Giuseppe Barzaghi

teologo italiano (1958-)

Giuseppe Barzaghi (Monza, 5 marzo 1958) è un religioso, filosofo e teologo italiano, direttore della Scuola di anagogia[1][2], fondata dal cardinale Giacomo Biffi. Dal 2021 è preside dello Studio Filosofico Domenicano di Bologna. Discepolo del filosofo Gustavo Bontadini e frate domenicano, è stato l'interlocutore privilegiato di Emanuele Severino sulle problematiche relative a Dio e sul Cristianesimo[3][4][5].

Pensiero modifica

Nella sua opera Oltre Dio, Barzaghi si interroga dapprima sull’essenza del cristianesimo per giungere ad affermare la necessità, per il credente, di assumere alcune fondamentali posizioni filosofiche riguardo alla vera comprensione della realtà: «Se il Cristianesimo è essenzialmente la partecipazione della vita di Dio, cioè della vita eterna, per comprenderlo occorrerà porsi dal punto di vista di Dio, cioè dell’eterno» (p. 13). Secondo Barzaghi, l’Essere assoluto «non può essere inteso come qualcosa accanto ad altre cose, e conseguentemente diviene il punto di vista rigoroso per l’ispezione del tutto» (p. 17). In questo senso, la filosofia di Emanuele Severino, che si presenta come alternativa al teismo, offre in realtà per Barzaghi il fianco a un nuovo percorso argomentativo in favore dell’esistenza di Dio (un Dio però non inteso come oggetto: da qui il titolo dell’opera, che evoca esplicitamente un’espressione di Dionigi[6]): se ogni cosa è eterna, e tale dunque è anche il suo apparire, esso deve continuare ad apparire, eternamente, anche quando “non appare”. «Dunque – afferma il filosofo –, se tale apparire non permane nell’orizzonte dell’apparire che è la mia coscienza, perché consta l’apparire-scomparire dell’ente, deve comunque continuare ad apparire […] in modo determinatissimo, dunque alla sola scienza di Dio cui eternamente appaiono gli eterni. Non ammettere questa scienza di Dio, cioè Dio, significa ammettere che l’apparire, che è pur un non-niente, sia un niente nel momento in cui non appare più determinatamente, individualmente» (p. 24). Questa scienza – chiamata nel linguaggio tomista scientia Dei visionis[7] – «ha la fisionomia dell'apparire infinito di cui parla Severino nei suoi scritti» (p. 17).

Nel pensiero barzaghiano, il punto di vista sub specie aeternitatis (dal punto di vista dell’eternità) diventa la condizione imprescindibile di tutta la riflessione teologica e filosofica. In teologia, solo questa prospettiva riesce a rendere metafisicamente plausibile l’affermazione rivelata dell’«Agnello immolato nella stessa fondazione del cosmo» di cui parla il libro dell’Apocalisse[8], così da poter parlare di una «inseità redentiva dell’atto creatore»[9]. Nella riflessione filosofica, poi, la prospettiva sub specie aeternitatis consente di avere uno sguardo «dialetticamente onninclusivo», per cui ogni ente rispecchia in sé l’eternità del tutto e di ogni altro ente secondo la nozione di exemplar.

Ne Il fondamento teoretico della sintesi tomista, Barzaghi propone appunto l’idea di exemplar come cardine speculativo, approfondendo e oltrepassando la proposta di S. M. Ramírez, neotomista spagnolo (1891-1967)[10] di individuare nella “dottrina dell'ordine” la struttura più sintetica di tutto il pensiero di Tommaso d'Aquino. L'exemplar rappresenta «il minimo di complessità per muoversi nel massimo della complessità» (p. 31). Ma per compiere questa operazione di analisi, occorre esprimersi attraverso l'analogia, «riflesso logico gnoseologico dell’ordine ontologico [e] mezzo inventivo ed espressivo del conoscere» (p. 47), che acquisisce conseguentemente una notevole importanza nel pensiero di Barzaghi. Nell'esemplare (exemplar) si trova il centro della spiegazione causale, dal momento che in esso si presenta in modo simultaneo tutto l’ordine che lega le cause aristoteliche: il fine, l’agente che intende il fine, la forma implicata, e la materia che la deve accogliere. E l’esemplare trascende la mera dimensione funzionalistica: in quanto contiene tutto (compreso l'esemplante nel suo riferirsi all’esemplato), è una totalità, e possiede quindi caratteristiche di liberalità e assolutezza: è «sottratto alla dipendenza e al dominio» (p. 90). In una frase, che sintetizza bene il punto di vista anagogico della filosofia e della teologia di Barzaghi: «Dio, conoscendo se stesso, conosce tutte le possibili realizzazioni similitudinarie della propria essenza, cioè tutte le essenze create e creabili» (p. 96). Seguendo infine l’esempio specifico di Bontadini, suo maestro, egli fa risiedere nell’atto creatore intemporale la consistenza della totalità delle cose, cioè delle creature, giacché queste sono «nulla come aggiunta a Dio» (p. 98). Secondo tale prospettica dell'exemplar, si può così realizzare, senza aporie dogmatiche, la visione del Deus omnia in omnibus (Dio tutto in tutto)[11].

Il dibattito con Severino modifica

Il primo dibattito fra Giuseppe Barzaghi ed Emanuele Severino avvenne nel 1995 nella forma di disputa tra le posizioni della teologia cattolica tomista e quelle della filosofia severiniana[12]. Il dibattito trovò, al di là delle aspettative degli organizzatori, alcuni punti di possibile convergenza, che portarono il filosofo-teologo alla pubblicazione di Soliloqui sul divino (1997), in cui Barzaghi cerca per la prima volta di rileggere le intuizioni di Severino in un modo che egli definirà più tardi voler essere quello con cui Tommaso d'Aquino, filosofo e teologo cristiano, leggeva e faceva tesoro dell’insegnamento filosofico di Aristotele, filosofo pagano[12][13]. Ciò rese il rapporto fra i due pensatori un dialogo di reciproca conoscenza e stima[14]. Il 2 novembre 1999 Severino dedicò a Barzaghi un articolo sul Corriere della Sera, in cui indicava il sacerdote monzese come il fautore del più interessante tentativo di riportare la sua filosofia al contesto cristiano da cui si era volontariamente staccato. In tale articolo, il filosofo ateo definiva “aperto” il dilemma sulla possibilità o meno per il cristianesimo di porsi come casa abitabile per l’uomo contemporaneo, a patto però di diradare, sull’esempio di Barzaghi, la nebbia che circonda il discorso religioso attraverso una ripulitura dei concetti a partire dal punto di vista dell’eterno[15]. Indubbiamente Severino vide una sorta di Panenteismo in alcuni aspetti del pensiero del filosofo tomista, che potevano in qualche modo essere compatibili con la propria filosofia. Seguirono poi altri dibattiti pubblici, come quello del 29 novembre 2001 a Milano[16] e quello del 12 giugno 2015 a Bologna[17][18].

Opere modifica

Libri (lista parziale) modifica

  • Metafisica della cultura cristiana, Bologna, ESD, 1990/1995 (2ª ed.)
  • L’essere, la ragione, la persuasione, Bologna, ESD, 1994/1998 (2ª ed.)
  • Diario di metafisica. Concetti e digressioni sul senso dell’essere, Bologna, ESD, 1997/2016 (2ª ed.)
  • Soliloqui sul divino. Meditazioni sul segreto cristiano, Bologna, ESD, 1997
  • Philosophia. Il piacere di pensare, Padova, Il Poligrafo, 1999
  • Oltre Dio, ovvero omnia in omnibus. Pensieri su Dio, il divino, la Deità, Bologna, Barghigiani, 2000
  • Maestro Eckart, Cinisello Balsamo, Ed. San Paolo, 2002
  • Anagogia. Il Cristianesimo sub specie aeternitatis, Modena, ETC, 2002
  • Lo sguardo di Dio. Saggi di teologia anagogica, Siena, Cantagalli, 2003
  • Compendio di storia della filosofia, Bologna, ESD, 2006/2014 (2ª ed.)
  • Compendio di filosofia sistematica, Bologna, ESD, 2006
  • La Fuga. Esercizi di filosofia, Bologna, ESD, 2010
  • L’originario. La culla del mondo, Bologna, ESD, 2015
  • Il fondamento teoretico della sintesi tomista. L’Exemplar, Bologna, ESD, 2015
  • La maestria contagiosa. Il segreto di Tommaso d’Aquino, Bologna, ESD, 2017
  • Il Riflesso, Bologna, ESD, 2018
  • Lezioni di dialettica, Bologna, ESD, 2019

Contributi e articoli (lista parziale) modifica

  • Il bene comune secondo S.Tommaso d’Aquino, in “Communio” 157 (1998), pp. 30-39.
  • L’alterità tra mondo e Dio: la verità dell’essere e il divenire (conferenza-dibattito con Emanuele Severino), in “Divus Thomas” 3 (1998), pp. 57-81.
  • Ambientazione teologica del concetto di “gioia” severiniano, in I. Valent (a cura di), Cura e la salvezza. Saggi dedicati a Emanuele Severino, Bergamo, Moretti & Vitali, 2000, pp. 229-243.
  • I fondamenti metafisici della mistica, in M. Vannini (ed.), Mistica d’oriente e occidente oggi, Milano, Paoline, 2001, pp. 11-31.
  • La potenza obbedienziale dell’intelletto agente come chiave di volta del rapporto fede-ragione, in “Angelicum” 2 (2003), pp. 271-307.
  • Articolazione teoretica della teologia trinitaria in chiave tomistica, in A. Petterlini, G. Brianese, G. Goggi (a cura di), Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, Milano, Bruno Mondadori, 2005, pp. 57-74.
  • Desiderio e abbandono. Maestro Eckhart e Tommaso d’Aquino: le due facce di un'unica metafisica, in C. Ciancio (a cura di), Metafisica del desiderio, Milano, Vita e Pensiero, 2003, pp. 173-201.
  • Anagogia epistemica, in R. Serpa (a cura di), Antropologia, metafisica, teologia. Studi in onore di Battista Mondin, filosofo, teologo, ciclista, Bologna, ESD, 2003, pp. 33-367.
  • L’unum argumentum di Anselmo d’Aosta e il fulcro anagogico della metafisica. Essere logici nel Logos, in T. Rossi (a cura di), Figurae fidei. Strategie di ricerca nel Medioevo, Studi 2003, Roma, Angelicum University Press, 2003, pp. 99-123.
  • Anagogia: voce in “Enciclopedia Filosofica”, Milano, Ed. Bompiani, 2006.
  • L’epistemologia teologica di Tommaso d’Aquino. Analisi e approfondimento, in G. Grandi – L. Grion (a cura di), Rivelazione e conoscenza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2007, pp. 43-78.
  • L’intero antropologico. Con Gentile oltre Gentile verso una rifondazione metafisica dell’antropologia tomista. Ovvero le virtualità tomistiche del discorso filosofico sull’autocoscienza e la corporeità umana, in “Divus Thomas” 1 (2007), pp. 29-48.
  • Il luogo poetico e contemplativo del sapere filosofico-teologico. L’anima del giudizio scientifico, in “Divus Thomas” 2 (2007), pp. 186-220.
  • Mistica cristiana come estetica assoluta, in AA.VV., Mistica forum, Bologna, Lombar Key, 2008, pp. 27-53.
  • Fenomenologia, metafisica e anagogia, in “Divus Thomas” 2 (2008), pp. 11-21
  • Il bisbiglio del “Logos” e il suo riflesso nella ragione, in “Divus Thomas” 1 (2009).
  • Il destino sempiterno dell’Occaso. L’inseità mistica della ragione, in A. Olmi (a cura di), L’eredità dell’occidente. Cristianesimo, Europa, nuovi mondi, Firenze, Nerbini, 2010, pp. 12-25.
  • La commozione come filosofia del valore. Saper nuotare negli affetti, in I. De Gennaro (ed.), Value. Sources and Readings on a Key Concept of the Globalized World, Leiden – Boston, Brill, 2012, pp. 349-358.
  • L’ambiente invisibile della vita cristiana: il Fondamento, in V. Lagioia (a cura di), Storie di invisibili, marginali ed esclusi, Bononia University Press, Bologna 2012, pp. 19-24.
  • Abitare teologicamente la natura. Lo sguardo metaforico di Tommaso d’Aquino, in I. De Gennaro, Sergiusz Kazmierski, Ralf Lüfter (a cura di), Wirtliche Ökonomie. Philosophische und dichterische Quellen (Erster Teilband), Nordhausen, Verlag Traugott Bautz, 2013.
  • Teoresi e struttura. Riflessioni e approfondimenti sulla rigorizzazione bontadiniana, in “Divus Thomas” 2 (2014)
  • Creazione dal nulla o relazione fondativa, in S. Pinna – D. Riserbato (a cura di) Fenomeno & Fondamento. Ricerca dell’Assoluto. Studi in onore di Antonio Margaritti, Città del Vaticano, Ed. vaticana, 2016, pp. 271-286.
  • Anagogia e teoria del fondamento, in “Divus Thomas” 1 (2016), pp. 17-47.
  • Metafora. La trasparenza nella trasposizione, in M. Raveri – L. V. Tarca (ed.), I linguaggi dell’Assoluto, Milano, Mimesis, 2018, pp. 31-44.
  • L’eternità dell’essente in teologia, in G. Goggi – I. Testoni (ed.), All’alba dell’eternità”. I primi 60 anni de ‘La Struttura Originaria’, Padova, Padova University Press, 2018, pp.10-11.
  • Dibattito con E. Severino, in “Divus Thomas” 1 (2018), pp. 242-249; 270-278.
  • Il quadro anagogico e i segreti della musica di J. S. Bach. La Ciaccona e il Contrappunto XIV de L’Arte della Fuga, in “Divus Thomas” 2 (2018), pp. 13-27.

Note modifica

  1. ^ A. Postorino, La scienza di Dio. Il tomismo anagogico di Giuseppe Barzaghi...
  2. ^ Data l'importanza dell'anagogia nel pensiero di Barzaghi, gli è stata commissionata la stesura dell'omonima voce sull'Enciclopedia filosofica (Bompiani 2006), nonché, sul versante teologico, la voce «mistica anagogica» sul Nuovo dizionario di mistica dell’Editrice vaticana.
  3. ^ RaiCultura: Dio e il concetto filosofico di eternità del Tutto
  4. ^ Dialogo tra Emanuele Severino e Giuseppe Barzaghi - parte 1 e parte 2
  5. ^ E. Severino, Nascere. E altri problemi della coscienza religiosa, Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 2 novembre 1999
  6. ^ Dionigi, I nomi divini (testo critico di M. Morani – commento di G. Barzaghi), Bologna, ESD, 2010, II, 3.
  7. ^ All'alba dell'eternità. I primi 60 anni de 'La struttura originaria' (UniPa)
  8. ^ Apocalisse 13, 8
  9. ^ Cfr. G. Barzaghi, Lo sguardo di Dio. Nuovi saggi di teologia anagogica, Bologna, ESD, 2012, pp. 157-270
  10. ^ Santiago María Ramírez op, De ordine placita quaedam thomistica, Salamanca, San Esteban, 1963.
  11. ^ G. Barzaghi, Lo sguardo di Dio. Saggi di teologia anagogica, Siena, Cantagalli, 2003, p. 33.
  12. ^ a b UniPd – L’eternità dell’essente
  13. ^ RaiScuola: Giuseppe Barzaghi. Dio e il concetto filosofico…, su raiscuola.rai.it. URL consultato il 18 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2020).
  14. ^ Si veda ad esempio: E. Severino – G. Barzaghi, L’alterità tra mondo e Dio: la verità dell’essere e il divenire, in: “Divus Thomas” 3 (1998), pp. 57-81.
  15. ^ E. Severino, Nascere. E altri problemi della coscienza religiosa
  16. ^ Dialogo Severino-Barzaghi a Milano
  17. ^ Giornata di studio dello Studio filosofico domenicano di Bologna
  18. ^ Padre Giuseppe Barzaghi - Intervista: Il pensiero di Severino e la fede cristiana & Strategie per semplificare una societa complessa., su accademiadelredentore.it.

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