Franchising

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Il franchising, o affiliazione commerciale, è una formula di collaborazione tra imprenditori per la produzione o distribuzione di servizi e/o beni, indicata per chi vuole avviare una nuova impresa, ma non vuole partire da zero e preferisce affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato.

Un franchising di McDonald's a Moncton, New Brunswick, Canada.

Cenni storiciModifica

Il fenomeno si è diffuso a partire dagli anni trenta con l'affermazione di grandi catene di ristoranti, ed è letteralmente esploso negli anni cinquanta con lo sviluppo di catene di fast food. Attualmente si nota la tendenza alla formazione di grandi catene in franchising nel settore della rivendita al dettaglio e in parallelo la crescente diffusione del cosiddetto franchising solidale, in cui l'azienda affiliante si impegna a destinare l'intero ammontare delle royalty versate dagli affiliati al finanziamento di progetti di solidarietà, spesso in collaborazione con associazioni umanitarie.

CaratteristicheModifica

L'azienda madre (un produttore o distributore di prodotti o servizi di una determinata marca od insegna) concede all'affiliato, in genere rivenditore indipendente, il diritto di commercializzare i propri prodotti e/o servizi utilizzando l'insegna dell'affiliante oltre ad assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. L'affiliato si impegna a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor[1].

 
Un franchise di Pizza Hut

In genere, tutto questo viene offerto dall'affiliante all'affiliato in cambio del pagamento di una percentuale sul fatturato (royalty) e/o di una commissione di ingresso (fee).

AnalisiModifica

Il franchising consente all'azienda madre di avere una crescita più veloce rispetto a uno sviluppo tradizionale.

Parte degli investimenti, l'eventuale scelta delle località, la gestione del personale e soprattutto parte del rischio d'impresa si ripartiscono fra le due strutture: azienda madre e azienda figlia.

Il franchising permette anche di derogare a normative antitrust che impongono limiti alla quota di mercato detenibile da una singola società, una distanza e un bacino di utenza minimo fra due punti vendita dello stesso comparto merceologico (della medesima società oppure di marchi differenti). Infatti, il negozio in franchising è proprietà di un soggetto diverso dal marchio distributore, il quale in questo modo ottiene più sbocchi sul mercato. I costi di struttura della filiale sono a carico dell'affiliato, con il risparmio per l'affiliante.

Il contrattoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Contratto di franchising.

Nel diritto italiano il franchising (o affiliazione commerciale) è definito dall'art. 1 della legge n. 129/2004 come contratto tra due soggetti giuridici economicamente indipendenti, in base al quale, dietro il pagamento di un corrispettivo, una parte concede all'altra la disponibilità di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti d'autore, know-how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale, inserendo l'affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati beni o servizi.[2]

NoteModifica

  1. ^ Franchisee e franchisor: significato e differenze, su LavoroeFranchising.com, 22 maggio 2017. URL consultato il 30 settembre 2021.
  2. ^ Cos' è il Franchising: definizione e caratteristiche, su Inside Marketing. URL consultato il 9 ottobre 2021.

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