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Goffredo Mameli (sommergibile)

sommergibile della Regia Marina
Goffredo Mameli
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tiposommergibile
ClasseMameli
ProprietàRegia Marina
CostruttoriTosi, Taranto
Impostazione17 agosto 1925
Varo9 dicembre 1926
Entrata in servizio20 gennaio 1929
Radiazione1º febbraio 1948
Destino finaledemolito
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione1.010 t
Dislocamento in emersione830 t
Lunghezza64,6 m
Larghezza6,52 m
Pescaggio4,33 m
Profondità operativa100 m
Propulsione2 motori diesel da 3000 cv; 2 motori elettrici da 1000 cv
Velocità in immersione 7,7 nodi
Velocità in emersione 17,2 nodi
Autonomia4360 miglia a 8 nodi in superficie
110 miglia a 3 nodi in immersione
Equipaggiocinque ufficiali e 47 sottufficiali e comuni
Armamento
Artiglieria1 cannone da 102/35 mm
2 mitragliere Breda Mod. 31 da 13,2 mm
Siluri6 lanciasiluri da 533 mm (4 a prua e 2 a poppa); 10 siluri

informazioni prese da Uomini sul fondo di Giorgio Giorgerini, [1] e [1]

voci di sommergibili presenti su Wikipedia

Il Goffredo Mameli è stato un sommergibile della Regia Marina.

StoriaModifica

In origine avrebbe dovuto chiamarsi Masaniello, ma il 16 gennaio 1927 (prima del completamento) il nome fu cambiato in Goffredo Mameli[2].

Il 29 settembre 1928 fu protagonista di una collisione con il rimorchiatore San Pietro, nella quale rimase danneggiato[2].

All'inizio degli anni trenta compì assieme ai gemelli una crociera nel Mediterraneo orientale, con tappa a Salonicco, Lero e Rodi ed il contemporaneo svolgimento di esercitazioni aeronavali[3].

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, al comando del c.c. Nicola Maiorana, fu inviato ad operare al largo di Malta dove, nella notte fra il 1º ed il 2 agosto 1940, lanciò infruttuosamente cinque siluri contro il piroscafo greco Raula (1044 tsl), che poi affondò col cannone dopo averlo fatto abbandonare dall'equipaggio[2][4].

Nel corso dell'anno svolse altre quattro missioni al largo di Malta e della costa cirenaica; nel 1941 ne compì altre tre (il 9 settembre 1941 fu inviato assieme ad altre unità a contrastare l'operazione britannica «Coat» posizionandosi una novantina di miglia a sud-sudest di Malta, ma non avvistò le unità nemiche[5]) e poi, per il cattivo stato in cui versavano i motori, fu assegnato alla Scuola Sommergibili di Pola[2].

Nel 1942, dopo la sostituzione dell'apparato motore[6], fu impiegato per altre tre missioni offensive (con compiti antisommergibile)[2].

All'annuncio dell'armistizio era ai lavori[2].

Durante la cobelligeranza fu poi impiegato per esercitazioni antisommergibili degli Alleati, con base alle Bermuda[7].

Fu demolito nel dopoguerra.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Mondadori, 2002, ISBN 978-88-04-50537-2.
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