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Collezione galvanoplastica al museo di storia naturale di Vienna

La galvanoplastica è un processo elettrochimico che permette, attraverso l'elettrolisi, di ricoprire con un deposito metallico un oggetto non conduttore o di riprodurre in metallo la forma di un oggetto non metallico (in questo caso si parla di elettroformatura). Quando il deposito avviene su metalli si parla più propriamente di galvanostegia.

Indice

StoriaModifica

I primi esperimenti di galvanoplastica vennero effettuati intorno al 1802 dallo scienziato pavese Luigi Valentino Brugnatelli (amico personale di Alessandro Volta, che insieme a lui condusse studi sulle applicazioni della pila testé inventata), che è quindi da considerare l'inventore della galvanoplastica.[1] In particolare Brugnatelli riuscì a ricoprire gli elettrodi di carbone con uno strato di materiale metallico.[1]

MetodoModifica

Il metodo è del tutto analogo alla galvanostegia, con la differenza che il catodo non è l'oggetto stesso (essendo non conduttore) ma il sottile rivestimento conduttore che gli viene applicato, costituito ad esempio da grafite.

UtilizzoModifica

La galvanoplastica è spesso utilizzata in elettronica per creare piste di collegamento di circuiti, anche di dimensioni infinitesime, ricoprendo supporti di materiali non conduttori come ceramica o plastica.

L'elettroformatura trova applicazione in ambito industriale, per realizzare oggetti o stampi di altri prodotti, ed in settori artistici come la gioielleria, la scultura e la stampa.

Nel settore aerospaziale ha trovato applicazione nella realizzazione di ottiche riflettenti ad incidenza radente per la concentrazione di raggi X. XMM-Newton, Beppo-SAX, SWIFT sono alcuni satelliti scientifici che utilizzano specchi elettroformati.

Per quanto utilizzata in passato nelle scienze naturali, per creare riproduzioni fedeli e durature di piante e creature anche molto delicate, la galvanoplastica è una tecnica di conservazione ormai abbandonata.

ElettroformaturaModifica

 
Rappresentazione di un processo di elettroformatura

Si parla di "elettroformatura" quando il deposito metallico sul negativo (o positivo, a seconda dell'effetto che si vuole ottenere) dell'oggetto da realizzare è tale da permettere di essere staccato. In questo modo è possibile ottenere calcografie molto accurate, anche se hanno lo svantaggio di richiedere un tempo maggiore rispetto alla forgiatura meccanica e l'impiego di sostanze chimiche nocive per l'uomo.

NoteModifica

BibliografiaModifica

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