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Gaio Antonio Ibrida

politico romano
Gaio Antonio Ibrida
Nome originaleGaius Antonius Hybrida
FigliAntonia Ibrida maggiore
Antonia Ibrida minore
GensAntonia
PadreMarco Antonio Oratore
Consolato63 a.C.

Gaio Antonio Ibrida [1] (in latino Caius Antonius Hybrida; 106 a.C. – dopo il 42 a.C.) è stato un politico romano dell'ultimo periodo della Repubblica romana, esponente di un'importante famiglia nobile.

BiografiaModifica

Figlio di Marco Antonio Oratore, fratello minore di Marco Antonio Cretico fu proconsole, governatore della Macedonia (62/61 a.C.) e console insieme a Cicerone nel 63 a.C. Fu accusato da Marco Celio Rufo di lesa maestà (e/o concussione) nel 59 a.C. e condannato;[2] probabilmente l'accusa secondaria di partecipazione alla congiura di Catilina fu determinante, anche se, tuttavia, è noto che i catilinarii festeggiarono tale condanna, poiché Antonio li avrebbe traditi, assumendo il comando dell'esercito nella battaglia di Pistoia (62 a.C.). Ricoprì la carica di censore nel 42 a.C., ma non completò il lustrum; questa è l'ultima notizia che l'attesta ancora in vita, dopo tale data si perdono le sue tracce.

Ebbe due figlie: Antonia maggiore sposò il tribuno Lucio Caninio Gallo e fu madre di Lucio Caninio Gallo console nel 37 a.C., Antonia minore venne data in moglie al cugino, il futuro triumviro Marco Antonio e fu madre di Antonia, moglie del titolare del potentato orientale Pitodoro di Tralles e madre di Pitodorida, regina consorte di Ponto e Cappadocia.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Luciano Canfora, Giulio Cesare. Il dittatore democratico, Laterza, 1999, ISBN 88-420-5739-8.
  • Jerome Carcopino, Giulio Cesare, traduzione di Anna Rosso Cattabiani, Rusconi Libri, 1993, ISBN 88-18-18195-5.
  • Giusto Traina, Marco Antonio, Laterza, 2003.
  • P. Buongiorno, Gaio Antonio (cos. 63 a.C.) e l'appellativo Hybrida, Studi sull'età di Marco Antonio, 2006, pagg.298 ss..
  • Chisholm, Hugh, ed. (1911). Encyclopædia Britannica (11th ed.). Cambridge University Press.
Controllo di autoritàVIAF (EN66855866 · GND (DE102380260 · CERL cnp00283431 · WorldCat Identities (EN66855866