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Luigi Antonio Lanzi

gesuita, archeologo e storico dell'arte italiano
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BiografiaModifica

Nato a Montecchio, l'attuale Treia, Lanzi fu educato per diventare sacerdote. Fece i suoi primi studi nel collegio dei gesuiti di Fermo ed entrò nella Compagnia di Gesù il 23 ottobre 1749 a Roma. A Roma studiò retorica con il padre Raimondo Cunich, celebre grecista, tra il 1751 e il 1752 e si laureò in filosofia e teologia al Collegio romano (1763).[1] Il 28 ottobre 1761 fu ordinato sacerdote. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, nel 1775 fu chiamato dal granduca Pietro Leopoldo alla Galleria degli Uffizi a Firenze come vicedirettore ed antiquario.[2]

Lanzi si dedicò soprattutto allo studio della pittura italiana e della storia e della lingua etrusca. Nel primo campo il frutto delle sue fatiche è rappresentato dalla monumentale Storia pittorica dell'Italia. La prima parte dell'opera, che si occupa delle scuole fiorentina, senese, romana e napoletana, apparve nel 1792, la parte restante nel 1796. La Storia pittorica dell'Italia ebbe un enorme successo e fu tradotta in diverse lingue[3] consacrando il Lanzi come padre della moderna storiografia artistica italiana[4].

 
Saggio di lingua etrusca (1789)

Nell'ambito dell'etruscologia il suo lavoro principale fu il Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d'Italia (1789). Importante è anche il saggio Dei vasi antichi dipinti volgarmente chiamati Etruschi (1806) in cui Lanzi dimostrò la che l'arte etrusca deriva da quella greca.

Scopo del Saggio di lingua etrusca è dimostrare che l'Etrusco è imparentato con le lingue dei popoli vicini: Romani, Umbri, Osci e Greci. Nell'opera Lanzi svolge un'analisi ad ampio spettro sulla cultura, l'arte e la civiltà degli Etruschi e degli antichi popoli dell'Italia centrale e meridionale. Le sue considerazioni sui vari stili della scultura antica pubblicate in appendice al Saggio di lingua Etrusca, derivano da uno studio minuzioso della collezione medicea, trasferita in quegli anni dalla Villa Medici di Roma a Firenze. I meriti di Lanzi nel campo della filologia e dell'archeologia etrusca ne hanno fatto uno dei fondatori della moderna etruscologia[5]. Secondo il Corssen (Ueber die Sprache der Etrusker, I. p. VI.) il Saggio di lingua etrusca ha dato inizio ad una nuova era degli studi etruschi anticipando di quasi tre decenni il Die Etrusker di Karl Otfried Müller (1828).[6][7]

Tra le sue altre opere si trova un'edizione critica delle Opere e i Giorni di Esiodo, con un prezioso apparato di note e una traduzione in terza rima. Iniziata nel 1785, l'edizione fu completata e pubblicata nel 1808.[8] Eletto presidente dell'Accademia della Crusca, Lanzi sottopose alla censura di essa la sua traduzione e illustrazione di Esiodo, che la Crusca dichiarò testo di lingua.[9] Furono invece pubblicate postume la raccolta delle sue traduzioni delle poesie caste di Catullo e degli Idilli e della Zampogna di Teocrito,[10] e la sua traduzione della Chioma di Berenice nelle versioni di Callimaco e di Catullo.[11]

Morì a Firenze ed è sepolto nella Basilica di Santa Croce, ai piedi di Michelangelo.[6]

OpereModifica

 
Illustrazione tratta dal De' vasi antichi dipinti, volgarmente chiamati etruschi (1806)
  • Storia pittorica della Italia, I-II, Bassano del Grappa, Remondini, 1795-1796;
  • Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d’Italia per servire alla storia de’ popoli, delle lingue e delle belle arti, Roma, Pagliarini, 1789;
  • Storia pittorica della Italia. Dal risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII secolo, I-VI, Bassano del Grappa, Remondini, 1809 (ed. a cura di M. CAPUCCI, I-III, Firenze, Sansoni, 1968-1974);
  • Dissertazione sopra una urnetta toscanica e difesa del Saggio di lingua etrusca, «Memorie per servire alla storia letteraria e civile», (1799) luglio-agosto, 39-61; settembre-ottobre, 75-98; novembre-dicembre, 5-22;
  • Elogio del P.D. Francesco Maria Stella Barnabita, «Memorie per servire alla storia letteraria e civile», 1799 (novembre-dicembre), 83-85;
  • Elogio del P.D. Angelo Maria Cortenovis chierico regolare della Congregazione di San Paolo, «Memorie per servire alla storia letteraria e civile», (1800) luglio-agosto, 90-106;
  • Elogio del P.D. Angelo Maria Cortenovis chierico regolare della Congregazione di San Paolo, Udine, Pecile, 1801;
  • Serie di pitture copiate da tredici vasi antichi detti volgarmente etruschi, esposte con illustrazioni in italiano e francese, Venezia, Remondini, 1801;
  • Luigi Antonio Lanzi, De' vasi antichi dipinti volgarmente chiamati etruschi: Dissertazioni tre, Firenze, presso Giuseppe Fantosini, 1806. URL consultato il 29 maggio 2019.
  • Luigi Antonio Lanzi, Ἡσιόδου τοῦ Ἀσκραίου Ἔργα καὶ ἡμέραι Hesiodi Ascraei opera et dies di Esiodo Ascreo i lavori e le giornate opera ... con annotazioni, Firenze, nella stamperia Carli e C°., 1808. URL consultato il 29 maggio 2019.

NoteModifica

  1. ^ DBI.
  2. ^ Alessandro Cappi, Biografia di Luigi Lanzi descritta dal conte Alessandro Cappi da Ravenna, Forlì, presso Antonio Hercolani editore, 1840, p. 4.
    «A questa epoca si trasferì a Firenze. Monsignore Angelo Fabroni provveditore generale dello studio di Pisa, che aveva piena coscienza del sapere del Lanzi, lo presentò in corte al magnanimo Leopoldo. Il quale benché inteso alle politiche riforme, nullameno pensava alle Belle Arti come a ministre e conservatrici di civiltà, e concepiva il nobile divisamento di riordinare la galleria e ampliarla. Il granduca lo accolse con quella benignità, che è desiderabile nel principe verso i sapienti, e nominatolo nel 1775 a vice-direttore della r. galleria con generosa provvisione, e abitazione gratuita gli affidò per intero di condurre ad effetto il suo concepimento.».
  3. ^ Traduzione inglese: The History of Painting in Italy, from the Period of the Revival of the Fine Arts to the End of the Eighteenth Century. Translated from the original Italian of the Abate Luigi Lanzi, by Thomas Roscoe. 6 vols. 8vo., London, Simpkin and Marshall, 1828; traduzione tedesca: Geschichte der Malerei in Italien, vom Wiederaufleben der Kunst bis Ende des 18. Jahrhunderts, 3 Bände, Leipzig: Johann Ambrosius Barth 1830, Herausgeber Adolph Wagner, Übersetzung und Kommentar J. G. von Quandt; traduzione francese: Histoire de la peinture en Italie, depuis la renaissance des beaux-arts, jusques vers la fin du XVIIIe siècle par l'abbé Lanzi...; trad. de l'italien sur la 3e éd., par Mme Armande Dieudé Paris: chez H. Seguin et Dufart, 1824. 5 vol.
  4. ^ Luigi Antonio Lanzi, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  
  5. ^ Andrea Sabatini, Luigi Lanzi, fondatore di un metodo, su europaoggi.it.
  6. ^ a b Chisholm 1911
  7. ^ Ludwig Jeep, Recensione di Ueber die Sprache der Etrusker, in Rivista di filologia e d'istruzione classica, vol. 3, Firenze Torino Roma, E. Loescher, 1875, p. 398.
  8. ^ Onofrio Boni, Elogio dell'abate don Luigi Lanzi tratto dalle di lui opere dal cav. Onofrio Boni di Cortona, Firenze, I. Carli, 1814, p. 259. URL consultato il 30 maggio 2019.
  9. ^ Accademie e biblioteche d'Italia. Annali della Direzione generale delle accademie e biblioteche, Libreria del littorio, 1930, p. 532
  10. ^ In: Luigi Antonio Lanzi, Opere postume, a cura di Onofrio Boni, Vol. II, Firenze, I. Carli, 1817. URL consultato il 30 maggio 2019.
  11. ^ Luigi Antonio Lanzi, A' sposi illustri sig. Antonio Riva; sig. Eleonora Zorzi. La chioma di Berenice in greco da Callimaco, da Catullo in latino, in tosche rime da Luigi Lanzi celebrata, versione postuma offre, dedica Mauro Boni, Venezia, Nella Tipografia Picotti, 1812. URL consultato il 30 maggio 2019.

BibliografiaModifica

  • Mauro Boni, Saggio di studi del p. Luigi Lanzi, Venezia 1815;
  • Onofrio Boni, Elogio dell'abate L. Lanzi, Pisa, Presso Niccolò Capurro, 1816. URL consultato il 29 maggio 2019.
  • Fortunato Benigni, Sulla vera patria dello abate d. Luigi Antonio Lanzi, Fuligno 1824.
  • Emilio Amedeo De Tipaldo, Biografia degli italiani illustri..., VIII, Venezia 1841, pp. 448-455 (A. Meneghelli).
  • Ugo Segrè, Luigi Lanzi e le sue opere, Assisi 1904.
  • Bartolomeo Nogara, L'abate Luigi Lanzi e l'opera sua negli studî etruscologici e di storia d. arte, Roma 1910.
  • Giulio Natali, Nel primo centenario dalla morte di Luigi Lanzi, in Real deputazione di storia patria per le provincie delle Marche, atti e memorie, volume vi (N. S., Ancona, 1911).
  • Giulio Natali, Il Varrone del sec. XVIII, in Idee, costumi, uomini del Settecento, 2ª ed., Torino 1926.
  • Martino Capucci, Nota alla "Storia pittorica", in Luigi Lanzi, Storia pittorica della Italia, III, Firenze 1974, pp. 465-547 (con bibliografia, pp. 523-547).
  • Paola Barocchi e Giovanna Ragionieri (a cura di), Gli Uffizi: quattro secoli di una galleria, vol. 2, Firenze, Leo S. Olschki, 1983, ISBN 88-222-3200-3.
  • Mauro Cristofani, Luigi Lanzi antiquario, in Uffizi: quattro secoli di una galleria. Atti del Convegno... 1982, II, Firenze 1985, pp. 355-366.
  • Mina Gregori, Luigi Lanzi e il riordinamento della Galleria, ibid., pp. 367-393.
  • Martino Capucci, Il carteggio del Lanzi, ibid., pp. 395-402.
  • Storia della letteratura italiana (Salerno), VI, Il Settecento, Roma 1998, pp. 419-421, 440.
  • Paola Barocchi, Sulla edizione lanziana della "Storia pittorica della Italia" del 1795-1796, in Giornate di studio in ricordo di Giovanni Previtali, a cura di Francesco Caglioti, Pisa 2000, pp. 293-319.
  • Id., Sulla edizione del 1809 della "Storia pittorica della Italia" di Luigi Lanzi, in Saggi e memorie di storia dell'arte, XXV (2001), pp. 297-307.
  • Chiara Gauna, La "Storia pittorica" di Luigi Lanzi. Arti, storia, musei nel Settecento, Firenze 2003 (bibliografia).
  • Carlos Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, IV, Bruxelles-Paris 1893, coll. 1500 s.; IX, ibid. 1900, coll. 571 s.; Suppl., Toulouse 1911, col. 1118.
  • Luigi Ferrari, Onomasticon, Milano 1947, p. 401.
  • Mario Emilio Cosenza, Biographical and bibliographical Dictionary of the Italian humanists, Boston 1962, III, pp. 1923 s.; VI, p. 155.
  • Severina Parodi, Catalogo degli accademici [della Crusca] dalla fondazione, Firenze 1983, p. 243.
  • László Polgár, Bibliographie sur l'histoire de la Compagnie de Jésus, III, 2, Roma 1990, pp. 377 s.
  • The Dictionary of art, XVIII, New York 1996, pp. 755 s. (F. Bernabei).
  • Charles E. O'Neill, Joaquín María Domínguez, Diccionario histórico de la Compañía de Jesús, Roma-Madrid 2001, pp. 2280 s. (M. Zanfredini).

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