Giovanni Aldini

fisico italiano
Giovanni Aldini

Giovanni Aldini (Bologna, 10 aprile 1762Milano, 17 gennaio 1834) è stato un fisico e accademico italiano.

BiografiaModifica

Figlio di Giuseppe Aldini, docente di diritto all'Università, e fratello di Antonio Aldini. Sua madre, Caterina Galvani, era sorella del celebre fisico e fisiologo Luigi Galvani. Insegnò fisica sperimentale presso l'Università di Bologna dal 1798,[1] dove prese il posto del suo maestro Sebastiano Canterzani. Incentrò i suoi studi sulle applicazioni dell'elettricità in campo medico e sull'illuminazione, sviluppando la costruzione di fari e dispositivi antincendio. Nel 1803 pubblicò a Londra uno studio sul galvanismo intitolato An account of the late improvements in Galvanism nel quale asserisce che in determinate condizioni sarebbe possibile riportare in vita un cadavere mediante stimoli elettrici, una teoria che troverà poi spazio nel romanzo Frankenstein, di Mary Shelley.[2] Sempre mediante stimoli elettrici, durante i suoi spettacoli, induceva movimenti spasmodici ai muscoli facciali, alle braccia e alle gambe di esseri umani e di animali. Alcuni dei suoi studi possono essere collegati al cardiocentrismo.

Scrisse numerosi trattati in varie lingue, tra le quali l'inglese ed il francese.

Il 10 luglio 1801 divenne socio dell'Accademia delle scienze di Torino.[3]

 
Illustrazione degli esperimenti di Giovanni Aldini su cadaveri.

Molti suoi esperimenti furono giudicati spettacolari ed anche raccapriccianti (eseguiti su cadaveri).

Con i suoi studi perseguiva l'obiettivo di riportare in vita i morti, ma in quasi tutta l'Europa i condannati a morte venivano decapitati. Allora si spostò a Londra nel 1803, in quanto paese più vicino dove vigeva la condanna a morte per impiccagione. Nelle carceri trovò un uomo che definiva ideale per i suoi esperimenti: George Forster, accusato di aver ucciso moglie e figlia e in attesa di verdetto. Sembrerebbe che Aldini abbia comprato i giudici per ottenere l'impiccagione dell'uomo.[4] Entrato in possesso del corpo, lo scienziato eseguì un esperimento pubblico utilizzando una grande pila, sconvolgendo i presenti a tal punto da provocare (indirettamente) la morte del suo assistente la notte stessa per infarto, dovuto con ogni probabilità al terrore provocato dall'esperimento (sebbene alcuni pensano che, in assenza di Aldini, il morto avesse ripreso veramente vita, e si fosse mostrato a lui).[senza fonte] Durante l'esperimento il cadavere ricominciò a respirare e il suo cuore a battere. Secondo gli scienziati, Aldini riuscì per pochissimo tempo a ristabilire alcune funzioni fisiologiche del corpo, pur non alterandone lo stato di morte cerebrale. Gli stimoli di movimento, infatti, erano derivanti da input esterni.

Alla sua morte a seguito dei lasciti testamentari suoi nella forma del suo gabinetto scientifico e di Luigi Valeriani (1758-1828), economista e matematico, che donò un cospicuo patrimonio l'Istituto tecnico industriale Aldini Valeriani fu istituito nel 1844 dal comune di Bologna.[5] Insieme al concittadino Luigi Galvani, fu di grande ispirazione per Mary Shelley nella creazione del libro di Frankenstein.[6]


NoteModifica

  1. ^ Andre Parent, Giovanni Aldini: From Animal Electricity to Human Brain Stimulation, in The Canadian Journal of Neurological Sciences, vol. 31, n. 4, December 2004, pp. 576–84, DOI:10.1017/S0317167100003851, PMID 15595271.
  2. ^ (PDF) http://www.apav.it/mat/tempolibero/cinemaematematica/futurofiaba/allegatoilromanzo.pdf
  3. ^ Giovanni ALDINI, su www.accademiadellescienze.it. URL consultato l'8 luglio 2020.
  4. ^ http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2014/01/13/1009437-giovanni-aldini-scienziato.shtml
  5. ^ Chisholm, Hugh, ed. (1911). "Aldini, Giovanni". Encyclopædia Britannica (11th ed.). Cambridge University Press.
  6. ^ (EN) http://corrosion-doctors.org/Biographies/AldiniBio.htm

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