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Con genderswap o genderswitch si indica lo slittamento dell'identità di genere di un personaggio o di un avatar verso il genere opposto, di solito associato alla cultura popolare e interattiva dell'epoca di internet. È quindi un fenomeno psicologico che coinvolge l'identità del soggetto e la rappresentazione di sé ma anche un fenomeno sociale, nel momento in cui diventa rielaborazione dell'identità di un personaggio e delle sue vicende in origine parte di una produzione artistica altrui.

In particolare, il genderswap è diventato un fenomeno artistico sviluppato prevalentemente in Giappone all'interno della cultura manga e anime e consistente nella produzione di materiale grafico amatoriale (fan art o fan video) che abbia per protagonisti personaggi famosi di anime o di manga ai quali viene cambiato sesso: a volte è un omaggio da parte dei fan ai loro beniamini tramite la produzione di una storia alternativa, fatta di come se dai risultati paradossali (ucronia). Anche il nome dei personaggi viene cambiato dal maschile al femminile o viceversa, ma non avviene lo stesso per il loro carattere o la loro psicologia che generalmente rimane immutata, all'opposto del topos popolare dello scambio di personalità o dello scambio di corpo. Questo materiale autoprodotto può a volte eguagliare o addirittura superare il livello grafico dell'opera originale. Il successo presso i fan di questo fenomeno ha fatto sì che in alcuni casi gli stessi mangaka diventassero autori di episodi comici genderswap delle loro serie, ammiccando ai gusti propri fan: un esempio è dato dal genderswaping di One Piece firmato da Eiichirō Oda e animato dalla Toei Animation.

Nell'ambito più ampio di internet, con genderswitching o genderswaping si indica anche la pratica dei fake di presentarsi come appartenenti al sesso opposto[1][2].

Data l'attualità e la moda del gender swap, in modo improprio il termine è stato usato per il docu-reality Gender swap, film tv del 2004 che segue nei loro appuntamenti in stile speed date due celebrità inglesi. A dispetto del titolo si tratta in realtà di un film sul crossdresser, in cui l'attrice Carol Smillie e l'attore Shaun Williamson vengono opportunamente travestiti da persone del sesso opposto, con abiti e protesi per rendere credibile la finzione.[3].

NoteModifica

  1. ^ Claudia Ceriani, "Tipologie di fake", in Il fenomeno del fake nelle comunità virtuali. Analisi di un caso, tesi di laurea, a.a. 2001-2002.
  2. ^ John Suler, Gender-Switching in Cyberspace, in The Psychology of Cyberspace, aprile 1999.
  3. ^ Gender Swap (TV Movie 2004) - IMDb

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica