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Giovanni Battista Armenini

pittore e scrittore d'arte

Biografia e opereModifica

Conosciuto anche come Armenino[1] o Armanini[2], studiò a Roma e viaggiò per tutta Italia per scoprirne i tesori artistici. Nel 1564 intraprese la carriera ecclesiastica nella sua Faenza, che lo portò a diventare Rettore della chiesa di San Tommaso.

Come pittore è a noi poco noto, avendo lasciato solo un'Assunzione a Faenza. Tuttavia la sua fama di artista doveva essere comunque non poca, essendogli stato commissionato a Roma un dipinto da Filippo II di Spagna.

È noto principalmente come studioso e letterato, in particolare grazie alla sua unica opera, intitolata De' veri precetti della pittura, edito a Ravenna nel 1587 e ristampato a Venezia nel 1678 e a Milano nel 1820 e nel 1823, in cui dispensò consigli sia pratici che stilistici, in particolare riguardo l'uso del colore, che doveva, secondo i dettami della tradizione pittorica veneta, dominare sull'elemento disegnativo, aspetto invece tipico dell'arte toscana e romana del tempo.

Per questo, fu definito da Luigi Antonio Lanzi "miglior teorico che pratico"[3].

NoteModifica

  1. ^ U. Galetti - E. Camesasca, Enciclopedia della pittura italiana, volume II, Garzanti, 1950 (pagina 145).
  2. ^ Armenini (o Armanini), Giovanni Battista, in Enciclopedie online Treccani (consultabile online)
  3. ^ L. A. Lanzi, Storia pittorica d'Italia, Bassano del Grappa, 1795-96.

BibliografiaModifica

  • L. Bertini, Armenini, Giovanni Battista, in Enciclopedia italiana Treccani, 1929 (consultabile online).
  • Armenini (o Armanini), Giovanni Battista, in Enciclopedia online Treccani (consultabile online).
  • U. Galetti- E. Camesasca, Enciclopedia della pittura italiana, volume I, Garzanti, 1950 (pagina 145).
  • L. A. Lanzi, Storia pittorica d'Italia, Bassano del Grappa, 1795-96.

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