Le Monnier, 1967.
  • Francesco Rodolico, L'esplorazione naturalistica dell'appennino, Le Monnier 1963
  • Guido Carobbi, Francesco Rodolico, I minerali della Toscana : saggio di mineralogia regionale, Firenze, Olschki, 1976.

Archivio e bibliotecaModifica

L'archivio è conservato in più sedi. Il Museo Galileo conserva una parte della corrispondenza e alcuni disegni[2]. Alla Biblioteca Riccardiana si trovano lettere dirette a Niccolò Rodolico e ad altri personaggi importanti della cultura del Novecento tra i quali Michele Barbi, Ernesto Sestan, Roberto Ridolfi, Giovanni Papini, Eugenio Garin, Arnaldo Momigliano, Giovanni Spadolini, Alessandro Pertini, Gaetano Salvemini. Presso la sede di Architettura della Biblioteca di Scienze Tecnologiche, Università degli Studi di Firenze è presente un fondo iconografico contenente negativi e stampe fotografiche di soggetti architettonici, naturalistici e paesaggistici[3].

Anche il fondo librario è suddiviso: alla Biblioteca Riccardiana sono pervenuti circa 300 tra volumi e articoli attinenti alla storia d’Italia. Il resto della biblioteca è stata lasciata alla Deputazione di Storia Patria per la Toscana[4].

NoteModifica

  1. ^ Daniela Lamberini (a cura di), Le pietre delle città d'Italia : atti della giornata di studi in onore di Francesco Rodolico,, Firenze, Le Monnier, 1995, ISBN 88-00-84004-3.
  2. ^ Biblioteca Museo Galileo. Carte Rodolico, 1773; 1900-[1978?]., su Museo Galileo. URL consultato il 7 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2017).
  3. ^ Archivio Francesco Rodolico, Università degli studi di Firenze. Fondi archivistici del Sistema bibliotecario di Ateneo. URL consultato il 22 agosto 2018.
  4. ^ Biblioteca e archivio, su Deputazione di storia patria per la Toscana. URL consultato il 7 dicembre 2017.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN89396591 · ISNI (EN0000 0000 8162 9054 · LCCN (ENn85805946 · GND (DE116579501 · BAV ADV10252102 · WorldCat Identities (ENn85-805946
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